Lascia un commento

QUANDO TORNA IL PREMIO CATTAFI? – DACIA MARAINI II PARTE

Da anni si parla a Barcellona P.G. di  riorganizzare il PREMIOBARTOLO CATTAFI. Ma sembra che solo a parole alcuni narcisistipronunciano il nome di questo grande Poeta Barcellonese che proprio lasua città, nella voce dei suoi telchini sedicenti culturali,nonfacendo seguire i fatti alle parole,condannano all’oblio una così altae potente voce lirica di livello internazionale.Avevo letto con moltopiacere, La presidente della PRO LOCO la Prof.a Flaviana Gullì,che sista impegnando molto per la promozione della cultura, maevidentemente il prezioso meccanismo della sua volontà risultaobnubilato da maldestri consiglieri, altrimenti non si spiega ilsilenzio che oscura le buone intenzioni.Dico ciò,perchè conosco benele trame oscure di qualche subdola persona che dice; “ARMIAMOCI EPARTITE”. Io sono a totale disposizione per sostenere in qualsiasimodo la ripresa del Premio Cattafi,a cuo ho dedicato 3 volumi e tretraduzioni all’estero,senza chiedere nulla a nessuno, come del restofaccio per pubblicare la Mia Rivista di Letteratura TERZO MILLENNIOche in 5 anni è seguita nel mondo da circa 60.000 lettori di addettiai lavori. Capisco che i’iniziativa,per motivi non chiari,trovidifficoltà incomprensibili presso le autortà preposte al governo dellacittà, ma io che da diversi anni vivo a TRIESTE, vedo la città e anchele città di diverse regioni “esplodere “di splendide iniziativeculturali , anche durante il più intenso pericolo dell’epidemia, chehanno attratto migliaia partecipanti di altre regioni,con le dovutecautele del caso.Indirizziamo lo stesso appello alla prossimaAmministrazione o qualche lista sensibile alla cultura, diinserire nei loro impegni culturali per la città, la rinascita delPremio “Cattafi”,organizzato in maniera tale da diventare  Il NOBELDEL SUD. Infiniti auguri per chiunque riesca ad accendere l’altafiamma della cultura a Barcellona P.G..(Messina).

DACIA MARAINI – CANDIDATA AL PREMIO NOBEL – II PARTE DEL SAGGIO

NUOVO SAGGIO DI CARMELO ALIBERTI

(le Opere in questa sede esaminate, non figurano nella “Letteratura e società”)

