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TRA IL BENE E IL MALE POEMETTO DI CARMELO ALIBERTI___TRADUZIONE FRANCESE DEL PROF. JEAN IGOR GHIDINA

Tra il Bene e il Male

Poemetto inedito di

Carmelo Aliberti

 

Terzo Millennio

maggio 2021


 

                     PREFAZIONE

di Cristina Saja

Giornalista professionista

“Tra il bene e il male”: per raccontare le brutture del mondo, conservando storia, memoria e amore. Una preghiera, un saluto accorato, un dono di inestimabile valore per chi, privilegiato, discende da un poeta.

“Tra il bene e il male”, ultimo poemetto ancora inedito di Carmelo Aliberti è Agàpe per il mondo intero.

Con estrema semplicità sintattica il poeta e critico di Bafia riesce ad emozionare chiunque si accosti alla lettura dell’ultimo dei suoi scritti che, sin dagli albori della sua carriera, sono sempre stati una fonte da cui attingere storie antiche, memoria e morale riuscendo a scorgere e trovarsi tra le mani la forza per tornare a galla in quel mondo così ostile che oggi ci appare più che mai liquido.

La trasmissione della generazione avviene nei primi versi del poemetto, in cui Aliberti si mostra ‘nudo’ davanti alle uniche creature al mondo che gli infondono gioia e speranza: i suoi dolcissimi nipotini.

Così, in un’epoca in cui, ai genitori è impossibile sempre più lasciare lasciti materiali per via delle brutture del mondo, i nonni riescono a dare ancora un’altra lezione di vita che si traspone nell’essenzialità della continuazione delle generazioni future. Se nulla di materiale si può donare, possiamo noi donarci ai pargoli attraverso il nostro sapere, la nostra esperienza e la nostra conoscenza.

Quello di Aliberti è l’ennesimo esempio di come un poeta prima, un maestro dopo ha una soluzione che discende direttamente dai suoi sentimenti e dalla sua sensibilità, la dote più elegante di cui si può vestire l’intelligenza.

La più autentica eredità consiste, quindi, nel modo in cui abbiamo fatto tesoro delle testimonianze che abbiamo potuto riconoscere dai nostri avi.

Da questo punto di vista ogni figlio deve interiorizzare che il destino di erede è quello di essere anche orfano – come l’etimologia greca, mostra: erede viene dal latino heres che ha la stessa radice di cheros, che significa deserto, spoglio, mancante e che rinvia a sua volta al termine orphanos. Così l’orfano, come il nipote senza il nonno, quando lo sarà, diverrà il giusto erede, colui che non si limita a ricevere ciò che gli avi gli hanno lasciato. Piuttosto, deve compiere, come direbbe Freud. attraverso Goethe, un movimento di riconquista della sua stessa eredità: “ciò che hai ereditato dai padri riconquistalo se lo vuoi possedere”.

In questo senso l’eredità autentica implica un movimento attivo del soggetto più che una acquisizione passiva.

Qui il poemetto diventa un pretesto, un libretto d’istruzioni, una buona base di certezza e sapienza da poter mettere in atto.

Quindi cosa si eredita se non si eredita un Regno, se non si è figli di Re?

La trasmissione del desiderio da una generazione all’altra, nient’altro che il modo con il quale i nostri padri hanno saputo vivere su questa terra. provando a dare un senso alla loro esistenza; il modo con il quale i nostri padri hanno dato testimonianza del loro desiderio, ovvero che si può vivere con slancio, con soddisfazione, dando senso alla nostra presenza nel mondo.

Nella seconda parte del poemetto, l’autore cambia gli stakeholder e si rivolge ai lettori come al mondo intero, all’individuo come a Roma e al Divino Cieco per parlare della Provvidenza e instillare nel cuore di ciascuno che è in balia di fiabe e brutture, il senso fermo del “credere”. Religione oppure no, la credenza e la mistificazione sono parti di noi stessi che non vanno eluse mai, né soffocate dal fluire inquieto dei giorni e mischiate a quegli occhi ‘nuovi’ che vedranno meraviglie, nel territorio in cui si trovano.

Ecco allora affiorare il territorio: la rocca Salvatesta, il torrente del Patrì e moltissime altre sfaccettature.

*************

E come cancellare con un colpo di spugna Turi Coddulongu, sbandato di guerra, con il boato delle armi dentro il cuore, gli occhi accecati dalle bombe, la mente incapace di capire che era un cimitero di stragi e di dolore il mondo intorno a cui ruotava appeso nel vuoto ad un aereo nemico con la corda d’acciaio attorno al collo.

Turi tra urla infuocate di tormento, turbinava con girandole del corpo in sintonia con il boato dei motori sferzati da turbine rapinose.

L’incipit della dedica a “Turi Coddulongu” con cui si chiude il poemetto giova, poi, a trovare la chiave della ‘traduzione’ di quel gesto.

Scrivere il poemetto è stata un’esigenza per cantare gesta, storia, uomini di valore e lasciarle impresse nella “memoria”.

Che sia di un bambino o una bambina, di un improbabile lettore o dei discendenti di Turi, il poemetto non è che un’esortazione al coraggio attraverso l’amore.

“Omnia vincit Amor” è un ritornello che torna spesso come sfondo agli scritti di Aliberti e non poteva mancare in questo caso, in cui poetica e sentimento si fondono in un più ampio e più puro intento, quello di rimanere al fianco di chi ancora in primavera allieta e scalda le giornate autunnali di un mondo che sa di inverno e sentimenti liquidi.

Il rimedio sta tutto qui: “Tra il bene e il male”, trovare sempre il giusto equilibrio e farsi guidare dall’insostituibile valore della fede che salva e nutre la forza del desiderio senza la quale la vita appassisce e ci regala un messaggio di ineguagliabile valore: respirare l’amore in famiglia insegna l’amore nella vita.

    *      *      *

Come magistralmente ha osservato Giorgio Barberi Squarotti, e ribadito al Convegno organizzato sull’intera opera poetica di Carmelo Aliberti dal docente Jean Igor Ghidina concordemente con la direttrice dell’Istituto di Italianistica  prof.ssa Lene Abbrugiati dell’Università di Marsiglia, Il poeta siciliano apre vie nuove al percorso creativo in versi, affidando alla strutturazione poematica le oscillazioni del suo universo interiore. In tal modo, come si evince dall’imp4rimatur connotativo del presente poemetto, Aliberti abbandona le anchilosate articolazioni contratte del sonetto a verso rimato o a stesura libera, cofanetto estetico di isolamento del poeta nel guscio della propria solitudine,in prevalenza durante l’intero cammino del Decadentismo,del Crepuscolarismo,dell’Ermetismo e di altre scorciatoie nikiliste e persino della Neoavanguardia e restituisce al componimento lungo e articolato, ricco di metafore concrete armoniche assonanze e consonanze nelle intercapedini delle estensioni espressive un flusso di intensa commozione lirica che svolge la funzione più totalizzante di poema dell’anima, espressa nella triade sentimentale,civile ed etica, con cui razionalmente esplora le contraddizioni e le storture sociali e morali di una società che ha decapitato ogni valore elevato che ha sempre dato un senso alla vita. Ora Aliberti, affida,come testamento ai nipotini, un sillabario di assiomi che consentiranno loro di vivere nella gioia della fanciullezza e nel vero amore per nobili valori e affetti familiari e negli insegnamenti della fede che naturaliter si ritroveranno in fondo al cuore.——-

Il poemetto può essere considerato un testamento morale che il nonno, già sul punto della partenza verso i lidi infiniti del cielo, sosta a vedere un po’ per l’ultima volta i suoi nipotini allegramente intenti a giocare e,nonostante le molte e profonde inguaribili ferite che gli straziano il cuore, simula l’ultimo sorriso per loro; ma lo spettro della fine già gli oscura il cuore nel sapere di doverli lasciare. Improvvisamente le ferite interiori incominciano a sanguinare e sfogliano le pagine più dolorose della vita del poeta che sente incombere il peso insostenibile del Covid che stampa, tv e ridicolo esibizionismo politico  dei parlamentari e le opinioni contrastanti degli scien ziati-hanno-disorientato,infliggen- do l’ultima delusione al poeta che assiste,avvelenato dalle irrazionali   crudeltà di uomini, anzi di belve feroci, straziano anche i morti chiusi nelle bare, depredandoli anche di oggetti cari come simulacri e delle stesse bare,  bruciandone  i cadaveri . S’intrec ciano menzogne indecorose esplodono gli scandali anche nelle forniture delle mascherine Le esecrabili truffe nelle trattative dei vaccini, si rubano miliardi, anche con i cosiddetti ristori, che hanno privilegiato certe categorie e hanno abbandonato nella fame intere famiglie e il neocapitalismo rivela il suo diabolico e barbaro volto-nel rifiuto di prolungare il tempo del licenziamento di milioni di lavoratori che urlano e muoino dietro i cancelli delle fabbriche o folgorati al coviud alla catena di montaggio ivi incatenati per evitare di essere licenziati. La Costituzione viene calpestata e lacerata e costituzionale diventa il profitto illacrimato. Dovunque si ruba apertamente, le retate della Finanza e della Polizia non servono a niente,tanto alla fine nessuno viene punito, anzi i più corrotti vengono premiati ad incarichi superiori. Gli efferati omicidi, femminicidi e parricidi proliferano e uccidere sembra essere diventato uno sport.   Proliferano anche gli squallidi pedofili anche nelle sacre pareti. Sodoma e gomorra sono più dilaganti di un tempo,nonostante 20 secoli di Cristianesimo e la ricca alfabetizzazione di massa. Anche i sacerdoti vengono uccisi in Chiesa mentre consacrano l’ostia. Il Vecchio-nonno-poeta-sta sprofon- dando.nel.nulla,ma.viene richia mato alla realtà dai nipotini che lo sollecitano a giocare con loro. Il nonno finge attenzione e mentre Gabriel corre con trenino davanti a lui,il nonno chiede un passaggio per andare lontano nel Paese dei Balocchi per cercare i migliori giocattoli per loro.Intanto voi continuate a giocare insieme e allegramente,ecc.ecc.ecc.e.raccomanda,  quando avranno difficoltà, di aiutarsi tra loro e di dirlo alla mamma o al papà che solo loro ci vogliono bene e saranno felici di aiutarvi.

