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IL PIANTO DEL POETA (POEMETTO) DI CARMELO ALIBERTI a cura di LUCIO ZANIBONI

CARMELO  ALIBERTI

IL PIANTO DEL POETA (Poemetto)

(Tradotto in 9 lingue)

di  LUCIO  ZANIBONI

A volte, per qualche insolita, imprevista casualità, avviene che nello stesso momento due persone si trovino in sintonia assoluta.

Questo è successo in questi giorni mentre stavo cercando di elaborare il poemetto: “I sette peccati capitali” in cui la visione del mondo odierno è offuscata da guerra, minigang, violenze di ogni genere, stupri e un paradigma di disordine morale, tale, da non poter scorgere orizzonti. Così in concordanza di pensiero e sentimenti mi giunge da Carmelo Aliberti, critico letterario, poeta e romanziere, il poemetto “Il pianto del poeta” opera che mi ha subito coinvolto.

In versi liberi, musicali e di personalissima tessitura, l’autore leva un canto che si può suddividere in tre parti.

Nella prima, con un incipit di grande respiro classico, svolge il tema della transizione della società da tradizionale a quella contemporanea.

Si delinea subito il contrasto tra l’antica bellezza e purezza di vita, nella visione della civiltà siculo-greca, un mondo basato su valori tradizioni e forza del mito, del confronto con la grettezza di vita e malaccorto sfruttamento della natura contemporanei.

Leggiamo a stralci: “Al balcone al tramonto sopra il mare/ nell’oasi beata della torre/ tra lo squillare dei suoni e dei colori/ che affollano a pelo/ gli smalti azzurri dei laghi/ nella cornice viola del Tirreno/ a Bafia in trincea volgo gli occhi/ allagati dai concerti dell’estate/ verso i campi radi di alberi e declivi/ di questo tempo privo di fusi e di arcolai/ avido di smagliare le afflizioni/ nei dolci fiati dell’adolescenza// Non vedo più.” Qui il poeta, con il pianto che affiora ricorda la giovinezza della sua vita, la bellezza che scorgeva intorno a sé, al di fuori della sete di opulenza, in una vita legata all’amicizia, all’aiuto fraterno, dove un torsolo di mela o un pane caldo di forno casalingo erano visioni di vita legata alla natura, semplice ma densa di calore d’anima, di spontaneità d’affetto nell’offerta.

La visione di Titiro (“Tityro, tu patulae recubans sub tegmine fagi…”) Il mondo delle “Bucoliche” virgiliane, in cui si rispecchia quello di Carmelo fanciullo, ritorna con forza e il nodo sale alla gola, del rimpianto.

“Non vedo più. Dove sono finite le colombe della madre simbolo di purezza e di pace, dove è finita quella terra amata. In quale baratro è caduta l’umanità?”

“Non vedo più/ le soavi ombre dei cari/ trapassate nel silenzio/ ad altro aspro esilio./ Non vedo più i fazzoletti bianchi/ in testa alle colombe di una madre/sventolare sonore/ nell’orlo dei mattini trasparenti/ dentro le strade versi e d’oro/ che si impennavano verso il promontorio del cielo,/ rigogliose di vasche piumate e di basilico./ Non vedo più/ il fratello porgere al fratello/ il torsolo di mela/sottratto ai vermi della pattumiera e all’arsura…”

Sì un mondo povero, certo, ma quanta ricchezza in quel gesto, quanta grandezza d’animo nell’apertura del cuore verso il fratello (non l’altro). Quella semplicità di vita che accomuna gli uomini, li affratella nelle avversità.

Il poeta continua enumerando tutte le cose buone che non riscontra più intorno a sé, in questo nuovo mondo dimentico dei valori.

Inizia quindi l’amara accusa delle tante nequizie avvenute; le stragi mafiose, la guerra in Vietnam, la politica corrotta e corruttrice, il dilagare dell’ingiustizia, la povertà in una terra che ha perduto la visione di Cristo che si è immolato per la sua salvezza.

“Ora non mi resta che urlare/ il pianto del poeta/ per questa Milano saccheggiata, per questa Urbe flagellata dal voto di scambio/per questo teatro di violenza e di guerra/ dove scorrazzano nuovi barbari e califfi/ che risommergono d’aceto/ “Elì Lemà Sabactani”,/ che hanno imbrattato la civiltà di un popolo, / che hanno cancellato voce memoria e tutto…”.

“… qui si continua a lapidare il Giusto/ e si relega l’uomo di colore /nel ghetto dei bambini e dei poeti…” /“… la pietà muore senza mirra ed oro…”

“Ora non chiedermi vibrazioni di luce/ su questo pianeta violentato…”

Continua la requisitoria del poeta e il singhiozzo si fa strozzato /“… dove nel quotidiano mercato della vita/ si consuma la fiamma di odio-amore.”/… “Io nel volo dei gabbiani/aspetterò il risveglio delle cose/ tra i miraggi degli stupori mattutini/ e su sindoni di pietra/ berrò le perle colorate dell’infanzia/ in attesa che dentro la nuda anima/ risorga l’alba/ l’azzurra alba di Dio.”

