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CORRADO AUGIAS LASCIA LA RUBRICA LETTERE CHE DA 20 ANNI CURAVA PER REPUBBLICA. I NOSTRI RINGRAZIAMENTI E UN AD MAIORA PER I FUTURI PROGETTI

CORRADO  AUGIAS

UN DOVEROSOI  SALUTO  E RINGRAZIAMENTO  DI VERO CUORE  AL GRANDE GENIO INTELLETTUALE DI CORRADO AUGIAS CHE LASCIA LA RUBRICA “LETTERE” PER MOTIVI DI ETA’,

CURATA DA 20 ANNI SU REPUBBLICA.ESPRIMIAMO I NOSTR MIGLIORI AUGURI PER I SUOI NUOVI PROGETTI’.

BIOBIBLIOGRAFIA (I  PARTE)

Corrado Augias, nato a Roma il 26 Gennaio 1935, è giornalista, scrittore, autore teatrale, conduttore televisivo ed ex politico italiano. Come giornalista è stato per anni corrispondente da Parigi e da New York per la Repubblica, ha inoltre lavorato anche per i settimanali l’Espresso e Panorama. È autore dei romanzi gialli pubblicati nei primi anni ‘80 “Quel treno da Vienna”, “Il fazzoletto azzurro”e “L’ultima primavera”, romanzi che formano una trilogia ambientata nei primi anni del Novecento e che ha come protagonista Giovanni Sperelli, fratello di Andrea Sperelli, celebre personaggio creato da Gabriele D’Annunzio. Come autore teatrale negli anni ‘60 ha fatto parte dell’avanguardia romana del Teatro del 101 per cui ha scritto le opere “Direzione Memorie”, “Riflessi di conoscenza”e “L’onesto Jago”. Oltre ad essere giallista e autore teatrale è anche un prolifico saggista: in “Giornali e spie” ricostruisce una vicenda di spionaggio realmente accaduta nel 1917, mentre in “I segreti di Parigi”, “I segreti di Londra”, “I segreti di New York” e “I segreti di Roma” si sofferma su temi culturali e artistici poco conosciuti delle grandi metropoli. Nel 2006 ha pubblicato il libro “Inchiesta su Gesù”, scritto in collaborazione con il biblista e storico Mauro Pesce: l’opera è strutturata come un dialogo fra i due autori, dove vengono affrontati fatti più o meno noti della persona e del personaggio di Gesù secondo un punto di vista non cristiano. Nel 2007 pubblica per Mondadori “L-eggere. Perché i libri ci rendono migliori, più allegri e più liberi”, un’ appassionata difesa della lettura. Nel 2008 pubblica “Inchiesta sul Cristianesimo. Come si costruisce una religione” nel quale ritorna a parlare di cristianesimo, questa volta con Remo Cacitti, docente di Letteratura cristiana antica e Storia del cristianesimo antico all’Università di Milano. Nel 2009 pubblica per Mondadori insieme a Vito Mancuso “Disputa su Dio e dintorni”, libro in cui Augias professa il suo ateismo. Nel 2012 pubblica per Rizzoli “Il disagio della libertà” e “I segreti d’Italia”. Nel 2015 pubblica per Einaudi “Le ultime diciotto ore di Gesù” e “Il lato oscuro del cuore”, nel 2016 sempre con Einaudi pubblica “I segreti di Istanbul” e nel 2017 “Questa nostra Italia”. Nella sua carriera di conduttore televisivo ha condotto molte trasmissioni di grande successo, fra le tante ricordiamo “Telefono giallo”, programma TV-verità incentrato su casi di cronaca nera, e il programma culturale “Babele”, interamente dedicato ai libri. Dal 2017 è conduttore del seguitissimo programma televisivo “Quante storie”, programma che ha l’intento di spiegare la società contemporanea attraverso i libri. Augias nel 1994 è stato eletto come parlamentare europeo nelle liste del Partito Democratico della Sinistra. Per i suoi meriti è stato inoltre insignito dei titoli di Grande ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana e Cavaliere della Legion d’onore della Repubblica Francese.

