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DACIA MARAINI- Saggio di CARMELO ALIBERTI – La più grande scrittrice italiana dagli Anni Sessanta ad oggi –Meritevole del Premio Nobel. di LUCIO ZANIBONI

DACIA MARAINI
La più grande scrittrice dagli anni 60
La Maraini allo specchio del critico letterario di Carmelo
Aliberti.
Si può affermare che sono pochi gli scrittori che possono
vantare una produzione artistica pari a quella di Dacia
Maraini.
Alla quantità delle opere in più corrisponde un alto
valore letterario.
Il suo profilo è quello di un albero in cui il fusto si
suddivide in quattro diramazioni: narrativa, saggistica,
poesia e teatro, tutte con copiosi frutti.
E’ evidente che un’opera che voglia percorrere questo
itinerario, dandone resoconto in grado di attrarre il
lettore, senza appesantire il discorso di trame, intenti e
linguaggio è senz’altro titanica.
Il libro “Dacia Maraini La più grande scrittrice dagli anni
60”, nato dalle “Edizioni Terzo Millennio”, è un saggio di
Carmelo Aliberti che si assume questo onere e questo
onore.
Carmelo Aliberti è uno dei maggiori critici letterari e il
suo nome è noto al grande pubblico degli autori ed
editori.
Tuttavia ha la modestia di non figurare col suo nome,
volendo lasciare la copertina alla Maraini e alla Casa
Editrice.
L’opera ripercorre la carriera della scrittrice dal suo
esordio con il romanzo “La Vacanza” (1962) che affronta
il problema dell’irrequietezza giovanile, considerata dal
punto di vista femminile (caratteristica precipua di tutto
il suo lavoro), sino alle opere edite ai giorni nostri.
Il romanzo vide la luce con la presentazione di Alberto
Moravia, suscitando qualche perplessità di maldicenti,
ma in breve l’autrice dimostrò appieno le sue attitudini.
La figura di Dacia Maraini si staglia nel libro in tutta la
sua poliedricità di donna, di artista e di appassionata
partecipante alla vita pubblica, con militanza femminile
nel collettivo “La Maddalena” di Roma con la quale
fonda “Il Teatro della Maddalena”, gestito e diretto da
donne.
Si inizia da quando bambina espatria in Giappone con i
genitori, perché il padre, Fosco, è uno studioso e si
occupa di una ricerca sugli Ainu.
La guerra, in cui il Giappone è alleato di Hitler e di
Mussolini (asse Italia– Berlino – Tokio), costringe la
famiglia al campo di concentramento, per diversità
politica.
Questa esperienza, in cui fame e angherie sono
all’ordine del giorno, segnano il carattere della Maraini,
che si forma con particolare attenzione all’ascolto, al
dialogo, al rapporto umano e al racconto.
Tutte le sue opere assumono affermazione dei diritti, in
particolare delle donne in un’epoca in cui vige ancora il
padre\padrone.
La Maraini ci sa parlare dell’inquietudine (motivo di
fondo della sua ricerca), della solitudine, del suo
significato e della diffusione di questo stato d’animo
(non va dimenticato che sono gli anni della
contestazione e dei sussulti giovanili).
La donna nella sua narrativa è centro d’interesse, ed è
una donna che sa lottare con forza e costanza, cercando
di non cedere mai.
Il pensiero e la psicologia che guidano ogni opera
dell’autrice sono messi in giusta luce, si tratti di
romanzo, di saggio o silloge poetica.
Il libro di Aliberti si avvale di uno stile piano, aderente a
quello adottato dalla Maraini e il lettore non vi trova
elucubrazione, giochi pirotecnici, miranti a esposizione
saccente, ma un’equilibrata analisi, guida alla
comprensione di avvenimenti, pensiero, sentimenti…
Anche gli intrecci delle trame sono esplicativi,
essenziali, tali da permettere una lucida visione
dell’opera.
Aliberti, pur mantenendo fede al suo ruolo di critico, ci
mostra un’anima tesa alla lettura e comprensione degli
stati d’animo dell’artista, ne sa individuare moti, forze e
debolezze a determinare la nascita e lo sviluppo delle
opere, che da lui vengono distribuite in spazi relativi alla
loro complessità e importanza, con titoli e date ben
distinti per caratteri tipografici, così che ogni lettore
può facilmente avvicinarsi, per ricerca o studio, ad ogni
singola opera.
Non sto qui ad elencare titoli e contenuti specifici dei
lavori, cosa che richiederebbe un altro volume.
Basterà dire che la Maraini dal 62, epoca del romanzo
“La Vacanza” e da “L’età del malessere” (63) inizia tutta
una serie di successi e conquiste di premi prestigiosi che
l’accompagneranno per tutta la carriera.
Questo non vale solo per la narrativa, ma si estende alla
saggistica, al teatro , al cinema, nonché alla poesia, da
cui, dal primo libro per la Feltrinelli “Crudeltà all’aria
aperta” (recensito da Guido Piovene) non ha mai
disertato.
Non va dimenticato che a ventun anni ha fondato la
rivista Tempo e che da allora collabora alle riviste
Paragone, Nuovi Argomenti, Il Mondo…
In questo campo la sua poesia, con caratteri poematici,
ha una forza naturale, dinamica, con flash illuminativi,
seguiti da tratti prosastici e luci intermittenti, in un
caleidoscopio che non dà respiro.
In “Kobe” e “Zinnie (da Crudeltà all’aria aperta) in
particolare, a mio modesto parere, si abbandona al
cuore e il verso si fa carne della sua passione.
Credo che Carmelo Aliberti, con questo monumentale
saggio sull’opera di Dacia Maraini, possa contribuire alla
candidatura al Nobel dell’Autrice, cui senz’altro avrebbe
diritto.
In questo caso e comunque, il lavoro sarà un valido
strumento di studio e di arricchimento per le
generazioni di studenti a venire e per l’autrice costituirà
uno specchio reale e sincero del cammino artistico
percorso.
lucio zaniboni