TRA IL BENE E IL MALE

POEMETTO DI CARMELO ALIBERTI

IL TESTAMENTO ESISTENZIALE DEL NONNO-

POETA

Miei dolcissimi Bambini,

oggi è il nonno che vi scrive

con parole inzuppate d’amore curative,

mentre il seme della catastrofe

gira l’angolo abbracciato alla bora

ed io avvelenato vi sorrido

per distrarvi dallo sguardo

di sequenze di immagini spettrali

che straziano il cuore e sconvolgono

la mente popolare,

lasciandoci sgomenti

e vorticanti sulla cima delle scale

in vertiginosi capogiri di paure

ingolfate in desertici pensieri,

che inchiodano al dubbio doloroso

se scendere, salire o rimanere

sull’orlo dell’ombra delle scale

che io mi sforzo a trattenere

per impedirvi di vedere in fondo

perché la ferita che potrebbe insanguinare

Mes très suaves Petits

Aujourd’hui c’est le grand-père qui vous écrit

Et avec cette page ruisselant d’amour,

alors que la graine de la catastrophe

s’insinue accompagnée de la bora

et moi empoisonné je vous souris

pour vous distraire de la vision

des séquences d’images spectrales

que les journaux télévisés et la presse

nous administrent comme des soins

qui en fait chamboulent l’esprit

et le cœur du peuple candide

nous laissant hagards

et titubants en haut des escaliers

en proie à de vertigineuses peurs

enchassées parmi des pensées désertiques

qui te rivent au doute douloureux

de monter, descendre ou rester

au bord des ombres de l’escalier

que je m’efforce de retenir

pour vous empêcher de les voir au fond

parce que la blessure pourrait ensanglanter

au plus profond votre corps et votre âme

le pupille accese e trasparenti

in cui beata naviga la luna,

che ha ridato forza alla mia agonia.

Prima della scalata alle alte cime

rischiarate dal cielo cristallino,

vorrei ancora sostare accanto a voi

per donarvi lunghi attimi di gioia,

raccontandovi fiabe a lieto fine

e rivelarvi che il mostro segreto

in agguato dietro il sipario del cuore,

del sangue e nei pensieri,

è stato abbattuto dagli strali mortali

del minuscolo David,

eroe degli eroi sul pianeta

e di altre pargole vite, come voi

che con giochi simulati al nascondino

o con altre geniali invenzioni

riuscite a stimolare ancora

giorni di festa tra di noi.

Mentre trascorriamo ore liete

Accucciati, abbagliati dal nitore

Delle vostre acrobazie intelligenti,

io imparo dalle capriole della vostra mente

e mi illumino di gioia, mentre scrivete

su pagine da voi decorate

a Babbo Natale e confessate

di essere stati buoni in famiglia

à nous tous, à vous

qui avez redonné force à ma fin.

Avant l’ascension vers les hautes cimes

éclairées par le ciel cristallin,

je voudrais encore

m’arrêter à côté de vous

pour vous offrir de longs instants de joie,

vous racontant des contes finissant bien

et vous révéler que le monstre aux aguets

dans le cœur, dans le sang et dans les pensées

a été terrassé par les dards mortels

du petit David, héros minuscule

des héros de cette planète

et d’autres vies menues, comme vous

qui grâce à des jeux proches du cache-cache

et à l’entrain d’autres inventions mobiles

réussissez à susciter encore

des jours de fête parmi nous.

Tandis que nous passons de joyeux moments

blottis et attentifs à l’éclat

d’acrobaties intelligentes

j’apprends des cabrioles

de votre esprit lumineux

e bravi a scuola e meritate

i doni natalizi sotto l’albero

o accanto alla capanna del Bambino

tremante sulla paglia per il gelo.

Spesso volete sentire la storia

di Babbo Natale e del Bambino

ed io non so come

spiegarvi con chiarezza

che Giuseppe è il padre putativo

del Bimbo che sorride sulla paglia.

Per voi Dio è parola incomprensibile

ed io forse potrò essere più chiaro

quando torneremo ad essere vicini

nella città d’armonia eterna,

nella dimora dell’eterno Padre,

sempre in attesa sulla soglia

con un concerto di Angeli

che sventolano trecce di ulivo

come uccelli timidi nel caldo nido,

e parlerete con il Pargolo Divino

tremante di freddo sulla paglia

che riscalderete con il caldo fiato

di balbettanti domande affettuose

e nel dialogo farete sentire al mondo

il sentimento di essere fratelli.

Beato sarà quel giorno assai lontano,

sarà il primo della Gioia vera

et je rayonne de joie,

quand vous demandez d’écrire

vos désirs de cadeaux de Noël

au père Noël sous le sapin

ou à côté de l’étable de l’Enfant

grelottant de froidure sur la paille.

Souvent vous voulez écouter l’histoire

du père Noël et de l’enfant

et je ne sais pas comment

vous expliquer avec clarté

que Joseph est le père putatif

de l’enfant qui rit sur la paille.

Pour vous Dieu est un mot incompréhensible

et peut-être pourrai-je être plus clair

quand nous serons à nouveau proches

dans la cité de l’harmonie éternelle

dans la demeure dorée du Père suprême,

toujours en attente sur le seuil

accompagné d’un concert d’Anges

qui arborent des couronnes d’olivier

comme des frères dans son nid chaud,

et vous parlerez avec un Enfant grelottant

sur la paille que vous réchaufferez

quando potremo cancellare

le stimmate che ci hanno angosciato

nel fango insanguinato della terra.

2)

Ci hanno estirpato dalle labbra spente

le vibrazioni delle magiche esultanze

mentre accucciati sul pavimento

della vostra stanza di zaffiro sorridenti

discutevate sui segreti dialoghi

di Masha e Orso e sui loro sentimenti

umani più dei bruti,

nel dolce suono della vostra cetra

che calda di affetti familiari

di lupi affamati,

corrono in soccorso di chi invoca aiuto

senza il gelido egoismo  

della sterpaglia umana.

Un boato di fuoco esplode

sulle nostre labbra assiderate

e il ciclone d’agosto ci ridesta alla vita

inchiodati stupefatti e pronti

ad accarezzarvi gli occhi sorridenti.

3)

Il mio giorno che incomincia ad annottare

mi trattiene ancora sul ciglio del tramonto

du souffle de questions affectueuses

et dans le dialogue vous nous ferez éprouver

le sentiment d’être frères.

Heureux sera ce jour très lointain,

il sera le premier de la Joie véritable

quand nous pourrons effacer

les stigmates qui nous ont angoissés

dans la fange ensanglantée de la terre.

2 )

Ils nous ont extirpé des lèvres éteintes

alors que nous étions assis sur le sol souriants

nous livrant aux dialogues secrets

de Mascia et Orso,

vos véritables frères,

et que de magiques jubilations vibrent

dans le doux son de votre voix

qui répète des leçons de liens familiaux

à ses écoliers plongés dans les rêves

d’amour et de secours mutuel

plus spontané que l’égoïsme glacial de

l’espèce humaine.

Une secousse de feu explose

per portarmi dentro la notte buia

l’incanto dei vostri cinguettii.

Se la luce del giorno occhieggerà ancora

dietro i rami velati dei cipressi

sarà il migliore regalo ai nostri anni

che vedono solo scorrere la vita

nei laghi limpidi delle vostre ciglia 

balbettanti di luce e di speranza.

Continuate a giocare sul tappeto

con la collezione di bambole di Nives,

proseguite nel gioco con le ruspe,

la vaporiera del trenino, fate le gare

con le macchinine telecomandate,

volate sullo scivolo sicuro in terrazza,

intrecciate il gioco a nascondino

che non vi stanca mai, e tu Gabriel

quando ti annoi, salta veloce sul trenino,

riempi il cofano di dolci merendine

e con Nives sul sedile posteriore, correte

sui verdi prati del cielo, dove capretti

e agnellini appena nati gioiscono alla vita

con soavi gorgheggi del belato.

Sazi di bellezza e di profumi

continuate a sfogliare gli amati libricini

per continuare a vivere il sogno già vissuto,

seduti per terra ad ascoltare.

Alla fine, Gabriel, corri ad aiutare la nonna

sur nos lèvres transies

et le cyclone d’août nous ramène à la vie

cloués stupéfaits et prêts

à caresser vos yeux souriants.

3)

Mon jour qui vire à la nuit

me retient encore à la frange du crépuscule

pour m’amener dans la nuit sombre

le charme éternel de vos gazouillis.

Si la lumière du jour lorgnera encore

derrière la ramure voilée du cyprès

ce sera le plus beau cadeau à vos années

qui ne voient que s’écouler la vie

dans les lacs limpides de vos cils

frémissant de lumière et d’espérance.

Vous fêterez encore avec papa et maman

vos anniversaires, et nous serons joyeux à vos côtés

pendant que vous soufflez sur vos bougies l

es années qui s’écoulent et se dispersent

avec la flamme qui cherche dans l’air

vos songes.

Nous baignerons déjà dans la lumière

de l’étoile polaire, après le départ

con la scopa e con lo straccio in mano,

per pulire ogni briciola di pane

che tu, con occhi infallibili, catturi.