LIBRI STORICI NOIR DELL’AUTORE

Numerosissimi sono i volumi pubblicati dal grande genio di Corrado Augias. Il pubblico non addetto ai lavori lo conosce bene,forse per quella popolarissima trasmissione delle 12,45 di ogni giorno,da lunedì al venerdì, di impegnativa valenza culturale,in cui coinvolgeva il mondo della scuola e accendeva opinioni e confronti tra gli utenti casalinghi. Ma egli ha vissuto l’intera esistenza indagando,senza polemiche sterili ,in tutti gli angoli della vita e della società. Perciò, è riuscito a trasformare in romanzo o in saggio, (di altissimo livello culturale, come quelli di indagine sulla figura di Maria,Ipotesi su Gesù”ed altri sempre sui protagonisti del Vangelo,con cui ha aperto continui dibattiti nel mondo cattolico e ateo. Non mancò il suo interesse per i problemi sociali e politici,su cui c’è una sua vasta letteratura. Noi in questa prima puntata ci occuperemo dei romanzi e particolarmente della Trilogia iniziale ,che comprende: Quel  treno che viene da Vienna; Fazzoletto azzurro e L’ultima Primavera , che sono stati catalogati dalla critica come romanzi storici noir, ambientati nel clima degli eventi strani, come omicidi e rapimenti,ma anche di congiure,che il commissario Giovanni Sperelli,cugino del famigerato Achille Sperelli dannunziano,ma molto più mite e umano, Spinto di Malavoglia ad occuparsi di tanti delitti,ma soprattutto di una congiura organizzata da Francia e Germania per impedire l’entrata in guerra dell’Italia, comprandosi i più importanti quotidiani italiani e fondandone uno che riportava solo le cose positive del nascente nuovo regime, ma anche fabbriche di armi ed altro per isolare l’Italia in condizione di tali difficoltà interne da impedirle di poter prendere parte del conflitto  

 

 

   QUEl TRENO DA  VIENNA


Andrea Camilleri sul set con Jean Rochefort


Da uno dei romanzi di Corrado Augias con protagonista l’ex poliziotto e playboy Giovanni Sperelli. Qui Sperelli indaga sull’assassinio di una modella di pittori nella Roma del 1911. Indaga, indaga, scopre che non è un comune delitto passionale, ma c’è sotto una grossa trama politica (sta per scoppiare la guerra fra Italia e Libia).
La trama del romanzo Roma, 1911. La capitale è in festa per celebrare i cinquant’anni del Regno d’Italia. Tra l’inaugurazione di una mostra, la costruzione di arditi viadotti e le celebrazioni in pompa magna, il governo Giolitti si prepara alla poco gloriosa impresa di Libia con la quale spera di inserirsi nel “concerto” delle grandi nazioni europee. In questo scenario, un banale omicidio può rivelare un caso di spionaggio internazionale dai risvolti inaspettati in cui, tra gli intrighi di un quartiere residenziale, si muovono personaggi misteriosi. Primo romanzo di una trilogia italiana di spy stories (Quel treno da ViennaIl fazzoletto azzurroL’ultima primavera) il cui protagonista è nientemeno che Giovanni Sperelli – fratellastro del dannunziano Andrea – commissario di pubblica sicurezza alle prese con rischi mortali.
La strategia della phonédi Domenico Moretti
Curioso come Andrea Camilleri si sia ritagliato uno spazio così ridotto per ciò che concerne l’aspetto attoriale. Seguendo l’ordine cronologico, il primo film in cui Camilleri recita è un prodotto televisivo: Quel treno da Vienna (1989) di Duccio Tessari. È il primo titolo di una miniserie, Guerra di spie (gli altri due sono rispettivamente Il fazzoletto azzurro e L’ultima primavera), tutti andati in onda su Raidue alle ore 20,30, una volta alla settimana. Tratti dagli omonimi romanzi spionistici di Corrado Augias, i tre film vedono per protagonista Giovanni Sperelli (Jean Rochefort), ex commissario di polizia, fratello immaginario del più celebre Andrea di Il piacere di Gabriele D’Annunzio. Quel treno da Vienna è ambientato in piena Belle époque. Nel 1911, a cinquant’anni dal raggiungimento dell’Unità d’Italia, i politici della penisola vogliono conquistare la Libia per farne una colonia. In questo scenario storico il maresciallo Marchisio (Felice Andreasi), piemontese in servizio a Roma, indaga sulla morte di Amelia Battiferri, uccisa dopo essere stata sodomizzata. Ostacolato da tutte le alte cariche dello Stato, Marchisio decide di andare fino in fondo e, in questa sua impresa, viene aiutato dall’ex commissario dandy Giovanni Sperelli. Andrea Camilleri appare dopo circa 18 minuti scarsi e interpreta un ambiguo e untuoso capo della Polizia, Salvatore Caramelo. Le apparizioni del “neo-attore” sono in tutto cinque e hanno una struttura fissa e immutabile, tranne che nell’epilogo. La migliore è la prima. Un’enorme stanza ministeriale. Scura, vi filtrano pochi raggi di luce. Giovanni Sperelli entra in questo luogo con un certo fastidio. E nell’oscurità, prima di vederlo fisicamente, ascoltiamo la voce – ormai a noi posteri notissima e inconfondibile – di Camilleri. Una phoné rauca ma profonda, in cui i suoni sembrano provenire da una regione antica. Poi, piano piano, appare Salvatore Caramelo: seduto, tranquillo, enigmatico, come un esperto entomologo controlla e ispeziona i movimenti, le reazioni di Giovanni Sperelli. Quando quest’ultimo s’innervosisce, il capo della Polizia con tutta calma risponde, scandendo bene delle parole che sembrano uscite da un romanzo di Sciascia: «Io sono un umile servitore di quello che vince». Il corpo di Salvatore non si muove mai, sembra essere un tutt’uno con la sedia e l’enorme scrivania. Anzi, appare un oggetto tra gli oggetti. L’unico elemento che lo differenzia dalle altre cose della stanza è che parla e che mangia.
Questo primo incontro si riproporrà con poche varianti altre tre volte: stessa stanza, stessa posizione e stessi interpreti (il capo della Polizia perennemente seduto, Sperelli in movimento per contenere un nervosismo e un disagio mal celati). Tranne l’epilogo, quando cioè viene smascherato l’assassino, Douglas (Leo Gullotta), un agente del controspionaggio turco. Solo in quel caso il capo della Polizia dovrà recarsi sul luogo e svolgere i convenevoli di rito. Ma anche in questa occasione il suo corpo e i suoi movimenti sono sempre estremamente rallentati, probabili prolungamenti di quella stanza ministeriale impolverata: troppo grande per contenere un uomo solo, troppo piccola e vuota per nascondere i tanti segreti di Stato.(Il brano qui riportato è tratto dall’articolo pubblicato in Camilleri secondo-Camilleri)
 

