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COMPLIMENTI CONSIGLIERA ANTONELLA LEPRO PER LA SUA INIZIATIVA SU TREBISONDA

COMPLIMENTI,consigliera ANTONELLA LEPRO

Consiglio Comunale di Barcellona P.G.

Leggo con estremo piacere l’interessamento che il consigliere  comunale di Barcellona P.G. ANTONELLA LEPRO  sollevi con  tenace e consapevole determinazione l’importanza storica archeologica e culturale della Chiesa di Trebisonda, quasi ignorata dalle precedenti ammini strazioni che non hanno valutato lo spessore polivalente di quel relitto quasi invisibile,perché sommerso dalle frequenti esondazioni del torrente Patrì,(nel periodo preistorico Longane),secondo l’opinione del grande archeologo Bernabò Brea che,con la sua equipe, scoprì tanti importanti relitti archeologici determinanti per ricostruire l’ignoto percorso dell’intero territorio. Io non sono un addetto ai lavori, ma amo conoscere la storia del territorio delle mie radici,di cui si conoscono ancora notizie disomogenee. Occorrerebbe,prima riportare alla luce nella sua originaria statura la Chiesa di Trebisonda, come sostiene la Lembo che certamente ha valutato bene l’enorme patrimonio di conoscenze oggi sparse  e scollegate rinvenute nel sottosuolo e sulla superficie della vasta valle di Longane. Il sottoscritto,che si è occupato e particolarmente impegnato  con numerosi articoli pubblicati sulla Gazzetta del Sud  e con il sostegno determinante dell’Amministrazione Comunale guidata dal benemerito avv. Carmelo Torre,dopo aver intuito che la Cupola Rosata emergente nell’aranceto dal sottosuolo e ritenuta un rifugio antiaereo o i resti di un deposito agricolo,ma la cupola di una Chiesa sommersa da tre disastrose alluvioni che travolsero la Chiesa di S. Venera del Bosco,fino all’intero agglomerato urbano e anche proprio la Chiesa,di cui rimase visibile per secoli ignorata la cupola rosata. Io quasi quotidianamente,mi recavo a Rodì e imboccando la via attraverso il torrente Patrì,restavo  attratto e pensieroso sulla presenza di quella cupola in quel luogo e mi interrogavo senza risposta certa. Ma,conoscendo bene le scoperte di Bernabò Brea e dell’ingegnere Ryolo e le scoperte preziose dell’ing. Zanghì, di una “città” sulla sinistra del greto del torrente,caratterizzato da un vasto bacino,istintivamente collegai la cupola rosata con l’esistenza di un intero paese,sommerse nei secoli da violente alluvioni che devastarono il nucleo urbano, ricostruito dagli stessi abitanti, salvatisi rifugiandosi sulla collinetta sovrastante dove incominciarono a costruire casette provvisorie. Pienamente convinto, riuscii a convincere la Sovrintendenza ai Beni Cuturali di Messina,diretta dalla dott.ssa Bacci e,durante gli scavi mi procurai una Polaroid per poter fotografare in diretta lo svolgimento degli scavi, Ero il solo presente autorizzato. Ero stato accompagnato a Messina dall’indimenticabile e fraterno amico Benì Torre, che fu il mio braccio destro nella realizzazione di due edizioni del Premio Internazionale in dieci sezioni CITTA’  DI RODI’ MILICI-LONGANE,(di cui furono pubblicati gli atti a cura del sottoscritto)voluto dalla suddetta Amministrazione avv.Torre,per attrarre pubblico e studiosi sull’impor tanza archeologica e storica del bacino territoriale rodimilicese ed epicentro  nel lontano passato di una fascia territoriale dotata della piccola chiesa di Trebisonda, dell’VIII sec. del centro di PORTO SALVO,strettamente collegato con Rodì,che erano i due poli proiettati sul mare del piccolo,ma sicuro golfo racchiuso tra le due sponde. Si collegarono tali teoremi con l’ episodio del tormento di Ulisse che proprio nelle acque di quello stupendo paesaggio marino e montano, si fece legare al palo della nave e si fece turare con la cera le orecchie dai suoi compagni, per resistere al canto ammaliante delle Sirene tentatrici, con la luce dell’immagine di Penelope nel cuore stremato. Il suddetto luogo era il passaggio più agevole per le navi commerciali dall’Oriente all’Occidente  che, essendo piccole e leggere temevano di attraversare il turbolento Stretto di Sicilia e preferivano fare scalo a Trebisonda,dove utilizzarono dei “Fondaci” per la custodia dei pregiati prodotti,onde evitare di compiere lunghi viaggi sul mare verso la Fenicia, per rifornirsi e consegnarli ai clienti quando erano stati venduti quelli che trasportavano sulle navicelle. L’interpellanza della validissima consigliera Lembo può essere l’inizio di studi e ricerche capillari,non solo sull’importanza fondamen tale di Porto Salvo,ma la chiave dell’ individuazione dell’intero territorio come epicentro dello sviluppo storico,economico,culturale, religioso e militare. E’ ora che gli studiosi di storia antica,grazie al linguaggio emanato  da quelle pietre silenziose sotto la coltre del tempo,illuminino una pagina oscura della  storia delle nostre radici,per ridefinire la nostra identità. Le ricerche e i Convegni hanno bisogno di finanziamenti utili (e non carnevaleschi),che rientreranno, se quelle pietre parlanti attrarranno flussi turistici sicuri, per poterne avere benefici occupazionali e iniziative imprenditoriali per il futuro. Grazie anche a Lei, consigliera Antonella Lepro.

