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PRIMO SAGGIO DI CARMELO ALIBERTI SULL’INTERA OPERA DI DACIA MARAINI di NINO MOTTA

AVEZZANO. (Nino Motta) Sono passati quasi 60 anni da quel lontano 1962, quando Dacia Maraini pubblicò il suo primo romanzo “La vacanza” e da allora la sua attività di scrittrice non si è mai fermata. Gli ultimi suoi lavori sono il romanzo “Trio”, pubblicato nel 2020 e il recente saggio “La scuola ci salverà”.

Sull’intensa attività letteraria della Maraini c’è da registrare un interessante saggio (edito da Terzo Millennio) da parte del poeta e scrittore siciliano, Carmelo Aliberti .

A proiettare la Maraini, ancora giovanissima , nel firmamento della letteratura, ha sicuramente contribuito l’incontro casuale con Alberto Moravia. La scrittrice, da qualche anno aveva lasciato la Sicilia, per raggiungere a Roma il padre Fosco, antropologo e uomo di grande fascino, che si era separato dalla moglie, Topazia Alliata, una nobile siciliana.

L’editore Lerici, al quale la Maraini aveva presentato il manoscritto de “La vacanza “ aveva condizionato la pubblicazione del libro alla presentazione da parte di un qualche nome noto della letteratura.Un giorno la Maraini incontrò in un bar della capitale Moravia, al quale fece leggere il manoscritto. Lo scrittore lo giudicò “ottimo” e fu lieto ti tenerla a battesimo.

Scrisse una nota introduttiva e Lerici mantenne la parola. Dopo poco la Maraini andò a vivere nella casa di Moravia, che da poco si era separato dalla moglie Elsa Morante, e per 20 anni ne fu la compagna. Certamente a Moravia va ascritto il merito di avere introdotto la Maraini nell’ambiente letterario e artistico della capitale, ma alla base dello strepitoso successo che la scrittrice ha riscosso in Italia e nel mondo a cominciare dal suo secondo romanzo “L’età del malessere”, pubblicato nel 1963, c’era un grande talento e una straordinaria versatilità. Ne sono una dimostrazione la traduzione delle sue opere in oltre 20 lingue e la vendita di milioni di copie. I suoi interessi spaziano dalla narrativa alla poesia, dalla saggistica al teatro I temi caratteristici della sua produzione sono: la condizione storica e sociale della donna, l’infanzia, il riscatto degli umili e dei disadattati , la frustrazione e l’alienazione femminili nella società contemporanea.

Un elenco completo delle sue opere, tutte analizzate da Aliberti nel suo impegnativo e prezioso ed unico lavoro critico, richiederebbe molto spazio. Se ne citano pertanto alcune: “La lunga vita di Marianna Ucria” (1990, premio Campiello); “Voci” (1994), romanzo avente per tema la violenza sulle donne, con il quale vinse il premio internazionale Flaiano; “Buio” (1999), raccolta di racconti della violenza sull’infanzia, vincitore dello “Strega”; “La nave per Kobe” (2001), in cui la scrittrice riesuma i dolorosi ricordi e le sofferenze patiti da ragazzina dal 1943 al 1945 in Giappone, dove la sua famiglia si era trasferita per consentire al padre di condurre uno studio su degli indigeni, gli Aiku. Dopo la firma dell’armistizio il governo giapponese, alleato dell’Italia fascista e della Germania, propose alla famiglia Maraini di aderire , in cambio della libertà, alla Repubblica di Salò. Essendosi rifiutata, fu internata per due anni in un campo di concentramento .

La Maraini è anche autrice di saggi “Storia di Piera” (1980), in collaborazione con Piera degli Esposti; raccolte di versi “Se amando troppo” (1998); opere teatrali “Dialogo di una prostituta con un suo cliente” (1978), “Fare teatro”, che raccoglie gran parte della sua opera teatrale (1966-2000).