TELEMACO E BLOB

“Storia di una amicizia randagia” è il sottotitolo della fiaba“Telemaco e Blob” (Rizzoli, 2017, illustrazioni di Pia Valentinis) diDacia Maraini, nella quale la scrittrice, poetessa e saggista amata eapprezzata in tutto il mondo, racconta una storia di cani e libertàambientata a Roma.
“Conoscevo un cane di gran razza che era amico di un cane randagio”.
Telemaco, cane di razza, era un setter irlandese dal pelo ramato edalla lunga falcata elegante. Il setter era un animale moltoschizzinoso, intelligente e molto consapevole della sua bellezza, chetutti ammiravano. Telemaco, per quanto riguardava le amicizie, erabizzarro perché preferiva i bastardi ai cani di lignaggio come lui.Infatti, l’amico preferito del setter si chiamava Blob, un cane senzapedigree
“con la coda mozza, la testa da lupo e il corpo da segugio”
di colore beige. Blob compensava la sua evidente bruttezza con uncarattere arguto e una mente brillante e acuta. Gli snob padroni diTelemaco non volevano che il loro cane frequentasse un suo simile comeBlob, di conseguenza il setter era costretto a incontrare di nascostoil suo amico. Telemaco, che non era un tipo da farsi imporre niente,scappava da casa per andare a zonzo per la città con la sua falcataregale e nessuno osava fermarlo. Lo stesso accalappiacani, quando lovedeva camminare così fiero ed elegante aveva timore a lanciargli illaccio
“sicuro che da qualche parte ci sarebbe stato un padrone che avrebbe protestato”
magari prendendolo in giro per l’equivoco. L’appartamento dove vivevaTelemaco era molto bello e arredato con gusto, sul pavimento di legnopregiato, il parquet, riposavano tanti tappeti di valore. Le doppiefinestre non permettevano al caos cittadino di disturbare la quietedella casa. Ogni mattina, una gentile e indaffarata donna colgrembiule bianco cucinava per il cane una zuppa buonissima i cuiingredienti erano carne fresca, riso e verdura. La camerierarovesciava la pappa in una linda ciotola di metallo che appoggiava nelrigoglioso e ampio terrazzo. Il privilegiato setter mangiava tra duegardenie, una pianta nana e un gigantesco ibisco dai fiori rosa.
“Le sue pappe, insomma, erano sempre fresche e profumate di fiori”.
Però Telemaco avrebbe preferito qualcosa di più vario e sostanzioso,le gustose salcicce, cibo proibitissimo per lui, a detta delveterinario, oppure un osso raccolto nella spazzatura, altra cosavietata. I padroni del setter non lo portavano mai a spasso, salvo ladomenica che era il giorno di festa della domestica Danda.L’appartamento di Telemaco, pieno di leccornie, era come una gabbiadorata per un cane che sognava la libertà. Blob invece abitava sottoun ponte del Tevere, assieme al barbone Trucibaldo che si eracostruito una casupola con pezzi di legno di varia misura trovati neicantieri e inchiodati insieme, il tutto coperto da un telo spesso diplastica celeste. Il cane mangiava spesso una volta al giorno e le suepappe non erano speciali come quelle del suo amico. Quella di Blob erauna esistenza dura ma senza vincoli.Nel volume, arricchito da belleillustrazioni, l’autrice dimostra che anche tra i cani l’amicizia siauna forza invincibile. Probabilmente, i molti estimatori di DaciaMaraini l’avranno immaginata pensare alla piacevole favola mentreportava a spasso il suo cagnolino sotto i platani del suggestivolungotevere della Capitale.
“Così finisce la storia di Telemaco e Blob, i due cani di città, edella loro randagia ma felice amicizia”
“Corpo felice. Storia di donne, rivoluzioni e un figlio che se ne va”
Nel libro “Corpo felice. Storia di donne, rivoluzioni e un figlio chese ne va” Dacia Maraini parla con il suo bambino mai nato. Non èdiventata matta, sa perfettamente che il bambino è deceduto appenanato, ma parla con lui come se fosse la parte migliore di sé. Leisentiva i calcetti, le giravolte, ma un malefico giorno del settimomese si sveglia e non sente più niente, nemmeno un piccolo calcio.Arriva in ospedale, ma il bambino non è stato forte abbastanza persopravvivere e su questa storia la Maraini scrisse un bellissimolibro: Un clandestino a bordo.
Tornando a questo libro la Maraini prende il bambino come suointerlocutore, il figlio fantasma Dacia lo chiama “Perduto”, che poisi abbrevia in Perdu. A Perdu la scrittrice racconta quello che haletto, narra del femminismo e del sessismo, gli racconta una storiache inizia con Aristotele, immenso pensatore, che però delle donnediceva solo cattiverie. Il filosofo affermava infatti che le donnefossero degli uomini mancati e basta questo per dire che lademocratica agorà ateniese era un bluff quando si parlava di donne. Siprosegue narrando dell’antica Roma, dove le cose vanno anche peggio,le donne erano le matrone, brave in cucina e brave a letto, senzadiritti, senza niente, più vicine agli schiavi che agli essei umani.Nel medioevo invece, tra carestie e saccheggi, le donne facevano moltopiù dei maschi, alcuni partiti per guerre lontane. Anche su questotema la Maraini ha già scritto un libro: “Chiara di Assisi. Elogiodella disobbedienza”, in cui troviamo una giovane donna, che cerca ditrasformare un mondo maschilista e patriarcale in un mondo vivibileper le donne. In “Corpo felice. Storia di donne, rivoluzioni e unfiglio che se ne va”, dopo la digressione sul medioevo, si passa poi anarrare del Cattolicesimo, intriso di misoginia, dove viene salvatasolo la Madonna, perché ha creato il Signore rimanendo vergine, ilsesso difatti allora viene visto come una colpa. In questo periodosolo le prostitute possono fare del corpo ciò che vogliono, dalmomento che tanto finiranno all’Inferno.Il femminismo vero e proprionasce nel 1968, ma in Italia bisogna aspettare il 1975 per avere unnuovo diritto di famiglia. Da quel momento lo stupro con nuove leggivigenti non è contro la morale pubblica, ma contro la persona abusata.A fine 2018 vedo però che, alcuni uomini, ancora pensano che la lorofidanzata o moglie sia un oggetto di loro proprietà. La bibliografiache l’autrice inserisce alla fine del volume è preziosa, dal momentoche raccoglie libri di grandi studiose e di grandi storiche.