Il poeta, giunto al culmine del pianto, trova nella natura (che ancora, pur violentata, ha in sé la meraviglia del creato) e nel ricordo della sua infanzia, con i valori che gli sono stati dati perché li tramandi, la speranza, e la fiducia in Dio che, con la Provvidenza, farà risorgere un’alba nuova di luce per l’umanità.

Informazioni su Carmelo Aliberti

Carmelo Aliberti è nato nel 1943 a Bafia di Castroreale (Messina), dove risiede, dopo la breve parentesi del soggiorno a Trieste, e insegna Lettere nel Liceo delle Scienze Sociali di Castroreale. È cultore di letteratura italiana presso l’Università di Messina, nominato benemerito della scuola, della cultura e dell’arte dal Presidente della Repubblica. Vincitore di numerosi premi, ha pubblicato i seguenti volumi di poesia: Una spirale d’amore (1967); Una topografia (1968); Il giusto senso (1970); C’è una terra (1972); Teorema di poesia (1974);Tre antologie critiche di poesia contemporanea( 1974-1976). POETI A GRADARA(I..II), I POETI DEL PICENUM. Il limbo la vertigine (1980); Caro dolce poeta (1981, poemetto); Poesie d’amore (1984); Marchesana cara (1985); Aiamotomea (versione inglese del prof. Ennio Rao, Università North Carolina, U.S.A., 1986); Nei luoghi del tempo (1987); Elena suavis filia (1988); Caro dolce poeta (1991); Vincenzo Consolo, poeta della storia (1992); Le tue soavi sillabe (1999); Il pianto del poeta (con versione inglese di Ennio Rao, 2002). ITACA-ITAKA, tradotta in nove lingue. LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA vol.I,p.753, Pellegrini ,Cosenza 2008; L'ALTRA LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA( Ed.Scolasiche -Superiori e Univesità-) Inoltre, di critica letteraria: Come leggere Fontamara, di Ignazio Silone (1977-1989); Come leggere la Famiglia Ceravolo di Melo Freni (1988); Guida alla letteratura di Lucio Mastronardi (1986); Ignazio Silone (1990); Poeti dello Stretto (1991); Michele Prisco (1993); La narrativa di Michele Prisco (1994); Poeti a Castroreale - Poesie per il 2000 (1995); U Pasturatu (1995); Sul sentiero con Bartolo Cattafi (2000); Fulvio Tomizza e La frontiera dell’anima (2001); La narrativa di Carlo Sgorlon (2003). Testi, traduzioni e interviste a poeti, scrittori e critici contemporanei; Antologia di poeti siciliani (vol. 1º nel 2003 e vol. 2º nel 2004); La questione meridionale in letteratura. Dei saggi su: LA POESIA DI BARTOLO CATTAFI e LA NARRATIVA DI FULVIO TOMIZZA E LA FRONTIERA DELL'ANIMA sono recentemente uscite le nuove edizioni ampliate e approfondite, per cui si rimanda ai relativi articoli riportati in questa sede. E' presente in numerose antologie scolastiche e sue opere poetiche in francese, inglese, spagnolo, rumeno,greco, portoghese, in USA, in CANADA, in finlandese e in croato e in ungherese. Tra i Premi, Il Rhegium Julii-UNA VITA PER LA CULTURA, PREMIO INTERN. Per la Saggistica-IL CONVIVIO 2006. Per LA NARRATIVA DI CARLO SGORLON. PREMIO "LA PENNA D'ORO" del Rotary Club-Barcellona. IL Presidente della Repubblica lo ha insignito come BENEMERITO DELLA SCUOLA;DELL CULTURA E DELL?ARTE e il Consigkio del Ministri gli ha dato Il PREMIO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO 3 VOLTE. E' CUlTORE DELLA MATERIA DI LETTERATURA ITALIANA. Il Premio MEDITERRANEO alla carriera. Il PREMIO AQUILA D'ORO,2019. Con il romanzo BRICIOLE DI UN SOGNO, edito dalla BastogiLibri di Roma gli è stato assegnato il Premio Terzomillennio-24live.it,2021 Sulla sua opera sono state scritte 6 monografie, una tesi di laurea e sono stati organizzati 9 Convegni sulla sua poesia in Italia e all'estero. Recentemente ha pubblicato saggi su Andrea Camilleri, Dacia Maraini,e rinnovati quelli su Sgorlon, Cattafi,Prisco,Mastronardi e Letteratura e Società Italianadal Secondo Ottocento ai nostri giorni in 6 volumi di 3250 pp. Cura la Rivista Internazionale di Letteratura TERZO MILLENNIO e allegati. Ha organizzato Premi Internazionali di alto livello,come Il RHODIS e il Premio RODI' MILICI-LOMGANE. premiando personalità internazionali che si sono distinte nei vari ambiti della cultura a livello mondiale

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