 C.A.  Terzo Millennio

Allego doverosamente il testo su Trebisonda del poeta FRANCESCO CONTI, motorino di avviamento di tale promozione .

DIAMO LUCE ALLE NOSTRE RADICI

“Il luogo dove sono nate le tue radici, è un posto speciale. Un mondo incantato, che continuerai ad amare sempre, anche da lontano. Ne conosci ogni suono e ogni profumo. Ogni cosa parla il tuo stesso linguaggio e tu lo comprendi, perché comunque ti appartiene, è un mondo che ti protegge e ti rassicura. Vedi cose stupende, ma le tue radici restano indelebili, non le puoi dimenticare e non avrai mai paura di perderle perché fanno parte dei tuoi sogni e dei tuoi ricordi: la tua SICILIA, il tuo paese PORTO SALVO… una volta TRABISONDA”.

Con questa premessa, desidero, accendere i fari portando in evidenza, un immenso nostro tesoro  nascosto nel nostro paese, un tesoro che sa di antico e di bello ed appartiene alle nostre comune radici ed alla nostra storia.

Questo mio post, nasce dopo aver letto, alcuni giorni fa  sulla Gazzetta del Sud, il bellissimo articolo dal titolo “La chiesa di Trebisonda dev’essere recuperata” scritto egregiamente da  Lino Miano, giovane e brillante giornalista barcellonese.

Ulteriori dettagli, li ho chiesti al mio amico e paesano, architetto Dominique Vincent Trifirò che mi ha anche inviato le foto (che allego al post) di quel che rimane della chiesa bizantina, che circa 10 anni fa, erano state realizzate dal mio amico d’infanzia Antonio Conti, da sempre un appassionato e studioso di archeologia.

L’articolo di Lino Miano, si concludeva con l’opinione dell’architetto Dominique Vincent Trifirò, che condivido pienamente e di cui riporto uno stralcio “Conoscere il passato è un punto di partenza per dirigersi verso il futuro. Ringraziamo chi in questi anni si è preso cura del terreno. È importante far riemergere questo manufatto architettonico come testimonianza storica, culturale e artistica del Comune di Barcellona P.G. La mia idea, è quella di coinvolgere le scuole, attraverso il rilascio del nulla osta della Sovrintendenza di Messina, in una campagna di scavi archeologici e di pulizia dell’intero spazio, perimetrarlo e trasformarlo in un sito atto ad ospitare nel tempo eventi artistici e letterari”. Concludo questo post, invitando gli Enti e le Associazioni che hanno specifica competenza in merito, ad esserci vicini. Un invito particolare, estendo ai due Consiglieri Comunali del nostro paese, Antonella Lepro (che ieri ha già presentato una interrogazione al Sindaco e al Consiglio Comunale di Barcellona P.G.) e Giorgio Catalfamo, ad essere nostra voce presso l’Amministrazione Comunale di Barcellona P.G., affinché questa nostra splendida realtà, da secoli nascosta ai nostri occhi, possa finalmente vedere la luce.

Assieme  questo articolo, ho allegato anche queste foto di quel che si vede della chiesa bizantina. Non so se lei ha facebook, ma se vuole può parlare con sua figlia Elena e può vedere il post che ho anche pubblicato su GENIUS LOCI diretto da Bernardo Dell’Aglio. Spero e mi auguro tanto, che questo sito archeologico veda finalmente la luce. A breve ci incontreremo e programmeremo i passi successivi.

Informazioni su Carmelo Aliberti

Carmelo Aliberti è nato nel 1943 a Bafia di Castroreale (Messina), dove risiede, dopo la breve parentesi del soggiorno a Trieste, e insegna Lettere nel Liceo delle Scienze Sociali di Castroreale. È cultore di letteratura italiana presso l’Università di Messina, nominato benemerito della scuola, della cultura e dell’arte dal Presidente della Repubblica. Vincitore di numerosi premi, ha pubblicato i seguenti volumi di poesia: Una spirale d’amore (1967); Una topografia (1968); Il giusto senso (1970); C’è una terra (1972); Teorema di poesia (1974);Tre antologie critiche di poesia contemporanea( 1974-1976). POETI A GRADARA(I..II), I POETI DEL PICENUM. Il limbo la vertigine (1980); Caro dolce poeta (1981, poemetto); Poesie d’amore (1984); Marchesana cara (1985); Aiamotomea (versione inglese del prof. Ennio Rao, Università North Carolina, U.S.A., 1986); Nei luoghi del tempo (1987); Elena suavis filia (1988); Caro dolce poeta (1991); Vincenzo Consolo, poeta della storia (1992); Le tue soavi sillabe (1999); Il pianto del poeta (con versione inglese di Ennio Rao, 2002). ITACA-ITAKA, tradotta in nove lingue. LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA vol.I,p.753, Pellegrini ,Cosenza 2008; L'ALTRA LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA( Ed.Scolasiche -Superiori e Univesità-) Inoltre, di critica letteraria: Come leggere Fontamara, di Ignazio Silone (1977-1989); Come leggere la Famiglia Ceravolo di Melo Freni (1988); Guida alla letteratura di Lucio Mastronardi (1986); Ignazio Silone (1990); Poeti dello Stretto (1991); Michele Prisco (1993); La narrativa di Michele Prisco (1994); Poeti a Castroreale - Poesie per il 2000 (1995); U Pasturatu (1995); Sul sentiero con Bartolo Cattafi (2000); Fulvio Tomizza e La frontiera dell’anima (2001); La narrativa di Carlo Sgorlon (2003). Testi, traduzioni e interviste a poeti, scrittori e critici contemporanei; Antologia di poeti siciliani (vol. 1º nel 2003 e vol. 2º nel 2004); La questione meridionale in letteratura. Dei saggi su: LA POESIA DI BARTOLO CATTAFI e LA NARRATIVA DI FULVIO TOMIZZA E LA FRONTIERA DELL'ANIMA sono recentemente uscite le nuove edizioni ampliate e approfondite, per cui si rimanda ai relativi articoli riportati in questa sede. E' presente in numerose antologie scolastiche e sue opere poetiche in francese, inglese, spagnolo, rumeno,greco, portoghese, in USA, in CANADA, in finlandese e in croato e in ungherese. Tra i Premi, Il Rhegium Julii-UNA VITA PER LA CULTURA, PREMIO INTERN. Per la Saggistica-IL CONVIVIO 2006. Per LA NARRATIVA DI CARLO SGORLON. PREMIO "LA PENNA D'ORO" del Rotary Club-Barcellona. IL Presidente della Repubblica lo ha insignito come BENEMERITO DELLA SCUOLA;DELL CULTURA E DELL?ARTE e il Consigkio del Ministri gli ha dato Il PREMIO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO 3 VOLTE. E' CUlTORE DELLA MATERIA DI LETTERATURA ITALIANA. Il Premio MEDITERRANEO alla carriera. Il PREMIO AQUILA D'ORO,2019. Con il romanzo BRICIOLE DI UN SOGNO, edito dalla BastogiLibri di Roma gli è stato assegnato il Premio Terzomillennio-24live.it,2021 Sulla sua opera sono state scritte 6 monografie, una tesi di laurea e sono stati organizzati 9 Convegni sulla sua poesia in Italia e all'estero. Recentemente ha pubblicato saggi su Andrea Camilleri, Dacia Maraini,e rinnovati quelli su Sgorlon, Cattafi,Prisco,Mastronardi e Letteratura e Società Italianadal Secondo Ottocento ai nostri giorni in 6 volumi di 3250 pp. Cura la Rivista Internazionale di Letteratura TERZO MILLENNIO e allegati. Ha organizzato Premi Internazionali di alto livello,come Il RHODIS e il Premio RODI' MILICI-LOMGANE. premiando personalità internazionali che si sono distinte nei vari ambiti della cultura a livello mondiale

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