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ANNELLA PRISCO Specchio a tre ante, Guida editore,Napoli

ANNELLA  PRISCO

Specchio a tre Ante (Guida,Napoli,2019)

Annella Prisco, figlia del grande scrittore MICHELE PRISCO, cofondatrice con la sorella Caterina del Centro Studi intestato al padre, svolge una preziosa e intensa attività di promozione e diffusione culturale, contribuendo in maniera determinante a mantenere sempre in vita il padre scrittore e a promuovere la letteratura Italiana,con una rigorosa programmazione di alto livello. Torniamo a ricordare che quest’annoin occasione del Centenario della nascita di Prisco le due sorelle hanno preparato un programma itinerante che sarà realizzato,coinvolgendo numerose Università e relatori, studiosi dell’opera Di Prisco. Noi lo abbiamo onorato con la pubblicazione del volume “Michele Prisco,uomo e scrittore nel buio della coscienza”, (Aracne Editrice Roma,settembre 2020) sull’intera opera del grande amico scrittore,che merita di essere diffuso anche nelle scuole e nelle Università, non solo per la profondità  tematica,ma anche per l’elevato spessore linguistico,impregnato di vera poesia. La figlia Annella, fino ad ora ha evidenziato molta modestia nel promuovere i precedenti lavori,ma ora,con il nuovo romanzo ha già riscosso numerosi e molto autorevoli giudizi critici, che evidenziano le ottime qualità narrative della giovane scrittrice partenopea.

È in libreria “Specchio a tre ante”, il nuovo libro di Annella Prisco dalla trama avvincente, con un intreccio narrativo solido e personaggi ben caratterizzati. Ada, la protagonista di questo romanzo intimo e delicato, è in viaggio e, lungo il percorso, ci accompagna nel suo mondo interiore man mano che affiorano gli episodi della sua vita distinti, nel testo, da due diversi tempi verbali, che scandiscono il racconto facendo emergere, a poco a poco, sensazioni e vicende personali. Le due storie (presente e passato) spesso si intersecano con la dettagliata descrizione di locali e località (Roma, Firenze, il Cilento) e ci sembra, nel contempo, di incamminarci per quelle strade e di immedesimarci nel flusso dei pensieri della donna. L’Autrice – scrive nella Postfazione di Isabella Bossi Fedrigotti – «mette al centro della sua narrazione, non solo come sfondo ma anche come attiva partecipe dell’azione, una vecchia casa di famiglia. […] Ada approda qui come chi è in fuga da una quotidiana infelicità: per mettere ordine nei suoi pensieri, per trovare riparo e quiete dell’anima». Ci si immerge tanto a fondo nella lettura della vita di Ada che si vuole sapere subito come andrà avanti la storia, fino a scoprire il colpo di scena finale. Manager culturale, critico letterario e vice presidente del Centro Studi Michele Prisco – intitolato a suo padre (vincitore del Premio Strega nel 1966), di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita, celebrato da un apposito Comitato nazionale – Annella Prisco ci consegna ancora una volta un romanzo di straordinaria intensità, che rivela pure risvolti sociali di grande attualità e disvela solo nelle ultime pagine la dimensione del “doppio”, rappresentato figurativamente dal gioco di specchi, con una scrittura garbata ed essenziale, senza fronzoli o compiacimenti espressivi.

«Certamente questo nuovo romanzo è per me una grande scommessa… – ravvisa Annella Prisco – forse in qualche momento oscurata dal dubbio di pubblicarlo in una stagione così complicata per tutti, ma la lettura può essere anche catartica soprattutto nei momenti più bui, per immergersi nelle pagine di un intreccio che fa respirare atmosfere intense e coinvolgenti… ma, ovviamente, affido ai lettori l’ultima parola!».

                               GIRASOLI  AL  VENTO

Nell’ouverture del libro, Annella Prisco ricorda di avere preso  in mano, per rivederlo, il suo Chiaroscuri d’inverno edito nel 2005: una raccolta di memorie autobiografiche scritte di getto, dopo la scomparsa dell’amato padre. Memorie che si accompagnavano a spaccati di costume che, rilette a distanza, le fanno prendere la decisione di rimaneggiare e rendere più attuali le pagine diaristiche di più di un decennio prima, quasi per far partecipe il genitore di un cambiamento che investe anche il modo di scrivere e di vivere, dopo l’arrivo dell’informatica con le sue nuove forme di comunicazione.

Provvisorietà e disorientamento sembrano imperare oggi, ma se questo è vero, per Annella Prisco resiste la convinzione che, nonostante ciò, l’uomo voglia rimanere radicato ai valori importanti di sempre. Per questo all’autrice, ammirando durante un viaggio in macchina, un campo fiorito di girasoli, viene di paragonare il loro oscillare e cambiare orientamento, a noi uomini e donne di oggi mossi dalla corrente delle incognite. Subito dopo, però, seguendo il suo percorso mentale positivo, aggiunge che quei fiori sono fedeli al sole, nonostante il vento ne sembri spesso l’unico timoniere.