Con l’Abruzzo la Maraini ha sempre avuto un rapporto speciale, tanto da trascorrere molto del suo tempo a Pescasseroli, dove possiede una villetta, immersa in mezzo al verde: un angolo di paradiso, fonte di ispirazione per le sue opere. E non va dimenticato l’impegno profuso della scrittrice per la crescita culturale dell’Abruzzo e della promozione dei diritti e della condanna della violenza sulle donne, dei deboli, degli emarginati degli esclusi e degli invisibili, motivi emblematicamente sintetizzati nel suo capolavoro del romanzo “La lunga vita di Marianna Ucria.”La scrittrice, considerata una delle voci più alte della letteratura del II Novecento, oltre che aver infarcito le sue opere con tali categorie di personaggi interiormente intrisi di turbamenti e dell’azzeramento di speranze di redenzione sociale e della devastazione di ogni tentativo di emersione dal tunnel della miseria di creature che bruciano sul rogo della prostituzione e della distruzione morale e di impossibilità “di veder le stelle”, si è impegnata particolarmente nel mondo della scuola in tutta l’Italia, per incontrarsi con gli studenti, convinta che solo nella scuola potranno essere recuperati i valori supremi, spazzati via dal consumismo e dalla globalizzazione. Con gli stessi obiettivi, nel 2000 fondò il Teatro di Gioia dei Marsi – che ha accolto il meglio del Teatro italiano, da Giorgio Albertazzi, a Piera degli Esposti, da Gigi Proietti a Michele Placido, da Massimo Ranieri a Paola C ortellesi – e la Scuola annuale di drammaturgia, che si avvaleva di insegnanti come Mariangela Melato, Ottavia Piccolo, Manuela Giordano. Il suo valore letterario è stato riconosciuto dall’assegnazione dei più importanti premi letterari italiani. Spesso è ospite eccezionale di trasmissioni televisive per commentare le più cruciali vicende della quotidianità. L’apice delle sue idee è espresso nell’ultimo romanzo “Trio”, in cui trionfa sulla brace della promiscuità sentimentale il sogno della purissima amicizia,in cui si condensa l’ideale di un mondo nuovo fondato sul “libero arbitrio”, stabilizzato in un’atmosfera serena di convivenza pacifica.

Nel 2013, dopo 13 anni, la scrittrice ha deciso di dire addio sia a Teatro che alla Scuola di drammaturgia, “ma non alle terre d’Abruzzo, che continuerò a frequentare e ad amare”, come ha scritto il 31 agosto in una lettera al direttore del Centro, Tedeschini e nella quale ha spiegato anche i motivi di tale decisione: ”Non posso più andare avanti, con i tagli sempre più drastici, con l’assenza delle Istituzioni , con le promesse non mantenute. E’ uno strazio dover constatare che questo Paese non crede nella cultura”.

Da quel grido di allarme è cambiato qualcosa?

Gli ultimi suoi lavori sono il romanzo “Trio”, pubblicato nel 2020 e il recente saggio “La scuola ci salverà”.

Sull’intensa attività letteraria della Maraini c’è da registrare un interessante saggio (edito da Terzo Millennio) da parte del poeta e scrittore siciliano, Carmelo Aliberti .

A proiettare la Maraini, ancora giovanissima , nel firmamento della letteratura, ha sicuramente contribuito l’incontro casuale con Alberto Moravia.

La scrittrice, da qualche anno aveva lasciato la Sicilia, per raggiungere a Roma il padre Fosco, antropologo e uomo di grande fascino, che si era separato dalla moglie, Topazia Alliata, una nobile siciliana.

L’editore Lerici, al quale la Maraini aveva presentato il manoscritto de “La vacanza “ aveva condizionato la pubblicazione del libro alla presentazione da parte di un qualche nome noto della letteratura.

Un giorno la Maraini incontrò in un bar della capitale Moravia, al quale fece leggere il manoscritto. Lo scrittore lo giudicò “ottimo” e fu lieto ti tenerla a battesimo.

Scrisse una nota introduttiva e Lerici mantenne la parola.

Dopo poco la Maraini andò a vivere nella casa di Moravia, che da poco si era separato dalla moglie Elsa Morante, e per 20 anni ne fu la compagna.