Informazioni su Carmelo Aliberti

Carmelo Aliberti è nato nel 1943 a Bafia di Castroreale (Messina), dove risiede, dopo la breve parentesi del soggiorno a Trieste, e insegna Lettere nel Liceo delle Scienze Sociali di Castroreale. È cultore di letteratura italiana presso l’Università di Messina, nominato benemerito della scuola, della cultura e dell’arte dal Presidente della Repubblica. Vincitore di numerosi premi, ha pubblicato i seguenti volumi di poesia: Una spirale d’amore (1967); Una topografia (1968); Il giusto senso (1970); C’è una terra (1972); Teorema di poesia (1974);Tre antologie critiche di poesia contemporanea( 1974-1976). POETI A GRADARA(I..II), I POETI DEL PICENUM. Il limbo la vertigine (1980); Caro dolce poeta (1981, poemetto); Poesie d’amore (1984); Marchesana cara (1985); Aiamotomea (versione inglese del prof. Ennio Rao, Università North Carolina, U.S.A., 1986); Nei luoghi del tempo (1987); Elena suavis filia (1988); Caro dolce poeta (1991); Vincenzo Consolo, poeta della storia (1992); Le tue soavi sillabe (1999); Il pianto del poeta (con versione inglese di Ennio Rao, 2002). ITACA-ITAKA, tradotta in nove lingue. LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA vol.I,p.753, Pellegrini ,Cosenza 2008; L'ALTRA LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA( Ed.Scolasiche -Superiori e Univesità-) Inoltre, di critica letteraria: Come leggere Fontamara, di Ignazio Silone (1977-1989); Come leggere la Famiglia Ceravolo di Melo Freni (1988); Guida alla letteratura di Lucio Mastronardi (1986); Ignazio Silone (1990); Poeti dello Stretto (1991); Michele Prisco (1993); La narrativa di Michele Prisco (1994); Poeti a Castroreale - Poesie per il 2000 (1995); U Pasturatu (1995); Sul sentiero con Bartolo Cattafi (2000); Fulvio Tomizza e La frontiera dell’anima (2001); La narrativa di Carlo Sgorlon (2003). Testi, traduzioni e interviste a poeti, scrittori e critici contemporanei; Antologia di poeti siciliani (vol. 1º nel 2003 e vol. 2º nel 2004); La questione meridionale in letteratura. Dei saggi su: LA POESIA DI BARTOLO CATTAFI e LA NARRATIVA DI FULVIO TOMIZZA E LA FRONTIERA DELL'ANIMA soono recentemente uscite le nuove edizioni ampliate e approfondite,per cui si rimanda ai relativi articoli riportati in questa sede. E' presente in numerose antologie scolastiche e sue opere poetiche in francese, inglese, spagnolo, rumeno,greco, portoghese, in USA, in CANADA, in finlandese e in croato e in ungherese. Tra i Premi, Il Rhegium Julii-UNA VITA PER LA CULTURA, PREMIO INTERN. Per la Saggistica-IL CONVIVIO 2006. Per LA NARRATIVA DI CARLO SGORLON. PREMIO "LA PENNA D'ORO" del Rotary Club-Barcellona. Sulla sua opera sono state scritte 6 monografie, una tesi di laurea e sono stati organizzati 9 Convegni sulla sua poesia in Italia e all'estero.

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