Questa bella metafora che viene scelta iconicamente come immagine di copertina fa, però, anche riflettere sul senso e il percorso sociodiaristico del libro. Il soggetto/sole è il padre, figura carismatica nella vita dell’autrice che lo interpreta spesso confrontando il suo, con il modo di vivere e di pensare oggi imperante.

Le oscillazioni  sociologiche che infiorano le pagine riescono, meglio che una scelta solo memoriale, a far emergere la figura umana di Michele Prisco, il suo spessore e la sua coerenza di vita, di pensiero e di scrittura. Forse, per questo, si rammarica Annella, e anche per non aver indossato mai una casacca politica, la sua opera non ha ancora avuto l’ospitalità di un Meridiano.

Le riflessioni e  i ricordi su di un padre importante e famoso, ma visto e ritratto nella spontanea gestualità del quotidiano, fanno emergere un profilo di uomo tenero e attento a coltivare i rapporti familiari e amicali, senza essere troppo distratto dall’intensa attività di scrittura e dagli impegnativi appuntamenti culturali.

Un uomo e un padre che nella famiglia ha lasciato la sua impronta di serietà affabile, di rettitudine, di senso del dovere e di amore per la bellezza. Tutte virtù che Annella raccoglie, vive e testimonia nelle pagine del saggio, senza esasperarne il peso. E, come un girasole al vento sposta lo sguardo dal diario agli incontri fatti, sottolineando via, via i cambiamenti non solo sociali avvenuti in dieci e più anni dalla stesura di Chiaroscuri d’inverno, scritti , come ci ha detto l’ autrice, poco dopo la morte dello scrittore.

La lettura di Girasoli al vento risulta immediatamente agevole e coinvolgente. La brezza che la percorre s’infila tra  pagine lievi di quella leggerezza che Calvino auspica nelle sue celebri Lezioni. Una modalità di scrittura, questa di Annella Prisco, che sa affrontare anche tematiche ardue con il rispetto dovuto all’argomento, ma senza esasperarne il tratto. Temi come quelli della bulimia, del razzismo, della massificazione, o della chirurgia estetica esasperata e delle crisi di panico le vengono dettati da incontri con persone che in qualche modo li vivevano. Sono inserti di riflessioni che s’incrociano con il suo vissuto personale o familiare, percorso da guizzi di ricordi simpatici e lieti, alternati a quelli dai toni più dolenti, ma sempre contenuti, non cedendo a sentimentalismi lacrimosi, anche se aprono ferite mai  del tutto rimarginate.

Il  libro, dove campeggia senza invadere , la figura di Michele Prisco, si pone a metà tra una confessione personale, un’osservazione di costume e un omaggio (…) miscuglio di eventi, sensazioni ed emozioni. Questa di Annella è la definizione migliore che potesse avere, la sintesi perfetta per coglierne il succo. Trovo inutile cercarne altre che risulterebbero ripetitive o annacquate. Per questo la cito, come espressione efficace e utile al probabile lettore per avere un’idea eloquente del contenuto. Posso soltanto aggiungere che la sua lettura, che consiglio vivamente, è quanto mai stimolante e piacevole.

Prima di concludere questo mio commento, desidero sottolineare e riproporre una frase  in cui mi sono imbattuta: scritta dall’autrice, risulta essere particolarmente esemplificativa . Questa:  Niente succede a caso.

Verso la fine dello scritto, l’autrice confessa di avere chiesto consiglio ad Angela, un’amica, insegnante di yoga, con vari interessi ma soprattutto con una saggezza innata. E’ lei che sostiene e incoraggia Annella a fermare e organizzare sulla carta pensieri, ricordi ed emozioni che le si affollano in un vortice nella mente e nel cuore. Ed è Annella che, durante una passeggiata con lei e senza una meta precisa, girovagando tra Piazza Cavour e il Palazzo dello Spagnuolo, si rende conto di ripercorrere  le stesse strade descritte da Michele Prisco nel suo ultimo romanzo, Gli Altri.

A quel punto, niente succede a caso, sembra ripeterlo Michele con un invito: Annella, vai avanti tu, ora e con coraggio, figlia; prosegui tu e completa il mio percorso con la tua personale sensibilità di scrittrice, senza avere esitazioni. Auguri da tuo padre, Annella!

                                                                                                         Scheda

“Quando si trova il coraggio di guardare oltre la superficie, persino un nome fa riflettere sulla tensione fra il destino e le scelte che possono trasformare la propria esistenza. Ada, la protagonista di questo romanzo, è in viaggio e, lungo il percorso, ci accompagna nel suo mondo interiore man mano che affiorano gli episodi della sua vita distinti, nel testo, da due diversi tempi verbali, che scandiscono il racconto facendo emergere, a poco a poco, sensazioni e vicende personali. Forse Ada non è l’unica a viaggiare: le due storie (presente e passato) spesso si intersecano con la dettagliata descrizione di locali e località e ci sembra, nel contempo, di incamminarci per quelle strade e di immedesimarci nel flusso dei pensieri della donna. L’Autrice sa ben districarsi in una materia multiforme, che rivela pure risvolti sociali di grande attualità, giungendo a un finale sicuramente inaspettato e richiamando una sorta di mise en abîme con il gioco di specchi creato, che restituisce ritmo e dà prova di padronanza stilistica e narrativa.”