FAZZOLETTO  AZZURRO

Roma, aprile 1915. Il clima dell’Italia è carico di tensione: il paese sta per entrare in guerra. In questo contesto l’ex commissario di polizia Sperelli si trova coinvolto in un’indagine colma di mistero e sospetto che, forse, in un altro momento storico sarebbe passata inosservata: la scomparsa di uno studente russo domiciliato in una piccola e misera pensione della capitale. Sperelli, già protagonista di Quel treno da Vienna, si vede costretto a fronteggiare un complesso caso di spionaggio internazionale connesso al conflitto mondiale che, di lì a poco, devasterà il paese.

Pubblicato per la prima volta negli anni Ottanta, Il fazzoletto azzurro ha una trama perfettamente costruita e carica di suspense che porta in sé anche una minuziosa quanto evocativa ricostruzione della classe borghese del primo Novecento. Non è solo la primavera che sta per esplodere in quei primi mesi del 1915, ma anche la prima Guerra Mondiale.
Sperelli si trova ad indagare sull’omicidio di un russo: una ricerca difficile, una vicenda che rivelerà risvolti spionistici.Un elegante giallo, un affresco della società e dei tumulti di quegli anni, una scrittura di grande qualità e di piacevole scorrevolezza intessuta di considerazioni su quell’epoca che risuonano di impressionante attualità. Se fosse stato scritto da uno straniero sarebbe probabilmente osannato come un grande giallo storico: raffinato come scrittura e ambientazione storica, cerca di riprodurre il linguaggio dell’epoca, cosa che evidentemente non si perdona facilmente a un giallo italiano. Ed inoltre è scorrevole e avvincente, anche negli incisi “filosofici” sulla natura umana, un Augias insomma da riscoprire e leggere con piacere, assieme agli altri due volumi della trilogia.
Vicenda di spionaggio ambientata nel periodo immediatamente precedente la prima guerra mondiale e ad essa legata. Molto interessante, come sempre, la ricostruzione storica Augias si cala in una Roma specchio di un’Italia stanca cui la Grande Guerra metterà poi fine e divisa fra neutralità ed interventismo. Da leggere dopo Quel treno da Vienna e prima di L’ultima primavera. Giancarlo

L’ULTIMA  PRIMAVERA

La fine della storia. Con questo volume si conclude la meravigliosa trilogia (i primi due volumi erano Quel treno da Vienna e Il fazzoletto azzurro) dedicata all’ex commissario Giovanni Sperelli, parente proprio di quello Sperelli… Fratellastro, per la precisione.

Dopo la Libia e la seconda guerra mondiale, Giovanni dovrà indagare all’interno del movimento fascista. Una storia che conosciamo bene. Siamo alla vigilia della marcia su Roma e, in questa storia, Giovanni dovrà vedersela proprio con Andrea, che continuerà a vivere la sua vita, a modo suo. Una fine ben nota per un nuovo inizio che porterà speranze nei cuori di molte persone. Mentre per altre giungerà una fine temibile e inaspettata…

Corrado Augias chiude la trilogia con un colpo da maestro, come è nel suo stile. L’ultima primavera (Rizzoli, 1985) è una storia così ben congegnata da risultare semplice da seguire ma che al tempo stesso non lesinerà sorprese… Uno scenario descritto con minuziosità, dialoghi diretti che diranno tutto senza però rivelare la sorpresa della fatidica ultima pagina.