Poi, aiutata a preparare i biscotti

e la torta della nonna,

da offrire a papà e mamma,

quando rincasano stanchi dal lavoro

portandovi sempre un regalino.

Poi, Gaby, prendi il nonno con la mano

e guidalo al tavolo a pranzare,

come fai ogni giorno, staccandomi

dal computer, dove trascorro

intere giornate a lavorare, e mi indichi

il posto riservato, il piatto e la forchetta

e solo pago, ti vai a sedere al posto

a te riservato. E tu Nives, angelica bambina,

continua a leggere le fiabe al fratellino,

insegnagli i numeri e le lettere dell’alfabeto

e non cessare di leggere ogni giorno

il tuo libro di scuola e degli eroi

della tua biblioteca e, per tutto

ciò che non sai, chiedi risposte

ai tuoi genitori, sempre sempre.

perché sono loro che vi hanno cresciuti

i veri sinceri amici che vi insegneranno

a distinguere Il Vero Bene dal Male

de la planète peuplée non plus par des hommes

mais par des brutes, qui nous ont arraché

des yeux et de la gorge

la graine du sourire, qui doucement

vous accueillait avec le mot Joie

quand vous sortiez rouges d’allégresse

en vous serrant la main, et couriez

ensemble dans mes bras ouverts

tandis que je murmurais des babils d’amour

pour vous le cœur avide de tendresse:

et nous revenions vite chez maman

qui était en attente anxieuse sur le seuil

pour vous étreindre dans la chaleur de ses bras

qui rayonnaient d’éternel printemps

 même les jours maussades de l’hiver.

Ils nous ont ôté la joie de mourir

dans la douceur de vos regards

adoucis par nos caresses.

Ils nous ont relégués comme des brutes

dans le ghetto des rebuts humains

en pâture aux vautours et aux hyènes

avec la solution finale des tyrans.

Ils nous ont réduit à une lumière éteinte

le visage épuisé dans les excréments

des chiens des puissants qui tapissent

di fuoco della vita.

Festeggerete ancora insieme

i compleanni, e noi lieti vi saremo accanto

mentre soffiate sulle candeline

gli anni che scorrono e si dissolvono nel cielo

con il volteggiare nell’aria degli aquiloni

che impazziscono contro il tetto della stanza

per innalzare i vostri sogni al sole.

Noi saremo già illuminati

dentro la stella polare, dopo la partenza

dal pianeta governato da arpie umane

che ci hanno strappato come bruti

dagli occhi e dalla gola

il germe del sorriso, che dolcemente

vi accoglieva con la parola Gioia

quando uscivate dalla scuola

rossi di allegria

stringendovi la mano, e correvate

insieme tra le mie aperte braccia

mentre io sussurravo bisbigli d’amore

per voi con il cuore avido di tenerezza:

e tornavamo in fretta dalla mamma

che era in attesa ansiosa sulla soglia

per trattenervi nelle calde braccia

che illuminavano di eterna primavera

anche i plumbei giorni dell’inverno.

les rues de cadavres grignotés

lentement par des vers puants.

Les pharisiens et les publicains profanent

encore les murs du Temple

avec des tapis en or

et dans l’agora on vend des mensonges édulcorés

pour continuer à torturer par des vexations

de violents blasphèmes et des représailles

dans l’arrière-boutique du sanctuaire

la pensée libre de ceux qui veulent vivre

 en compagnie du Dieu suave dans le cœur et la main.

Dans le temple de Demeter ils simulent le péan

autour du sarcophage du cher ami

tué et souillent l’agapé divin

de leur langue niaise et peccamineuse.

Désormais la fièvre maniacale du pouvoir

a entraîné le monstre humain dans l’antre

fétide du Mal le plus profond

avec une charge d’engins destructeurs,

cachés dans le sac à pain:

dans les musées glorieux on ne pleure

que les héros morts à cause des drones

de la guerre invisible

II PARTE

Ci hanno tolto la gioia di morire

tra la dolcezza dei vostri sguardi

imperlati dalle nostre carezze

Ci hanno relegati come bruti

nel ghetto dei relitti umani

in pasto agli avvoltoi e alle iene

con la soluzione finale dei tiranni.

Ci hanno ridotto a un lume spento

con il viso stremato negli escrementi

dei cani dei potenti che tappezzano

le vie di cadaveri truciolati

lentamente da vermi puzzolenti

I farisei e i pubblicani profanano

ancora le porte del Tempio

con tappeti intarsiati di colori

e nell’agorà vendono bugie edulcorate

per proseguire a torturare con soprusi,    

violente bestemmie e rappresaglie

nel retrobottega del sacrario

il libero pensiero di chi vuole vivere

con il soave Dio nel cuore e nella mano.

Nel tempio di Demetra fingono il peana   

attorno al sarcofago del caro amico ucciso

e insozzano l’Agàpe divina

con l’insulsa lingua di peccato.    

qui a dévasté la beauté des murs

violés du cœur sanglant dans la poitrine:

les restaurants sont enfumés et saturés

de poisons, de ventres avide de sexe.

Les métros sont fermés aux vagabonds

et aux putains qui vendent leur chair

pour quelques pièces en or de bouffe.

Les stades, les sinagogues et les paroisses,

où le vieux prêtre fut égorgé

par le couteau impitoyable de l’apostat,

alors qu’enfermé dans le silence des péchés

il tendait aux croyants et aux mécréants

le ciboire doré et adoré, et chaque lèvre

baignait dans le sang qui coulait

des marches sacrées de l’autel

comme le sang très pur du Juste

tombé dans le temple aux pieds des marchands

aveuglés par un autre paradis

peuplé de plaisirs, de nymphes avides et de saintes

polyandres et de vierges dévouées

au nectar satanique d’Eros

empoisonné par des mains occultes.

Mais les pourceaux de Circé tels des ivrognes

ne connaissent pas la douceur sélénique

2)

Ora la maniacale febbre del potere

ha trascinato il mostro umano nel girone

fetido del Male più profondo

con carica di ordigni distruttivi,

nascosti nello zaino del pane:

nei gloriosi musei piangono

solo gli eroi morti con i droni  

della guerra invisibile

che ha devastato la bellezza delle mura 

violentate

del cuore crivellato dentro il petto:

i ristoranti sono fumosi e affollati 

di veleni, di ventri avidi di Venere.

Le metropolitane sono chiuse ai vagabondi

e alle puttane che vendono la carne

per tre monete d’oro di mangime.

I campi sportivi, le sinagoghe e le pievi dove il vecchio prete venne sgozzato

dall’ impietoso coltello dell’apostata,

mentre chiuso nel silenzio dei peccati

protendeva ai credenti e miscredenti

l’adorata pisside dorata, e ogni labbro

affondava nel sangue che scorreva

dai sacri gradini dell’altare

come il sangue purissimo del Giusto

caduto nel Tempio ai piedi dei mercanti

du sein soyeux de la mère

et les pleurs de l’enfant

qui suce le néant au téton

de misérables, écrasées par la faim

par le pied impie sur le visage

de ceux qui ignorent pourquoi vivre ou mourir,

et détruisent l’azur de la Création,

don cathartique d’un dieu inconnu

parfumé dans l’âme déserte

 où fleurit la racine du soleil

et le sommet plissé de la lumière d’or

qui oscille sans répit

entre la béance invisible du mal

et la mer pétillante de l’or de chaque bien

devant le libre arbitre violé.

Oh ! Notre Cher Dieu d’Abraham immémorial

qui observes d’une embrasure de l’inconnu

nos pas incertains, vacillant vers l’obscurité

de la vallée égarée dans le bocage

hérissé d’épines empoisonnées,

Dieu de la vie, de l’eau et du feu

adoré au cours des siècles par nos aïeux,

héros premier de toute foi

prêt à foudroyer la graine

amère, pour nous agneaux

abbagliati da un altro paradiso

affollato di piaceri, di ninfe avide e di sante

poligame e vergini devote 

al nettare satanico di Eros

avvelenato da occulte mani.

Ma i porci di Circe come ubriachi

non conoscono la selenica dolcezza

del morbido seno della madre

e il pianto del bambino

che succhia il nulla al capezzolo

di misere, schiacciate dalla fame

dall’empio piede sopra il volto

di chi ignora perchè vivere o morire,

e distrugge l’azzurro del Creato,

dono catartico di un dio sconosciuto 

profumato nell’anima deserta  

dove fiorisce la radice del sole

e la vetta zigrinata del chiarore azzurro

che oscilla senza quiete,

tra lo squarcio invisibile del male

e il mare frizzante dell’oro di ogni bene,

dinnanzi al libero arbitrio sgozzato.  

3)

Oh!  Nostro Caro Vecchio Dio di Abramo

che osservi da un pertugio dell’ignoto

i nostri passi incerti, vacillanti nel buio

violentés désireux de ton pardon sur

les lèvres,

je t’en supllie, les yeux foudroyés

ne reste pas indifférent

aux massacres sauvages consommés

entre frères sur l’avant-scène de Ta Beauté.

Dieu paternel miséricordieux et juste,

DIEU UNIQUE de nous tous, misérables mortels

aveugles, mais riches de foi et égarés

dans le désert rouge de notre cimetière

inhumés par le mal, ton ennemi.

Toi, DIEU-Soldat PACIFISTE

qui consoles les femmes pieuses outragées

portant leurs créatures en elles

et tes enfants soldats torturés

par les guerres avec Caïn.