LA GRANDE FESTA

Ne “La grande festa” (Rizzoli, 2011) un’autrice straordinaria raccontacon eleganza e rispetto di un tema complesso e intimo: la morte. DaciaMaraini ne scrive senza pudore, raccontando i propri dolori di donna,madre e amante: la morte prematura della sorella Yuki, quelle degliuomini più importanti della sua vita (Moravia, il padre Fosco e quelladell’ultimo compagno, Giuseppe Moretti), ma anche il dolore di perdereun figlio non ancora nato e che le ha precluso per sempre lapossibilità di essere madre.
Eppure questo diario personale non è affatto triste, Dacia riesce aparlare della morte senza addolorare il lettore, ma semplicementeavvicinandoci ad un argomento considerato tabù dalla nostra società.Partendo da sé stessa arriva a toccare molti altri temi correlati,come la morte misteriosa dell’amico Pier Paolo Pasolini, la soffertadecisione del papà di Eluana Englaro, la posizione della Chiesa, ilrispetto misto a paura che tributiamo ai nostri cari estinti.Riflessioni sparse e personali, inframmezzate da racconti mitologici(come quello di Orfeo) o dialoghi profondi con l’amica Josepha.

UN   CLANDESTINO  A  BORDO

Dacia Maraini, scrivendo una lettera all’amico Enzo Siciliano, rievocala dolorosa esperienza della perdita – poco prima della nascita – diun figlio fortemente desiderato, e s’interroga sulla maternità, suimotivi che nella nostra società inducono alcune donne ad abortirementre presso popolazioni con religione e usanze molto lontane dallenostre la nascita di un figlio resta un evento irrinunciabile.L’autrice indaga inoltre sui significati mitologici, erotici,mercantili del corpo femminile e analizza il linguaggio dellaseduzione, la violenza, lo stupro, la prostituzione, il piacere, ilsenso di colpa, la verginità, il matrimonio.  Il libro è diviso in dueparti. La prima, Lettera sull’aborto, è una lettera aperta indirizzataad Enzo Siciliano e pubblicata sul numero di gennaio-marzo 1996 dellarivista Nuovi Argomenti. La seconda, Corpo a corpo, a sua voltasuddivisa in sette capitoli, era inedita. L’autrice traccia unparallelismo tra l’esperienza della gravidanza e la vicenda delracconto di Joseph Conrad The Secret Sharer, in cui il capitano di unanave scopre un clandestino a bordo dell’imbarcazione che comanda edecide di proteggerlo sino al momento dello sbarco. Ricorda di averavuto un aborto spontaneo quando era al settimo mese e, purrivendicando la giustezza della battaglia per legalizzarel’interruzione volontaria di gravidanza, si chiede se la sua necessitànon sia dovuta, in ultima analisi, al mondo in cui una societàdominata dagli uomini si rapporta alla maternità.

CORPO A CORPO

Partendo dall’etimologia della parola “corpo”, l’autrice riflette sulfatto che ad una donna, per essere considerata bella, è richiesto diavere un corpo perfetto. E vedendo delle ragazzine in ghingheri, conabiti e calzature sexy ma scomode, riflette sulla necessità diapparire belle e desiderabili agli occhi degli uomini fin da quandoprovano i primi appetiti sessuali. L’autrice considera se lapornografia scritta da mani femminili sia in qualche modo di maggiorvalore artistico e da lì passa a rievocare il mito pelasgico della deacreatrice Eurinome e la trasformazione delle divinità femminili dellaterra nelle Madonne nere venerate in ambito cristiano. Da quando ledonne hanno avuto diritto di parola, se continuano ad usare il piùantico linguaggio del corpo mettendo in mostra le proprie graziefisiche, è fatale che quest’ultimo abbia il sopravvento.A partire dauna prostituta seduta nella vetrina di un bordello di Amsterdam,l’autrice analizza la contraddizione in cui cadono le femministestesse quando si occupano del fenomeno della prostituzione: difeso sesegno di autodeterminazione della donna, condannato in quantosvalutazione del corpo femminile.La scrittrice confessa di averrischiato di essere stuprata da un conoscente col quale era uscita acena e considera il diverso atteggiamento dell’uomo e della donna nelrapporto di coppia, orientato rispettivamente più verso il sesso everso il sentimento. Quindi si chiede quale sia la possibilità per unadonna di essere felice col proprio corpo. Sulla base delle opere diartiste come Frida Kahlo e Jane Austen, si domanda se questa felicitànon sia, paradossalmente, scissa dalla sessualità.