Un libro adatto a un pubblico smaliziato ma anche il lettore occasionale non faticherà a seguire le vicende dei personaggi di questa vicenda. Il libro ideale per perdersi in un pomeriggio noioso. Pomeriggio che, dopo aver letto la prima pagina, trascorrerà decisamente in fretta.

 

Informazioni su Carmelo Aliberti

Carmelo Aliberti è nato nel 1943 a Bafia di Castroreale (Messina), dove risiede, dopo la breve parentesi del soggiorno a Trieste, e insegna Lettere nel Liceo delle Scienze Sociali di Castroreale. È cultore di letteratura italiana presso l’Università di Messina, nominato benemerito della scuola, della cultura e dell’arte dal Presidente della Repubblica. Vincitore di numerosi premi, ha pubblicato i seguenti volumi di poesia: Una spirale d’amore (1967); Una topografia (1968); Il giusto senso (1970); C’è una terra (1972); Teorema di poesia (1974);Tre antologie critiche di poesia contemporanea( 1974-1976). POETI A GRADARA(I..II), I POETI DEL PICENUM. Il limbo la vertigine (1980); Caro dolce poeta (1981, poemetto); Poesie d’amore (1984); Marchesana cara (1985); Aiamotomea (versione inglese del prof. Ennio Rao, Università North Carolina, U.S.A., 1986); Nei luoghi del tempo (1987); Elena suavis filia (1988); Caro dolce poeta (1991); Vincenzo Consolo, poeta della storia (1992); Le tue soavi sillabe (1999); Il pianto del poeta (con versione inglese di Ennio Rao, 2002). ITACA-ITAKA, tradotta in nove lingue. LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA vol.I,p.753, Pellegrini ,Cosenza 2008; L'ALTRA LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA( Ed.Scolasiche -Superiori e Univesità-) Inoltre, di critica letteraria: Come leggere Fontamara, di Ignazio Silone (1977-1989); Come leggere la Famiglia Ceravolo di Melo Freni (1988); Guida alla letteratura di Lucio Mastronardi (1986); Ignazio Silone (1990); Poeti dello Stretto (1991); Michele Prisco (1993); La narrativa di Michele Prisco (1994); Poeti a Castroreale - Poesie per il 2000 (1995); U Pasturatu (1995); Sul sentiero con Bartolo Cattafi (2000); Fulvio Tomizza e La frontiera dell’anima (2001); La narrativa di Carlo Sgorlon (2003). Testi, traduzioni e interviste a poeti, scrittori e critici contemporanei; Antologia di poeti siciliani (vol. 1º nel 2003 e vol. 2º nel 2004); La questione meridionale in letteratura. Dei saggi su: LA POESIA DI BARTOLO CATTAFI e LA NARRATIVA DI FULVIO TOMIZZA E LA FRONTIERA DELL'ANIMA sono recentemente uscite le nuove edizioni ampliate e approfondite, per cui si rimanda ai relativi articoli riportati in questa sede. E' presente in numerose antologie scolastiche e sue opere poetiche in francese, inglese, spagnolo, rumeno,greco, portoghese, in USA, in CANADA, in finlandese e in croato e in ungherese. Tra i Premi, Il Rhegium Julii-UNA VITA PER LA CULTURA, PREMIO INTERN. Per la Saggistica-IL CONVIVIO 2006. Per LA NARRATIVA DI CARLO SGORLON. PREMIO "LA PENNA D'ORO" del Rotary Club-Barcellona. IL Presidente della Repubblica lo ha insignito come BENEMERITO DELLA SCUOLA;DELL CULTURA E DELL?ARTE e il Consigkio del Ministri gli ha dato Il PREMIO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO 3 VOLTE. E' CUlTORE DELLA MATERIA DI LETTERATURA ITALIANA. Il Premio MEDITERRANEO alla carriera. Il PREMIO AQUILA D'ORO,2019. Con il romanzo BRICIOLE DI UN SOGNO, edito dalla BastogiLibri di Roma gli è stato assegnato il Premio Terzomillennio-24live.it,2021 Sulla sua opera sono state scritte 6 monografie, una tesi di laurea e sono stati organizzati 9 Convegni sulla sua poesia in Italia e all'estero. Recentemente ha pubblicato saggi su Andrea Camilleri, Dacia Maraini,e rinnovati quelli su Sgorlon, Cattafi,Prisco,Mastronardi e Letteratura e Società Italianadal Secondo Ottocento ai nostri giorni in 6 volumi di 3250 pp. Cura la Rivista Internazionale di Letteratura TERZO MILLENNIO e allegati. Ha organizzato Premi Internazionali di alto livello,come Il RHODIS e il Premio RODI' MILICI-LOMGANE. premiando personalità internazionali che si sono distinte nei vari ambiti della cultura a livello mondiale

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