Toi, Père Saint de nos pensées,

créature Suprême de paradis et d’amour

pour les douces brebis de différente couleur

Toi, qui as créé le Bien

et le Mal qui ne t’appartient pas

mais est le corollaire d’Eliot,

papier de tournesol de ta splendeur

qui as accueilli dans tes bras grands-ouverts

della valle sperduta dentro la siepe

fiorente di spine avvelenate,

Dio della vita, dell’acqua e del fuoco

adorato per secoli dagli avi,  

eroe primiero di ogni fede

pronto a folgorare il seme amaro,

per noi agnelli violentati

con l’ansia del tuo perdono sulle labbra,

ti supplico, con le ciglia folgorate,

non rimanere indifferente    

alle stragi selvagge consumate           

tra fratelli sul proscenio della Tua bellezza.

Dio paterno misericordioso e giusto,

DIO UNICO di tutti noi, miseri mortali

ciechi, ma ricchi di fede e sperduti

nel rosso deserto del nostro cimitero          

inumati dal male, tuo nemico.

Tu, DIO-Soldato PACIFISTA

che consoli le pie donne oltraggiate

con creature in grembo

e i figli tuoi soldati torturati

dalle guerre con Caino.

Tu, Padre Santo dei nostri pensieri,

Suprema creatura di felicità e Amore

per le mansuete pecore di diverso colore

Tu, che hai creato il Bene

e il Male che non ti appartiene

des larmes et hurlements de haine et de guerres, fraternels

dans l’histoire, et tu préserves encore

avce dévotion le monde dégoulinant de fiel

qui dans sa barbarie sévit contre le vieux prêtre

la colombe blanche volant autour de sa tête

et le rameau d’olivier serré dans sa main,

alors qu’il s’apprêtait au grand envol,

accroché au Crucifix qui pleurait

secrètement son berger

plongé dans son ascétique prière,

uni à toi, invoquant le pardon,

tandis que maintenant nous assistons au massacre

dans les familles, où les Enfants-Judas

égorgent leurs pères accrochés au crucifix,

pour implorer le pardon,

comme Toi, Esprit Saint et Dieu,

sur le Golgotha cloué et sanglant

les fers de feu dans les veines,

comme le Pélican par amour

donna son cœur à manger

à ses petits déplumés affamés

sur le point de mourir,

Toi, Toi aussi, frère Christ transpercé

ma è il correlativo oggettivo eliotiano,

cartina di tornasole del tuo splendore

che hai accolto tra le braccia spalancate

lacrime e urla e guerre fratricide.

nella storia, e custodisci ancora

devotamente il mondo gocciolante di fiele

che barbaramente si accanì sul vecchio prete

con la bianca colomba svolazzante sul capo

e il ramoscello d’ulivo stretto in mano,

mentre si sentiva vicino al grande volo,

aggrappato al Crocifisso che piangeva

segretamente il suo pastore

immerso nell’ascetica preghiera,

congiunto a te, invocato a perdonare,

ora che assistiamo al massacro  

nelle famiglie, dove i figli-Giuda

sgozzano i padri aggrappati al crocifisso,

per implorare perdono,

come Tu, Spirito Santo e Dio,

sul Golgota inchiodato e insanguinato     

con vulcanici ferri nelle vene,

come il Pellicano per amore

donò il suo cuore da mangiare

ai suoi implumi pargoli affamati

sul punto di morire,

Tu, anche Tu, fratello Cristo trafitto

nella gola con il sangue raggrumato

dans la gorge, le sang coagulé

par des glaives criminels dans tes plaies,

Toi, plongé dans la prière consubstantielle

pour tes enfants aussi, engloutis

par les paradis artificiels

qui embrasent même ton précieux don

du libre arbitre per se sauver

de l’incendie du mal et éloigner

les vendeurs de mort des rues,

des entrées des écoles,

des casernes dévoyées par l’horreur,

des discothèques nocturnes clandestines

des coiffeuses poudrées,

des églises, souillées par des hontes maléfiques,

où l’on troque l’hostie sacrée avec le Mal,

la poudre et le nectar gradué

qui calcinent le cerveau humain

et rendent aveugle, incapable de comprendre

le geste criminel de la main,

prête à frapper partout tous azimuts

la cible de corps humain et du Bon Dieu

comme le firent les Juifs:

et Jésus pria son Père avec de douces paroles:

“Père, pardonne leur, parce ce qu’ils ne savent pas

 da spade criminali nelle piaghe,

Tu, immerso nella consustanziale preghiera   

anche per i figli, inghiottiti

da universi incandescenti

che incendiano anche il tuo prezioso dono

di libertà totale per salvarsi

dal rogo del male, e allontanare

i venditori di morte dalle strade,

dai portoni delle scuole,

da caserme deviate dall’ orrore,

dalle discoteche notturne carbonare,

dalle parrucchiere incipriate,

 da chiese, insozzate di orrorose blasfemie,

dove si scambia la sacra ostia con il Male,    

la polverina e il nettare graduato

che inceneriscono il cervello umano

e rendono ciechi, incapaci di capire

il gesto criminale della mano,

pronta a colpire dovunque all’impazzata

il bersaglio del corpo umano e del Buon Dio

come fecero i giudei:

e GESU’ pregò il Padre con morbide parole:

“Padre perdona loro, perché non sanno

l’orrenda azione che stanno compiendo”,

senza paura di essere puniti,

perché avvolti nella spirale del potere

che protegge mostri luccicanti di cromo

l’horrible action qu’ils font”,

sans peur d’être punis,

car aspirés dans la spirale du pouvoir

qui protège des personnes-monstres à l’aspect doré

dans le gouffre infernal de la dépendance,

qui ont immolé de tendres creatures

avec d’horribles tortures et des crachats,

 récompensant les blasphémateurs rapaces

avides dans leur ventre, de sexe et de Bacchus.

Dieu des vaincus, des voleurs et des assassins

alors que des foules humaines fuient apeurées

par les terroristes de toutes les couleurs,

dis-nous nos fautes, quelle est notre destination

et qui allaitera l’enfant dormant dans le berceau.

Si nous sommes restés seuls à combattre battus

par des milices d’une culture frelatée

en faveur de ce que nous croyions être le véritable Bien,

face à des hécatombes de mères et de nourrissons

torturés et violés avec une violence brutale,

qui pousse les sauvages de toute la terre

vers des incursions et des massacres dans les écoles,

nella bolgia rovente della dipendenza,

che hanno immolato mansuete creature  

con orribili torture e con gli sputi   

 che premia i blasfemi rapaci,

avidi nel ventre, di sesso e di Bacco.

4) Dio dei vinti, dei ladroni e degli assassini

ora che torme umane fuggono 

impaurite da stragisti di ogni colore,

dicci le nostre colpe, quale la nostra meta

e chi allatterà il bambino piangente

nella fredda culla?                                       

Se siamo stati soli a combattere sconfitti

 da milizie di una cultura adulterata

per quello che credevamo il vero Bene      

con ecatombe di madri e di lattanti  

torturate e stuprate con violenza bruta,    

che spinge i selvaggi di tutta la terra

a scorribande e eccidi nelle scuole,            

nei ristoranti affollati, nelle sinagoghe

nei centri commerciali di povera gente

insanguinati dall’odio                                  

immemori della tua lezione d’amore

e di perdono per chi per trenta denari 

ha tradito e venduto il suo Maestro             

e continuano a dissacrare il Tempio Sacro

imbottito di allucinazioni incontrollate       

dans les restaurants bondés, dans les sinagogues

dans les centres commerciaux pleins de pauvres gens

ensanglantés par la haine

oublieux de ta leçon d’amour

et de pardon pour celui qui pour trente pièces

a trahi et a vendu son Maître

et continue à profaner le Temple des marchands

bourré d’hallucinations incontrôlées

dans le corps, dans l’âme et dans le sang,

errants criblés de déviances

grandis dans le doux enfer de la rue,

mère de vices, de haines et des paradis illusoires

désormais affamés de tout fébrilement

envahissent avec leurs ombres

les cercles angéliques du Ciel

et aspirant aux tendres caresses de leur mère

facilement restées prises au piège

par les horreurs des guerres déferlantes,

par les nouveaux barbares et par des fantoches de califes

bien recrutés sur internet ou par des passeurs

parmi des jeunes à l’esprit déboussolé

à cause des séductions de l’Eden doré

ou des vicissitudes traumatisantes

nel corpo, nell’anima e nel sangue, 

randagi crivellati da storture                    

cresciuti nel dolce inferno della strada,

madre di vizi, di odi e di illividiti abbagli

ora affamati di tutto, febbrilmente  

invadono con le loro ombre

i cerchi angelici del Cielo                

e cercano le morbide carezze della madre

facilmente rimaste intrappolate        

dagli orrori delle guerre dilaganti,

dai nuovi barbari e da fantocci di califfi 

ben reclutati su Internet o da scafisti

tra giovani stravolti nella psyche

con le lusinghe dell’Eden dorato              

o da vicende traumatiche vissute

dove il loro Dio li attendeva                 

per saziarli di sesso e deliziosi incanti

dove si respirano montagne di rifiuti   

e si appagano di ogni piacere corporale,

gestite da aziende incerottate

che si assicurano i grossi appalti senza gara

nel loro regno tappezzato di puttane,     

e senza alcuni vincoli di ordine legale       

o di norme di sicurezza igienica e ispezioni

sul cemento, sul ferro e sui mattoni,

nell’infinito giorno di libertà totale,        

i nuovi Ungari gli hanno incenerito

où leur Dieu les attendait

pour se rassasier de sexe et de délices enchanteurs

où l’on respire des montagnes de déchets

et l’on assouvit tous les plaisirs corporels,

gérés par des intreprises blindées

qui remportent les marchés juteux sans appel d’offre

dans leur royaume tapissé de putains

et sans aucune obligation d’ordre légal

ou de réglements de sécurité sanitaire et d’inspections

sur le béton, sur le fer et sur les briques

dans le jour infini de liberté totale,

les nouveaux envahisseurs ont calciné

l’esprit, l’âme le cœur,

poussés à dénaturer la raison

avec d’implacables venins inconnus

pour pulvériser tout ordre terrestre,

brûler sur le bûcher la résistance des valeurs

et effacer toute trace de notre civilisation

vouée par eux à s’émietter dans le feu

d’une moderne Apocalypse

pour semer sur ses ruines les épineuses

orties d’une foi folle

la mente, l’anima, il cuore,

spinti a rovesciare la ragione                          

con implacabili veleni sconosciuti

per distruggere l’ordine terrestre,

bruciare sul rogo la resistenza dei valori

e cancellare l’impronta della nostra civiltà

destinata da loro a sbriciolarsi nel fuoco

di una moderna Apocalisse

per seminare sulle sue rovine

le spinose ortiche di una folle fede

e il sangue della loro crudeltà.