PIERA E GLI ASSASSINI

Dopo il fortunato Storia di Piera da cui è stato anche tratto un film,le due amiche si incontrano un’altra volta e danno vita a un seguitodella storia.
Durante un soggiorno in montagna, Dacia Maraini intervista Piera DegliEsposti e in questo dialogo che ne viene fuori, la scrittrice cercheràdi “avventurarsi” nei meandri della vita abbastanza complessa e variadell’attrice.
Una lettura piacevole per ripercorrere la vita di Piera Degli Espostie delle persone che sono state importanti per lei, prima fra tuttequelle della sua famiglia. Tante le cose che vengono fuori da questoracconto/intervista.
Innanzi tutto il tema di partenza e di arrivo e che, come una sorta didenominatore comune, è presente per tutta la durata del libro, ossiaquello della morte e del rifiuto di essa. Un tema fondamentale che inun certo qual modo ha condizionato la vita dell’attrice, che l’hacolpita duramente ma che ha saputo affrontare e dal quale per assurdotrova forza per andare avanti. Interessante anche la sua attrazioneper omicidi e assassini, quasi fosse un modo di cercare l’immortalità.
E insieme a questo tema principale, tante gli spunti interessanti chesi possono ritrovare: come la storia di una famiglia e la complessitàdelle relazioni. Poi gli amori un po’ controversi. Quindi, e nonultimo, uno spaccato sul mondo del teatro e del cinema italianoattraverso gli artisti, i registi, gli attori che la Degli Espostiincontra durante la sua vita e grazie ai quali ci permette diripercorrere alcuni degli anni più interessanti e più dinamici diquesto mondo.
Un’intervista, quindi, che è un racconto, con tanti aneddoti e storieanche divertenti che portano “in scena” un mondo di affetti,relazioni, paure e ossessioni tipici dell’essere umano.
Probabilmente le ossessioni, come le cicatrici, sono incancellabili,allora uno le esorcizza con altre ossessioni, con dellecontro-ossessioni, che occupano e invadono la mente.

Novità 2019 – Corpo felice – Storia di donne, rivoluzioni e un figlio che se ne va

Nel libro “Corpo felice. Storia di donne, rivoluzioni e un figlio chese ne va” Dacia Maraini parla con il suo bambino mai nato. Non èdiventata matta, sa perfettamente che il bambino è deceduto appenanato, ma parla con lui come se fosse la parte migliore di sé. Leisentiva i calcetti, le giravolte, ma un malefico giorno del settimomese si sveglia e non sente più niente, nemmeno un piccolo calcio.Arriva in ospedale, ma il bambino non è stato forte abbastanza persopravvivere e su questa storia la Maraini scrisse un bellissimolibro: Un clandestino a bordo.
Tornando a questo libro la Maraini prende il bambino come suointerlocutore, il figlio fantasma Dacia lo chiama “Perduto”, che poisi abbrevia in Perdu. A Perdu la scrittrice racconta quello che haletto, narra del femminismo e del sessismo, gli racconta una storiache inizia con Aristotele, immenso pensatore, che però delle donnediceva solo cattiverie. Il filosofo affermava infatti che le donnefossero degli uomini mancati e basta questo per dire che lademocratica agorà ateniese era un bluff quando si parlava di donne. Siprosegue narrando dell’antica Roma, dove le cose vanno anche peggio,le donne erano le matrone, brave in cucina e brave a letto, senzadiritti, senza niente, più vicine agli schiavi che agli essei umani.Nel medioevo invece, tra carestie e saccheggi, le donne facevano moltopiù dei maschi, alcuni partiti per guerre lontane. Anche su questotema la Maraini ha già scritto un libro: “Chiara di Assisi. Elogiodella disobbedienza”, in cui troviamo una giovane donna, che cerca ditrasformare un mondo maschilista e patriarcale in un mondo vivibileper le donne
In “Corpo felice. Storia di donne, rivoluzioni e un figlio che se neva”, dopo la digressione sul medioevo, si passa poi a narrare delCattolicesimo, intriso di misoginia, dove viene salvata solo laMadonna, perché ha creato il Signore rimanendo vergine, il sessodifatti allora viene visto come una colpa. In questo periodo solo leprostitute possono fare del corpo ciò che vogliono, dal momento chetanto finiranno all’Inferno. Il femminismo vero e proprio nasce nel1968, ma in Italia bisogna aspettare il 1975 per avere un nuovodiritto di famiglia. Da quel momento lo stupro con nuove leggi vigentinon è contro la morale pubblica, ma contro la persona abusata. A fine2018 vedo però che, alcuni uomini, ancora pensano che la lorofidanzata o moglie sia un oggetto di loro proprietà. La bibliografiache l’autrice inserisce alla fine del volume è preziosa, dal momentoche raccoglie libri di grandi studiose e di grandi storiche.