Certamente a Moravia va ascritto il merito di avere introdotto la Maraini nell’ambiente letterario e artistico della capitale, ma alla base dello strepitoso successo che la scrittrice ha riscosso in Italia e nel mondo a cominciare dal suo secondo romanzo “L’età del malessere”, pubblicato nel 1963, c’era un grande talento e una straordinaria versatilità.

Ne sono una dimostrazione la traduzione delle sue opere in oltre 20 lingue e la vendita di milioni di copie.

I suoi interessi spaziano dalla narrativa alla poesia, dalla saggistica al teatro.

I temi caratteristici della sua produzione sono: la condizione storica e sociale della donna, l’infanzia, il riscatto degli umili e dei disadattati , la frustrazione e l’alienazione femminili nella società contemporanea.

Un elenco completo delle sue opere richiederebbe molto spazio. Se ne citano pertanto alcune: “La lunga vita di Marianna Ucria” (1990, premio Campiello); “Voci” (1994), romanzo avente per tema la violenza sulle donne, con il quale vinse il premio internazionale Flaiano; “Buio” (1999), raccolta di racconti della violenza sull’infanzia, vincitore dello “Strega”; “La nave per Kobe” (2001), in cui la scrittrice riesuma i dolorosi ricordi e le sofferenze patiti da ragazzina dal 1943 al 1945 in Giappone, dove la sua famiglia si era trasferita per consentire al padre di condurre uno studio su degli indigeni, gli Aiku.

Dopo la firma dell’armistizio il governo giapponese, alleato dell’Italia fascista e della Germania, propose alla famiglia Maraini di aderire , in cambio della libertà, alla Repubblica di Salò. Essendosi rifiutata, fu internata per due anni in un campo di concentramento .

La Maraini è anche autrice di saggi “Storia di Piera” (1980), in collaborazione con Piera degli Esposti; raccolte di versi “Se amando troppo” (1998); opere teatrali “Dialogo di una prostituta con un suo cliente” (1978), “Fare teatro”, che raccoglie gran parte della sua opera teatrale (1966-2000).

Con l’Abruzzo la Maraini ha sempre avuto un rapporto speciale, tanto da trascorrere molto del suo tempo a Pescasseroli, dove possiede una villetta, immersa in mezzo al verde: un angolo di paradiso, fonte di ispirazione per le sue opere.

E non va dimenticato l’impegno profuso della scrittrice per la crescita culturale dell’Abruzzo.

Nel 2000 fondò il Teatro di Gioia dei Marsi – che ha accolto il meglio del Teatro italiano, da Giorgio Albertazzi, a Piera degli Esposti, da Gigi Proietti a Michele Placido, da Massimo Ranieri a Paola Cortellesi – e la Scuola annuale di drammaturgia, che si avvaleva di insegnanti come Mariangela Melato, Ottavia Piccolo, Manuela Giordano.

Nel 2013, dopo 13 anni, la scrittrice ha deciso di dire addio sia a Teatro che alla Scuola di drammaturgia, “ma non alle terre d’Abruzzo, che continuerò a frequentare e ad amare”, come ha scritto il 31 agosto in una lettera al direttore del Centro, Tedeschini e nella quale ha spiegato anche i motivi di tale decisione: ”Non posso più andare avanti, con i tagli sempre più drastici, con l’assenza delle Istituzioni , con le promesse non mantenute. E’ uno strazio dover constatare che questo Paese non crede nella cultura”.

Da quel grido di allarme è cambiato qualcosa?