5)

Ora, Italia, culla soave

del più grande impero universale

risonante nei secoli dei vibranti versi

di soavità, di amore e di etiche armonie.

di poeti gentili che intrecciavano ritmi

di amicizia, di orgoglio di patria, di etica

coniugale, di amore per i gioielli

di Lucrezia-madre, per Enea generoso

eroe difensore della sua città,

offesa dal ratto di Paride ubriaco,

che strappò Elena divina a Menelao,

scatenando la guerra decennale 

voluta dagli dei del Parnaso

tra Argolidi e Troiani per vendetta e amore.

et le sang de leur civilisation.

Maintenant, Italie, doux berceau

du plus grand empire de l’histoire humaine

résonnant depuis des siècles des vers vibrants

de suavité, d’amour et d’éthiques harmonies

de poètes des gentils qui tressaient des rythmes

d’amitié, d’amour de la patrie, d’éthique

conjugale, d’amour pour les joyaux

de Lucrèce-mère, pour Énée affectueux

et héros défendant sa ville,

blessée par l’enlèvement de Paris ivre,

qui arracha la divine Hélène à Ménélas,

déchaînant la guerre décennale

voulue par les dieux du Parnasse

entre Argolides et Troiens par vengeance et amour.

Le poème sacré nous donna notre langue

et avec le périlleux voyage dans l’autre monde

le poète divin retrouva la voie du pardon

au-delà des voies emmêlées du Firmament.

Puis, Pétrarque, le poète devin, indica les repères

d’Eros, qu’il élabora seul et pensif

et conclut dans la silencieuse quiétude

de sa modeste maison d’Arquà éclairée par le ciel

où les puissants croyant encore

Il Poema sacro ci donò la nostra lingua

e con il periglioso viaggio ultraterreno

il poeta divino rintracciò la via del perdono

oltre le aggrovigliate vie del Firmamento.

6)

Poi Petrarca, il poeta vate, indicò le

coordinate di Eros, che “solo e

pensoso” elaborò tra novellanti dubbi

nella silenziosa quiete di Arquà

illuminata dal cielo,

dove i potenti credenti ancora

nella catartica forza della poesia

collocarono su una grande lapide di bronzo

sopra l’ingresso, il nome del poeta

che insegnò i pazienti e dubbiosi passi

di un amore che vuole diventare eterno

nel sublime inno alla vergine Maria.

7)

Le divine Grazie furono l’approdo

del tempestoso mare interiore

della vita randagia e disperata

dell’eroico poeta che si illuse

del sogno di una patria libera e unita

in un mosaico di fratellanza e Amore

per una giustizia uguale per patrizi e plebei

dans la force cathartique de la poésie

placèrent sur une grande plaque en bronze

au-dessus de l’entrée, le nom de la maison et du poète

qui apprit patiemment les pas petits et longs

d’un amour qui veut devenir éternel

dans l’hymne sublime à la Vierge Marie.

Les Grâces divines furent le port en or

de l’impétueuse mer intérieure

de la vie errante et désespérée

du poète héroïque qui se leurra

du rêve d’une patrie libre et unie

en une mosaïque de fraternité et d’Amour

pour une justice équitable pour patriciens et plébéiens

pour féodaux, vavasseurs, et leurs vassaux et esclaves

enfin rassemblés avec sincérité.

Et c’est l’amour personnel et universel

que suivit Ortis toujours déchiré

et inassouvi face à la fusion corporelle

il le rechercha plus noble et idéal

dans ses Sonnets, célébré il l’éleva

du coït banal, à pure illusion

dans les Odi, oscillant entre passion pure

per feudatari, valvassori, valvassini e schiavi

finalmente uniti nel sincero abbraccio.

E l’amore suo e quello universale

inseguì l’Hortis sempre lacerato

e inappagato di quello corporale

lo ricercò più nobile e ideale

nei Sonetti cantato lo innalzò

dal coito banale, a pura illusione

nelle Odi, oscillanti tra passione pura

e sogno trepidante di poesia

che vince di mille secoli il silenzio.

Catastrofica fu l’illusione imperiale

che ringhiottì per un attimo nel buio

Ugo ancora incerto tra il Bene e il Male

pedestre, squallida e insensata

la presenza umana sulla terra

sospesa sul vuoto del suo nulla:

Era giovane ancora quando rifiutò

Il tradimento facoltoso della patria 

e di notte fuggì verso la Manica

dove coperto di debiti e di stracci

ritrovò la figlia Teresa affettuosa

venuta al mondo da un fugace amore.

Fu ritrovato coperto di miseria

inseguito dai tanti creditori,

ma altissimo si librò il suo Carme

che innalzò con i suoi versi nel Parnaso

et songe vibrant de poésie

qui vainc de mille siècles le silence.

Catastrophique fut l’illusion impériale

qui engloutit un instant dans le noir

Ugo encore indécis face au Bien et au Mal

pédestre, sordide et insensée

est la présence humaine sur la terre

suspendue sur le vide de son néant:

Il était jeune encore quand il refusa

la trahison lucrative de la patrie

et une nuit s’enfuit au-delà des Alpes

et travers la Manche

où criblé de dettes et en haillons

il retrouva la fille Teresa affectueuse

venue au monde d’un fugace amour.

Il fut retrouvé en proie à la misère

poursuivi par de nombreux créanciers,

mais c’est haut que plana son Carme

qui éleva par ses vers au Parnasse

les grands hommes de l’histoire,

dont il exalta la gloire des prouesses,

et les entreprises immortelles et les découvertes

de génies sacrés. En cela il recouvra le sens

de la vie, quand elle est vécue pour des dons glorieux

gli uomini grandi della storia,

di cui inneggiò la gloria delle gesta

e le immortali imprese e le scoperte

di ingegni sacri. In ciò recuperò il senso

della vita, se vissuta per gloriosi doni

all’uomo necessari, “finchè il sole

tornerà a risplendere sulle sciagure umane”

se l’uomo percorrerà la via

del bene e ridarà luce all’armonia

per illuminare ogni destino umano.

8)

Il Marchese di Brusuglio giansenista       

dopo una conflittuale adolescenza

scoprì tra i libri sacri il suo sentiero

e sciolse i nodi del suo pensiero

nello scandire con la Musa

gli Inni Sacri della retta via.

Le due inimitabili tragedie

di Adelchi e di Ermengarda

a cui affidò i messaggi eterni

delle vittime innocenti per amore

confortati nell’ingiusto dolore

dal Vero Padre che “abbatte e che consola”

che li accolse nel suo eterno regno

con festoso abbraccio.

Per vent’anni il Padre celeste fu il suo tutore

à l’homme nécessaires, “jusqu’à ce que le soleil

resplendisse de nouveau sur les malheurs humains”

si l’homme parcours la voie

du bien et redonne de la lumière à la poésie

pour éclairer toute destinée humaine.

Le marquis de Brusuglio janséniste

après une adolescence conflictuelle

découvrit parmi les livres sacrés son parcours

et libéra les dilemmes de sa pensée

en scandant avec la Muse

les Hymnes Sacrés du droit chemin

les deux tragédies inimitables

d’Adelchi et d’Ermengarda

auxquelles il confia les messages éternels

des victimes innocentes d’amour

confortées dans l’injuste douleur

par le Vrai Père qui “terrasse et qui console”

qui les accueillit dans son royaume éternel

par une festive étreinte.

Pendant vingt ans le Père céleste fut son tuteur

et le soutint invisiblement avec amour

dans le Calvaire de la douleur pour ses enfants malheureux,

mais lui donna le génie pour évacuer

e lo sostenne invisibilmente con amore

nel Calvario del dolore per i figli sventurati,

ma gli donò l’ingegno per smaltire

scorie industriali affidati

ad agenzie fantasma create a tal fine

per i nuovi barbari assetati di bottino,

di febbre dell’oro e del potere

in cui i nuovi Nerone sguazzano a piacere

con inediti metodi di scippi e di rapine,

con il sangue rosso impazzito sepolto nelle vene.

Tutte le organizzazioni criminali della terra

hanno già aggiornato le loro strategie;

non più delitti d’onore, nè estorsioni

a piccoli artigiani travolti dalla crisi 

né danni ai beni delle cavie da spolpare.      

9)

Né sgarbi a politici e potenti,

ma calorosi sorrisi saettanti

per siglare un pubblico inganno di amicizia

finalizzata al mutuo arricchimento

con la lupara celata sotto il braccio

pronti a gioire per la folle strage

del gesto compiuto con disprezzo.

e bere il fiume di sangue che scorre

nei quartieri bui dei grossi affari

per potersi proclamare nuovi eroi,

des scories des industriels liés à des

agences fantômes créées à dessein

pour les nouveaux barbares assoiffés de butin,

de fièvre de l’or et de pouvoir

où de nouveaux Néron se vautrent de plaisir

avec de nouvelles méthodes de spoliation et de vol,

le sang affolé enseveli dans les veines.

Toutes les organisations criminelles de la terre

ont déjà actualisé leurs stratégies;

non plus des crimes d’honneur, ni des extorsions

à de petits artisans laminés par la crise

ni des dommages aux biens des cobayes à décharner.

Ni avanies aux politiciens et aux puissants

mais des sourires chaleureux qui fusent

pour parapher une tromperie publique d’amitié

visant à l’enrichissement mutuel

le fusil à canon scié sous le bras

prêts à se réjouir pour le massacre démentiel de son geste

et boire le flot de sang qui coule

dans les quartiers sombres des affaires juteuses

pour pouvoir proclamer de nouveaux héros,

protettori degli dei bugiardi

e indifesi, con beni da spartire

tra i nuovi alleati paralleli, organizzati

per governare tirannicamente il mondo 

potersi incoronare imperatori 

di ogni germoglio d’oro,

per decretare la sorte del pianeta.

Per loro ogni uomo è un burattino 

e la vita umana è carne per i cani.

Solo loro hanno il diritto di godere

la vita con gli appalti miliardari           

assegnati iniquamente ai

camerieri asserviti al potere,

il buon Ministro sa distribuire equamente

le fette della torta infiorettata e brindare

con champagne molto invecchiato

con il sovrano degli illuminati, già lanciati

verso Sodoma e Gomorra, nelle cui bolge

infuocate i dannati rimescolano il sesso

e le mollezze di ogni piacere.

Nella villa dorata sui colli di Roma,

baciata dal sole da mattina a sera.

L’uomo riduce in cenere la sua “dolce vita”.

10)

O, cara Roma,

maestra di sapienza e di cultura

O amata Roma, un tempo unica perla,

protecteurs des sans-défense, des biens à répartir

entre les nouveaux alliés parallèles, organisés

pour gouverner tyranniquement le monde

et pouvoir se couronner empereurs

de tout bourgeon en or, et décréter

le sort futur de la planète.

Pour eux, tout homme est un pantin

et la vie humaine est chair pour les chiens.

Eux seuls ont le droit de profiter

de la vie avec les marchés milliardaires

attribués iniquement aux pantins

asservis au pouvoir comme des larbins

et le bon ministre sait distribuer équitablement

les parts du gâteau panaché et lever

le verre avec un champagne millésimé

avec les souverains des illuminés, déjà lancés

vers Sodome et Gomorrhe, dans les antres desquels

embrasés les damnés remuent le sexe

et la lascivité de tout assouvissement du plaisir.

Dans la villa dorée sur les collines de Rome,

baignée de soleil du matin au soir.

L’homme réduit en cendre sa “dolce-vita”.

quando agli dei tu eri devota

quando cavalcavi orgogliosa per l’Europa

ed eri divina per i popoli terrestri.

Oggi i tuoi figli

Che escono di casa sono invasi

Da odori e da cimiteri di rifiuti

senza più vedere l’azzurro del cielo,

I turisti che un tempo correvano felici

per bere le tue acque verdi e pure

della stupenda “Fontana di Trevi

si sentivano eroi al Colosseo

e sorseggiavano lacerti di cultura

ancora gorgheggianti nel clan di Mecenate. Ricchi di bellezza e di aria pura

rientravano nelle loro abitazioni

e raccontavano felici ai loro figli

la storia e le bellezze della città eterna,  

le materne carezze ai suoi gioielli.

Ora sei stata abbandonata

sul ciglio della Rupe Tarpea,

e sei rimasta vespasiana culla

vilipesa dai croushar di ogni paese,

e vedi i colletti bianchi scendere le scale  

per orinare come ladri in fuga alla stazione,

senza passare davanti al Parlamento      

dove si gioca con divertimento                     

a inutili carte costituzionali                          

Désormais, chère Rome, maîtresse de puissance et de culture

 désormais tu es une maison vespasienne.

O Rome aimée autrefois perle adorée,

quand à tes dieux tu étais dévouée

quand tu chevauchais avec fierté à travers l’Europe

et étais divine pour les peuples terrestres.

Aujourd’hui tes enfants

qui sortent de chez eux sont envahis

par des relents et par des cimetières de déchets

sans plus voir le bleu du ciel,

les touristes qui jadis couraient heureux

pour boire tes eaux cristallines vertes et pures

de la magnifique “fontaine de Trevi”

se sentaient héros au Colisée

et sirotaient des bribes de culture

encore gargouillant dans le cénacle de Mécène.

Riches de beauté et d’air pur

ils revenaient dans leur habitations

et heureux racontaient à leurs enfants

l’histoire et les beautés de la ville éternelle.

Désormais tu as été abandonee

au bord de la Roche Tarpéienne

du charme des Sirènes séductrices

e l’uomo politico del pisciatoio                    

che da mesi si aggira a vuoto            

per le fosche stanze del potere                 

nei padroni assoluti senza autore,

sul trono dei nuovi satrapi,

che hanno per sempre incatenato

al quotidiano martirio anche Lele.

11)

E Tu, Divino Cieco

della poesia che vedi lontano         

nelle pagine della storia del futuro,

Tu, aedo dio degli eroi

che piantarono nei secoli bui

palme di celeste amore,

di virtù eccelse,

che riempisti i secoli di eroi

della famiglia, della patria, del mastice

infrangibile di amicizia vera,

tremante vegliardo del rogo di Didone

vittima di un accecante amore,

ma anche cantore del lindo sentimento

della gentile Nausicaa dalle bianche braccia,

di Penelope, stupenda sposa eroina di affetti,

aedo profetico d’amore di Telemaco,

ma anche in pena per la triste sorte di Laerte

e di Argo fedele acciambellato sulla soglia

préférée des croushars de toute ville,

et tu vois les cols blancs descendre

les marches vite veloutées

pour uriner libres et filer à la gare,

sans passer devant le Parlement sacré

où l’on joue

en s’amusant

à d’inutiles documents constitutionnels

et l’homme politique de l’urinoir

qui depuis des mois tourne en rond

dans les salles enfumées du pouvoir

la fosse infernale dans laquelle l’homme brûle

acceptant d’être une toupie libre

et de dévorer le pain dérobé avec ses amis rongeurs.

Et toi, Divin Aveugle

de la poésie qui voit loin

dans les pages de l’histoire du futur,

 toi, aède dieu des héros

qui plantèrent pendant les siècles sombres

des palmiers d’amour,

de célestes amours de vertus sublimes,

qui remplis les siècles de héros

de la famille, de la patrie, de l’indéfectible

lien d’amitié immortelle,

immerso in un sonno di dolore

per il compagno-padrone lontano

con il grumo di una lacrima incollata

all’angolo dell’occhio.

E come non pensare alle irresistibili seduzioni

che tu, con i tuoi dei, preparasti come prova

di resistenza ai fragili sensi del tuo eroe.

Così illuminasti l’uomo di ogni tempo

Sulle insidie avvolte nell’abbaglio

della bellezza e del soave canto

dell’incanto delle Sirene ingannatrici

pronte a sedurre e a strangolar gli amanti

caduti nella loro diabolica rete,

che tu, Ulisse, figlio di una dea,

riuscisti ad eludere, e insegnasti al mondo,

nove secoli prima del Grande Giorno

che portò sulla terra anche il tuo dio.

Tu, fratello terreno o immortale maestro,

insegnasti al tuo discepolo che siamo nati

“non per viver come bruti,

ma per seguir virtude e canoscenza”.

Il Poeta Divino seguì le tue nitide impronte

e riuscì a salvarsi dai mostri della Selva

per indicarci le impervie orme della speme.

Tra i molti, anche il barone di Brusuglio

resistette ai dolori della vita

con la Provvidenza sepolta nelle vene.

vieillard tremblant du trône de Didon

victime d’un tragique et immortel amour,

mais chantre aussi du sentiment pur

de la gente Nausicaa aux bras blancs,

de Pénélope, épouse merveilleuse héroïne d’affection,

aède prophétique d’amour de Télémaque,

mais aussi peinée pour le triste sort de Laërte

et d’Argus fidèle qui lové sur le seuil

plongé dans un sommeil de douleurs

pour le camarade-patron lointain

la trace d’une larme collée

au coin de son oeil.

Et comment ne pas penser aux séductions irrésistibles

que toi, avec tes dieux, tu préparas comme épreuve

de résistance aux sens fragiles de ton héros.

Ainsi tu éclairas l’homme de toutes les époques

sur les pièges dissimulés dans l’éblouissement

de la beauté et du chant suave

prêts à séduire et à étrangler les amants

capturés dans leurs rêts diaboliques

que toi, Ulisse, fils d’une déesse,

réussis à éluder, et tu appris au monde,

Ma all’ombra della verde cupola del Caos,

il cuore e la mente vacillarono

e scivolarono nella trappola del dubbio

che la ragione umana attese invano,

di poter spiegare all’uomo che si ostinò

fino alla fine a rimanere incagliato

nei suoi personaggi senza autore.

Ma l’autore è sempre esistito

arso nei cicloni tossici delle ciminiere

dove con il buio e il gelo del mattino

con gli occhi accecati va a tentoni

dietro il cancello della fabbrica

e in silenzio trema nell’attesa

di entrare per poter bere

un altro sorso di liquido mortale

desiderando soltanto di finire,

perché da anni vive con il fiele della vita 

non con il miele

mai, mai, amore, ma soltanto vittima

di un illusorio perverso bene

dell’orrido fantasma che celava

sotto le ali dell’upupa o del gufo

le sembianze sataniche di un pene

giorno e notte avido di bere.

neuf siècles avant le Grand Jour

qui amena sur la terre même ton dieu.

Toi, frère terrestre ou maître immortel,

tu appris à ton disciple que nous sommes nés

“pour ne pas vivre comme des brutes, mais pour suivre

la vertu et la connaissance”.

Le Poète Divin suivit tes traces visibles

et réussit à se sauver des monstres de la Forêt

pour nous indiquer les repères exigeants de l’espoir.

Un parmi tant d’autres, le baron de Brusuglio

résista aux douleurs de la vie

grâce à la Providence enfouie dans ses veines.

Mais à l’ombre du mûrier du Chaos,

son cœur et son esprit vacillèrent

et glissèrent dans le piège du doute

que la raison humaine attendit longtemps

pour pouvoir expliquer à l’homme qui s’obstina

jusqu’à la fin à rester échoué

dans ses personnages sans auteur.

9-8-2020

Il fischio trombeggiante del trenino

di Gabriele corre sulle rotaie giocattolo

sotto il mio sguardo spento

con invitante richiamo ed io,

riemerso subito dalla concavità del grido

in cui mi ero immerso, fingo

un sorriso sulle scarlatte labbra e dico:

Nives stai vicino a Gabriel il tuo fratellino,

guidalo sempre sul sentiero luminoso

rendilo allegro con la tua dolcezza,

così anche tu sarai felice sul percorso

che insieme accidentato imboccherete.

Vi risucchi l’azzurro nel suo seno

Dove nessun contagio vi raggiunge.

Se il passo rischia di scivolare

Nel fango della terra, chiamate urlando

La mamma Elena,il papà, la nonna

Che ogni mattina dolcemente

Vi accompagnava a scuola con un bacio

Vi affidava alla suora sorridente

E all’uscita vi aspettava fuori

Con il sole,con il vento, con il freddo,

con la bora e,aggrappate alle sue le manine

vi riconduceva a casa,dove sulla tavola

il pranzo era ancora caldo.

Io salirò su questo treno nuovo

Ad alta velocità e mi avvierò

Nel paese dei balocchi e frugherò

con lo sguardo tutti i banconi

dei venditori ogni angolo del sogno

dei bambino,fino a trovare

i giocattoli da voi preferiti. Non so

quando potrò tornare,

non aspettatemi,

continuate ad inventare nuovi giochi,

leggete i libri delle favole,della scuola.

le poesie di Gianni Rodari e di altri poeti

stipati negli scaffali della nostra libreria

leggete pure solo i titoli delle notizie

sui giornali e gettateli nel cestino dei rifiuti

quando vi trasmettono molte porcherie.

Intanto io sarò lontano e non vedrò più

Intrighi,trappole e inganni,il mio sguardo

Il mio cuore,la mia mente,

rimarranno qui accanto a voi per continuare

a gioire ed a parlare,e a regalarvi il racconto

della mia vita ed ascoltare

il dolce suono della vostra voce

impegnata a raccontarmi le avventure

e il peregrinare dei vostri sogni

nella celeste concavità del cielo

frizzante di una luce d’oro.

Le sifflement haletant du train

de Gabriel file sur les rails jouet

sous mon regard éteint

m’attirant au point

qu’émergeant de suite du cri concave

dans lequel je m’étais égaré j’esquisse

un sourire sur mes brûlantes lèvres et je dis :

Nives, je te confie Gabriel ton petit frère,

guide-le toujours sur le chemin sûr

rends-le joyeux par ta douceur,

ainsi toi aussi tu seras heureuse sur le parcours

qu’ensemble vous prendrez.

Que l’azur vous aspire en son sein

où aucune contagion ne vous atteint.

Si votre pas risque de glisser

dans la fange de la terre, appelez en hurlant

votre mère Elena, votre papa, votre grand-mère

qui chaque matin doucement

vous accompagne à l’école avec un baiser

et vos confie à la nonne souriante

et à la sortie vous attendra encore

dans le soleil, le vent, le froid,

et dans la bora, et, en accrochant vos mains aux siennes

vous reconduira à la maison, où sur la table

le dîner est encore chaud.

Je monterai dans ce train nouveau

à grande vitesse et je m’acheminerai

vers le pays des jouets : je fouillerai

du regard chaque étal

des vendeurs, chaque recoin du rêve

des enfants, jusqu’à trouver

les jouets que vous préférez. Je ne sais

quand je pourrai revenir,

ne m’attendez pas,

continuez à inventer de nouveaux jeux,

lisez les livres des contes et de l’école,

les poèmes de Gianni Rodari et d’autres poètes

déposés sur les étagères de notre bibliothèque

lisez donc seulement les titres des nouvelles

sur les journaux et jetez-les à la corbeille

quand ils vous déversent beaucoup de turpitudes.

Cependant je serai loin

et je ne verrai plus la férocité des fauves

les pièges, les supercheries et les trahisons

des nouveaux Judas envers les oisillons déplumés

qui piaillent dans leur nid la bouche bée

attendant la nourriture de leur maman.

Mon regard, mon cœur, mon esprit,

resteront ici près de vous,

je tuerai le serpent venimeux

qui rampe sur le tronc jusqu’au nid,

et continuerai avec vous le dialogue muet

en feuilletant le récit

de ma vie et en écoutant

le doux son de votre voix

occupée à me raconter les aventures

et la pérégrination de vos rêves

dans la céleste concavité du ciel

pétillant d’une lumière d’or.

CARMELO ALIBERTI

Biografia

Risultati immagini per CARMELO ALIBERTIÈ nato nel 1943 a Bafia di Castroreale (ME). Laureatosi in Lettere, ha insegnato nei licei di Barcellona P.G. (ME). Dopo un soggiorno a Trieste, ha definitiva-mente deciso di risiedere nella città giuliana, dove continua a svolgere la sua attività letteraria. È cultore della materia in lettera-tura italiana presso l’Università di Messina. È stato insignito dell’onorificenza di Benemerito della Scuola, della cultura e dell’Arte da parte del Presidente della Repubblica. A Triestùe, da 10 anni, ha fondato e dirige la Rivista Letteraria e di Cultura Varia NO PROFIT TERZO MILLENNIO, a cui        collaborano insigni docenti di Università italiane e straniere. Ha scritto circa 80 volumi di critica letteraria, di saggistica, di poesia, di tradizioni popolari e ha curato per 35 anni, nella piazza del suo paese, il dramma sacro: Vita, Passione, Morte e Resurrezione di Gesù in 37 scene variabili ad ogni edizione. Con i suoi allievi del Liceo Scientifico di Barcellona ha fondato la Rivista Scolastica IL LEONARDO e realizzato un grosso volume di circa 456 pp., intitolato AUTORI DI BARCELLONA E DINTORNI, vincitore del Premio Letterario Per le Scuola Superiori IL CONVIVIO (2005),pubblicato dalla Bastogi. Le sue opere sono state in molte lingue. In Francia nella circostanza della traduzione della sua poesia nella collana universitaria CELIS della Blaise Pascal, è stato organizzato un convegno sull’opera di Aliberti e nella circostanza del recente Convegno sulla gravità  delle frontiere, il suo intervento su la frontiera in Fulvio Tomizza, è stato pubblicato recentemente, in francese e in italiano, negli Atti,  pubblicati dalla Università organizzatrice. Ora il poeta, scrittore e giornalista Gabriel Impaglione fondatore e direttore della rivista ISLA NIGRA, organo ufficiale dei poeti internazionali dell’UNESCO, ha tradotto in spagnolo, con prefazione dello stesso traduttore e postazione del prof. Nino Grillo (Università di Messina) e del docente Jean Igor Ghidina, maitre de conference Università Blaise Pascal. Da qualche settimana la Bastogi-Libri di Roma ha pubblicato un saggio di Aliberti sul grande scrittore Andrea Camilleri, presente nelle migliori librerie italiane o sui più importanti siti di vendita online tra cui la Feltrinelli, che ha inserito nel suo catalogo 18 volumi, la libreria Universitaria, La Mondadori, Amazon ed altri, riscuotendo molto successo.

Opere/Poesie

  • Una spirale d’amore (1967), Padova-Una topografia (1968), Padova-Il giusto senso (1970), Firenze. C’è una terra (1972), Milano. Teorema di poesia (1974), Milano.
  • Il limbo la vertigine (1980-1981), Castroreale (ME).
  • Caro dolce poeta1981-1991Bastogi Editrice Italiana-Poesie d’amore (1984), Castroreale.
  • Marchesana (1985), Castroreale. Aiamo-tomea (1986),, Castroreale-Nei luoghi del tempo (1987), Castroreale-Elena suavis filia (1988), Castroreale-Vincenzo Consolo, poeta della storia (1992), Rhegium Julii, Reggio Calabria. Le tue soavi sillabe 1999, Castro-reale.
  • Il pianto del poeta,2002 Foggia-La ferita del tempo (2005), Bastogi  Foggia “Itaca” (poe-metto, dramma lirico per voce sola, tradotto in varie lingue), MGgraph, Terme Vigliatore. Il Convivio 2006. Letteratura siciliana contem-poranea, Pellegrini 2008, L’altra Letteratura Siciliana Contemporanea La Medusa Editrice, 2013. Lettura di Andrea Camilleri, Bastogilibri, Roma 2018. Michele Prisco, lo scrittore della memoria e dell’anima.