È in libreria “Specchio a tre ante”, il nuovo libro di Annella Prisco dalla trama avvincente, con un intreccio narrativo solido e personaggi ben caratterizzati.

Annella Prisco, scrittrice, coordinatrice e manager culturale, è critico letterario e vice presidente del Centro Studi “Michele Prisco” intitolato alla memoria di suo padre, autore di vari romanzi di successo, vincitore del Premio Strega nel 1966 con “Una spirale di nebbia, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita, celebrato da un apposito Comitato nazionale.

Ada, la protagonista di questo romanzo particolare, intimo e delicato, è in viaggio e, lungo il percorso, ci fa entrare nella sua intimità e riesce, passo dopo passo, a far emergere vari segmenti della sua vita scandendoli con due diversi tempi verbali.

Le due storie, del presente e del passato, s’incrociano con la puntuale descrizione di siti e località (Roma, Firenze, il Cilento), sino al colpo di scena finale.

Il flusso dei pensieri della donna domina l’intera lettura e ci fa voltare pagine su pagine di pregnante finezza espositiva.

Isabella Bossi Fedrigotti precisa nella Postfazione: “L’Autrice mette al centro della sua narrazione, non solo come sfondo ma anche come attiva partecipe dell’azione, una vecchia casa di famiglia. […] Ada approda qui come chi è in fuga da una quotidiana infelicità: per mettere ordine nei suoi pensieri, per trovare riparo e quiete dell’anima.”

CARMELO ALIBERTI

Informazioni su Carmelo Aliberti

Carmelo Aliberti è nato nel 1943 a Bafia di Castroreale (Messina), dove risiede, dopo la breve parentesi del soggiorno a Trieste, e insegna Lettere nel Liceo delle Scienze Sociali di Castroreale. È cultore di letteratura italiana presso l’Università di Messina, nominato benemerito della scuola, della cultura e dell’arte dal Presidente della Repubblica. Vincitore di numerosi premi, ha pubblicato i seguenti volumi di poesia: Una spirale d’amore (1967); Una topografia (1968); Il giusto senso (1970); C’è una terra (1972); Teorema di poesia (1974);Tre antologie critiche di poesia contemporanea( 1974-1976). POETI A GRADARA(I..II), I POETI DEL PICENUM. Il limbo la vertigine (1980); Caro dolce poeta (1981, poemetto); Poesie d’amore (1984); Marchesana cara (1985); Aiamotomea (versione inglese del prof. Ennio Rao, Università North Carolina, U.S.A., 1986); Nei luoghi del tempo (1987); Elena suavis filia (1988); Caro dolce poeta (1991); Vincenzo Consolo, poeta della storia (1992); Le tue soavi sillabe (1999); Il pianto del poeta (con versione inglese di Ennio Rao, 2002). ITACA-ITAKA, tradotta in nove lingue. LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA vol.I,p.753, Pellegrini ,Cosenza 2008; L'ALTRA LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA( Ed.Scolasiche -Superiori e Univesità-) Inoltre, di critica letteraria: Come leggere Fontamara, di Ignazio Silone (1977-1989); Come leggere la Famiglia Ceravolo di Melo Freni (1988); Guida alla letteratura di Lucio Mastronardi (1986); Ignazio Silone (1990); Poeti dello Stretto (1991); Michele Prisco (1993); La narrativa di Michele Prisco (1994); Poeti a Castroreale - Poesie per il 2000 (1995); U Pasturatu (1995); Sul sentiero con Bartolo Cattafi (2000); Fulvio Tomizza e La frontiera dell’anima (2001); La narrativa di Carlo Sgorlon (2003). Testi, traduzioni e interviste a poeti, scrittori e critici contemporanei; Antologia di poeti siciliani (vol. 1º nel 2003 e vol. 2º nel 2004); La questione meridionale in letteratura. Dei saggi su: LA POESIA DI BARTOLO CATTAFI e LA NARRATIVA DI FULVIO TOMIZZA E LA FRONTIERA DELL'ANIMA soono recentemente uscite le nuove edizioni ampliate e approfondite,per cui si rimanda ai relativi articoli riportati in questa sede. E' presente in numerose antologie scolastiche e sue opere poetiche in francese, inglese, spagnolo, rumeno,greco, portoghese, in USA, in CANADA, in finlandese e in croato e in ungherese. Tra i Premi, Il Rhegium Julii-UNA VITA PER LA CULTURA, PREMIO INTERN. Per la Saggistica-IL CONVIVIO 2006. Per LA NARRATIVA DI CARLO SGORLON. PREMIO "LA PENNA D'ORO" del Rotary Club-Barcellona. Sulla sua opera sono state scritte 6 monografie, una tesi di laurea e sono stati organizzati 9 Convegni sulla sua poesia in Italia e all'estero.

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