Informazioni su Carmelo Aliberti

Carmelo Aliberti è nato nel 1943 a Bafia di Castroreale (Messina), dove risiede, dopo la breve parentesi del soggiorno a Trieste, e insegna Lettere nel Liceo delle Scienze Sociali di Castroreale. È cultore di letteratura italiana presso l’Università di Messina, nominato benemerito della scuola, della cultura e dell’arte dal Presidente della Repubblica. Vincitore di numerosi premi, ha pubblicato i seguenti volumi di poesia: Una spirale d’amore (1967); Una topografia (1968); Il giusto senso (1970); C’è una terra (1972); Teorema di poesia (1974);Tre antologie critiche di poesia contemporanea( 1974-1976). POETI A GRADARA(I..II), I POETI DEL PICENUM. Il limbo la vertigine (1980); Caro dolce poeta (1981, poemetto); Poesie d’amore (1984); Marchesana cara (1985); Aiamotomea (versione inglese del prof. Ennio Rao, Università North Carolina, U.S.A., 1986); Nei luoghi del tempo (1987); Elena suavis filia (1988); Caro dolce poeta (1991); Vincenzo Consolo, poeta della storia (1992); Le tue soavi sillabe (1999); Il pianto del poeta (con versione inglese di Ennio Rao, 2002). ITACA-ITAKA, tradotta in nove lingue. LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA vol.I,p.753, Pellegrini ,Cosenza 2008; L'ALTRA LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA( Ed.Scolasiche -Superiori e Univesità-) Inoltre, di critica letteraria: Come leggere Fontamara, di Ignazio Silone (1977-1989); Come leggere la Famiglia Ceravolo di Melo Freni (1988); Guida alla letteratura di Lucio Mastronardi (1986); Ignazio Silone (1990); Poeti dello Stretto (1991); Michele Prisco (1993); La narrativa di Michele Prisco (1994); Poeti a Castroreale - Poesie per il 2000 (1995); U Pasturatu (1995); Sul sentiero con Bartolo Cattafi (2000); Fulvio Tomizza e La frontiera dell’anima (2001); La narrativa di Carlo Sgorlon (2003). Testi, traduzioni e interviste a poeti, scrittori e critici contemporanei; Antologia di poeti siciliani (vol. 1º nel 2003 e vol. 2º nel 2004); La questione meridionale in letteratura. Dei saggi su: LA POESIA DI BARTOLO CATTAFI e LA NARRATIVA DI FULVIO TOMIZZA E LA FRONTIERA DELL'ANIMA sono recentemente uscite le nuove edizioni ampliate e approfondite, per cui si rimanda ai relativi articoli riportati in questa sede. E' presente in numerose antologie scolastiche e sue opere poetiche in francese, inglese, spagnolo, rumeno,greco, portoghese, in USA, in CANADA, in finlandese e in croato e in ungherese. Tra i Premi, Il Rhegium Julii-UNA VITA PER LA CULTURA, PREMIO INTERN. Per la Saggistica-IL CONVIVIO 2006. Per LA NARRATIVA DI CARLO SGORLON. PREMIO "LA PENNA D'ORO" del Rotary Club-Barcellona. IL Presidente della Repubblica lo ha insignito come BENEMERITO DELLA SCUOLA;DELL CULTURA E DELL?ARTE e il Consigkio del Ministri gli ha dato Il PREMIO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO 3 VOLTE. E' CUlTORE DELLA MATERIA DI LETTERATURA ITALIANA. Il Premio MEDITERRANEO alla carriera. Il PREMIO AQUILA D'ORO,2019. Con il romanzo BRICIOLE DI UN SOGNO, edito dalla BastogiLibri di Roma gli è stato assegnato il Premio Terzomillennio-24live.it,2021 Sulla sua opera sono state scritte 6 monografie, una tesi di laurea e sono stati organizzati 9 Convegni sulla sua poesia in Italia e all'estero. Recentemente ha pubblicato saggi su Andrea Camilleri, Dacia Maraini,e rinnovati quelli su Sgorlon, Cattafi,Prisco,Mastronardi e Letteratura e Società Italianadal Secondo Ottocento ai nostri giorni in 6 volumi di 3250 pp. Cura la Rivista Internazionale di Letteratura TERZO MILLENNIO e allegati. Ha organizzato Premi Internazionali di alto livello,come Il RHODIS e il Premio RODI' MILICI-LOMGANE. premiando personalità internazionali che si sono distinte nei vari ambiti della cultura a livello mondiale

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