Critica letteraria  

  • Come leggere Fontamara di Ignazio Silone, Mursia editore (edizioni 1977, 1989, 1998);
  • Guida alla lettura di Lucio Mastronardi (1986), Bastogi, Foggia; Come leggere la Famiglia Ceravolo di Melo Freni (1988)-Ignazio Silone (1990, Bastogi, Foggia;
  • Michele Prisco (1993), Bastogi  Foggia; MICHELE PRISCO-un uomo e uno scrittore nel buio della coscienza. (ed. Terzo Millennio (2017). Testi, traduzioni e interviste a poeti e scrittori contemporanei (1995), Bastogi Foggia; La questione meridionale e altre questioni in letteratura, (1997), Barcellona P.G. Messina-Sul sentiero con Bartolo Cattafi (2000, 2001, 2014), Bastogi, Foggia; Fulvio Tomizza e la frontiera dell’anima (2001, Bastogi, Foggia(tradotto in croato nel 2006 a cura dell’Università Popolare, Patrocinio M.P.I.- Umago-Croazia); Fulvio Tomizza e la frontiera dell’anima, Edizioni Terzo Millennio La narrativa di Carlo Sgorlon (2003), Bastogi, Foggia; Carlo Sgorlon, “Cantore delle minoranze emarginate”, ed. Terzo Millennio, 2017’Poeti siciliani e non del Secondo Novecento, (2 volumi, 2003 e 2004), Bastogi, Foggia; Poeti Siciliani e non del Terzo Millennio (2005), Bastogi, Foggia; Letteratura siciliana contemporanea e post-contemporanea. Da Capuana a Verga, a Quasimodo, a Camilleri, Luigi Pellegrini Editore (2008).50 anni d’amore per la letteratura, Ed. Terzo Millennio, 2014 Ha curato l’edizione scolastica di “Stalag 307, diario di prigionia di Carmelo Santalco“, Bastogi editore, Foggia 1998  100 Poeti per L’Europa del Terzo Millennio. Ha fondato ed è direttore editoriale della Rivista Inter. di Letteratura e Cultura Varia. TERZO MILLENNIO, 2009. Ha pubblicato su Terzo Millennio, Monografia su G.Verga, I.Silone. V. Consolo, S. Quasimodo, Stefano d’Arrigo, L. Sciascia, C. Magris, S. Saglimbeni, L. Zinna, Nino Pino, I.Silone, eroe dei cafoni della Marsica, M.Collura. L.Pirandello, V.Brancati, B.Joppolo, G. Jannelli, Turi Vasile, L. Piccolo. G. Occhipinti. B.Cattafi, L. Mastronardi.!997-2008. L’altra letteratura Siciliana Contemporanea, La Medusa (2013, per le Scuole Superiori e per le Università. Ha organizzato in piazza, trasformata in Teatro, annualmente e con continui aggiornamenti, i testi sacri della Vita, Passione, Morte e Resurrezione di Gesù. A scuola con i suoi allievi ha realizzato il volume: POETI DI BARCELLONA E DINTORNI, al Liceo scientifico di Barcellona P.G (pubblicato da Bastogi e vincitore del Premio Nazionale per le Scuole Superiori e I miti dello Stretto, 2008. Letteratura siciliana contemporanea, Pellegrini 2008, L’altra Lettera-tura Siciliana Contemporanea La Medusa Editrice, 2013. Lettura di Andrea Camilleri, Bastogilibri, Roma 2018. Michele Prisco, lo scrittore della memoria e dell’anima. Carlo Sgorlon, 2 Edizione, Lo scrittore delle popolazioni emarginate (Edizioni Terzi millennio,2016) Bartolo Cattafi, Dall’angoscia di vivere all’ansia metafisica (Ed. Terzo Millennio,2017) Letteratura e società Italiana Dal II Ottocento ai nostri giorni” TRE VOLUMI DI 2150 pp.

Premi

  • Premio “Rhegium Julii. Una vita per la cultura” (Reggio Calabria, 1999)-Onorificenza conferita dal Presidente della Repubblica: “Benemerito della scuola, della cultura e dell’arte” (1990) Premio Mediterraneo, 2001, Premio alla Carriera. Premio Internazionale “Il Convivio 2004” per la saggistica (per La narrativa di Carlo Sgorlon (Catania) Premio alla carriera “Messana”, Messina 2005-Premio letterario nazionale per la critica letteraria “Giorgio La Pira” (Milazzo, 2008). Premio Colapesce (assegnato a Messina alle personalità che si sono distinte a livello mondiale4 per la loro attività, utile allo sviluppo della civiltà umana. PREMIO AQUILA AUREA, per Una vita dedicata alla cultura.

Saggi sull’opera di Carmelo Aliberti

Orazio Tanelli, Carmelo Aliberti, poeta cosmo-nauta; Placido Conti, Carmelo Aliberti un uomo, un poeta, un cittadino-Paola Bianco, Da Quasimodo, a Cattafi, ad Aliberti; Francesco Puccio, Carmelo Aliberti, poeta della dialettica esistenziale (2004)-Giuseppe Manitta, Carmelo Aliberti archeologo dell’anima, in G. Manitta, Stefano Pirandello e altri contemporanei, Il Convivio, 2007 .Giorgio Barberi Squarotti: Carmelo Aliberti: poeta civile sul sentiero metafisico.

Recentemente ha pubblicato:

  • Letteratura e società italiana dal II Ottocento ai nostri giorni, in 5 Volumi;
  • il saggio MICHELE PRISCO, uomo e scrittore nel buio della coscienza.

Ha anche esordito in narrativa con il romanzo

  • Briciole di un sogno, con Prefazione di Jean Igor Ghidina, Blaise Pascal University, Francia. BASTOGILIBRI  aprile 2021

Informazioni su Carmelo Aliberti

Carmelo Aliberti è nato nel 1943 a Bafia di Castroreale (Messina), dove risiede, dopo la breve parentesi del soggiorno a Trieste, e insegna Lettere nel Liceo delle Scienze Sociali di Castroreale. È cultore di letteratura italiana presso l’Università di Messina, nominato benemerito della scuola, della cultura e dell’arte dal Presidente della Repubblica. Vincitore di numerosi premi, ha pubblicato i seguenti volumi di poesia: Una spirale d’amore (1967); Una topografia (1968); Il giusto senso (1970); C’è una terra (1972); Teorema di poesia (1974);Tre antologie critiche di poesia contemporanea( 1974-1976). POETI A GRADARA(I..II), I POETI DEL PICENUM. Il limbo la vertigine (1980); Caro dolce poeta (1981, poemetto); Poesie d’amore (1984); Marchesana cara (1985); Aiamotomea (versione inglese del prof. Ennio Rao, Università North Carolina, U.S.A., 1986); Nei luoghi del tempo (1987); Elena suavis filia (1988); Caro dolce poeta (1991); Vincenzo Consolo, poeta della storia (1992); Le tue soavi sillabe (1999); Il pianto del poeta (con versione inglese di Ennio Rao, 2002). ITACA-ITAKA, tradotta in nove lingue. LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA vol.I,p.753, Pellegrini ,Cosenza 2008; L'ALTRA LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA( Ed.Scolasiche -Superiori e Univesità-) Inoltre, di critica letteraria: Come leggere Fontamara, di Ignazio Silone (1977-1989); Come leggere la Famiglia Ceravolo di Melo Freni (1988); Guida alla letteratura di Lucio Mastronardi (1986); Ignazio Silone (1990); Poeti dello Stretto (1991); Michele Prisco (1993); La narrativa di Michele Prisco (1994); Poeti a Castroreale - Poesie per il 2000 (1995); U Pasturatu (1995); Sul sentiero con Bartolo Cattafi (2000); Fulvio Tomizza e La frontiera dell’anima (2001); La narrativa di Carlo Sgorlon (2003). Testi, traduzioni e interviste a poeti, scrittori e critici contemporanei; Antologia di poeti siciliani (vol. 1º nel 2003 e vol. 2º nel 2004); La questione meridionale in letteratura. Dei saggi su: LA POESIA DI BARTOLO CATTAFI e LA NARRATIVA DI FULVIO TOMIZZA E LA FRONTIERA DELL'ANIMA sono recentemente uscite le nuove edizioni ampliate e approfondite, per cui si rimanda ai relativi articoli riportati in questa sede. E' presente in numerose antologie scolastiche e sue opere poetiche in francese, inglese, spagnolo, rumeno,greco, portoghese, in USA, in CANADA, in finlandese e in croato e in ungherese. Tra i Premi, Il Rhegium Julii-UNA VITA PER LA CULTURA, PREMIO INTERN. Per la Saggistica-IL CONVIVIO 2006. Per LA NARRATIVA DI CARLO SGORLON. PREMIO "LA PENNA D'ORO" del Rotary Club-Barcellona. IL Presidente della Repubblica lo ha insignito come BENEMERITO DELLA SCUOLA;DELL CULTURA E DELL?ARTE e il Consigkio del Ministri gli ha dato Il PREMIO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO 3 VOLTE. E' CUlTORE DELLA MATERIA DI LETTERATURA ITALIANA. Il Premio MEDITERRANEO alla carriera. Il PREMIO AQUILA D'ORO,2019. Con il romanzo BRICIOLE DI UN SOGNO, edito dalla BastogiLibri di Roma gli è stato assegnato il Premio Terzomillennio-24live.it,2021 Sulla sua opera sono state scritte 6 monografie, una tesi di laurea e sono stati organizzati 9 Convegni sulla sua poesia in Italia e all'estero. Recentemente ha pubblicato saggi su Andrea Camilleri, Dacia Maraini,e rinnovati quelli su Sgorlon, Cattafi,Prisco,Mastronardi e Letteratura e Società Italianadal Secondo Ottocento ai nostri giorni in 6 volumi di 3250 pp. Cura la Rivista Internazionale di Letteratura TERZO MILLENNIO e allegati. Ha organizzato Premi Internazionali di alto livello,come Il RHODIS e il Premio RODI' MILICI-LOMGANE. premiando personalità internazionali che si sono distinte nei vari ambiti della cultura a livello mondiale

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