Informazioni su Carmelo Aliberti

Carmelo Aliberti è nato nel 1943 a Bafia di Castroreale (Messina), dove risiede, dopo la breve parentesi del soggiorno a Trieste, e insegna Lettere nel Liceo delle Scienze Sociali di Castroreale. È cultore di letteratura italiana presso l’Università di Messina, nominato benemerito della scuola, della cultura e dell’arte dal Presidente della Repubblica. Vincitore di numerosi premi, ha pubblicato i seguenti volumi di poesia: Una spirale d’amore (1967); Una topografia (1968); Il giusto senso (1970); C’è una terra (1972); Teorema di poesia (1974);Tre antologie critiche di poesia contemporanea( 1974-1976). POETI A GRADARA(I..II), I POETI DEL PICENUM. Il limbo la vertigine (1980); Caro dolce poeta (1981, poemetto); Poesie d’amore (1984); Marchesana cara (1985); Aiamotomea (versione inglese del prof. Ennio Rao, Università North Carolina, U.S.A., 1986); Nei luoghi del tempo (1987); Elena suavis filia (1988); Caro dolce poeta (1991); Vincenzo Consolo, poeta della storia (1992); Le tue soavi sillabe (1999); Il pianto del poeta (con versione inglese di Ennio Rao, 2002). ITACA-ITAKA, tradotta in nove lingue. LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA vol.I,p.753, Pellegrini ,Cosenza 2008; L'ALTRA LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA( Ed.Scolasiche -Superiori e Univesità-) Inoltre, di critica letteraria: Come leggere Fontamara, di Ignazio Silone (1977-1989); Come leggere la Famiglia Ceravolo di Melo Freni (1988); Guida alla letteratura di Lucio Mastronardi (1986); Ignazio Silone (1990); Poeti dello Stretto (1991); Michele Prisco (1993); La narrativa di Michele Prisco (1994); Poeti a Castroreale - Poesie per il 2000 (1995); U Pasturatu (1995); Sul sentiero con Bartolo Cattafi (2000); Fulvio Tomizza e La frontiera dell’anima (2001); La narrativa di Carlo Sgorlon (2003). Testi, traduzioni e interviste a poeti, scrittori e critici contemporanei; Antologia di poeti siciliani (vol. 1º nel 2003 e vol. 2º nel 2004); La questione meridionale in letteratura. Dei saggi su: LA POESIA DI BARTOLO CATTAFI e LA NARRATIVA DI FULVIO TOMIZZA E LA FRONTIERA DELL'ANIMA soono recentemente uscite le nuove edizioni ampliate e approfondite,per cui si rimanda ai relativi articoli riportati in questa sede. E' presente in numerose antologie scolastiche e sue opere poetiche in francese, inglese, spagnolo, rumeno,greco, portoghese, in USA, in CANADA, in finlandese e in croato e in ungherese. Tra i Premi, Il Rhegium Julii-UNA VITA PER LA CULTURA, PREMIO INTERN. Per la Saggistica-IL CONVIVIO 2006. Per LA NARRATIVA DI CARLO SGORLON. PREMIO "LA PENNA D'ORO" del Rotary Club-Barcellona. Sulla sua opera sono state scritte 6 monografie, una tesi di laurea e sono stati organizzati 9 Convegni sulla sua poesia in Italia e all'estero.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: