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LA ROMANA di Alberto Moravia

La svolta narrativa del grande scrittore, grande maestro della narrativa del Novecento: dai protagonisti aridi e inermi de “Gli Indifferenti” ad un Sentimento di pietà verso le  vittime travolte dalla buferadell’ostile destino,
radiografato con inedita strategia psicologica.

Scritto tra il ’43 e il ’46 e pubblicato nel 1947, La romana segna unatappa importante nello sviluppo della narrativa di Moravia.Protagonista del romanzo, ambientato a Roma al tempo della guerrad’Etiopia, è una straordinaria figura femminile profondamente viva emoderna, Adriana, un’attraente diciottenne. In questo romanzo loscrittore si dimostra incline alla pietà, novità questa che conferisceall’opera un carattere diverso rispetto alle motivazioni moravianedell’indifferenza e del disgusto della vita, quali si riscontrano neiromanzi precedenti: l’ideologia dell’autore è “riveduta” in virtù diun sentimento che si eleva al di sopra delle vicende, delle afflizionie dei turbamenti quotidiani.Fin dall’inizio Adriana si sente portata a condurre una vita onesta,semplice e tranquilla. Vive con la madre Margherita, una modestacamiciaia che, sedotta da un ferroviere e poi abbandonata, ha maturatoun vivo disgusto per la vita coniugale, fatta di sacrifici e rinunce.In mezzo alla miseria più nera, la donna progetta un avveniremigliore, facendo affidamento sulla notevole bellezza della figlia,cui consiglia di sfruttare al meglio questa sua dote; pertanto lapropone ad alcuni pittori come modella sia per trarne vantaggieconomici che per far conoscere lo splendore statuario del suo corpo.Adriana alterna le lunghe ed estenuanti pose ai lavori di casa ma,contrariamente ai desideri della madre, s’innamora di Gino, un giovaneautista povero e squattrinato al servizio di nobili e ricchi signori,ed in lui ripone il sogno e la speranza di un matrimonio felice.
Questi, abile nel carpire l’indole sognatrice e la buona fede dellaragazza, si finge celibe e seriamente intenzionato a sposarla, mentrein realtà, da subdolo e menzognero qual è, approfitta del fiduciosoamore della protagonista per sedurla. Negli studi dei pittori Adrianasi lega in amicizia con una modella di nome Gisella: la ragazza, però,denota subito un temperamento diverso dal suo e un carattereorgoglioso, spigoloso e risentito; frequenta diversi uomini e si famantenere da un amante ricco, Riccardo, che la copre di regali e dibei vestiti. Prova invidia per l’onesto fidanzamento dell’amica e,rinfacciandole continuamente la miseria in cui vive, col pretesto diaiutarla a trovarsi un corteggiatore altolocato, non fa altro chespiare l’occasione per renderla simile a sé. A questo punto entranella vita di Adriana, perché s’innamora perdutamente di lei, un talAstarita- uomo sposato, ricco e voglioso- funzionario della poliziapolitica fascista. Durante una gita a Viterbo egli riesce ad avereAdriana col ricatto e con ogni altro mezzo subdolo, grazie allacomplicità di Gisella, che impedisce all’amica di fuggire quandol’uomo si apparta con lei, dietro la minaccia di raccontare tutto aGino. Di fronte alla perfida crudeltà di Gisella e alla determinazioneanimalesca di Astarita, questa cede, ricevendo come ricompensa dal suo“corteggiatore” la somma di tremila lire, e poi cerca di dimenticarel’accaduto andandosi a confessare. Lo stesso Astarita scopre che GinoMolinari, il fidanzato di Adriana, è gia sposato e, dopo averconvocato la ragazza nel suo elegante e imponente ufficio, le rivelaogni particolare e tutti i dati possibili. Le offre, poi, il suo amoree la sua casa, informandola di essere separato dalla moglie e inattesa dell’annullamento del matrimonio. Il disgusto e la delusioneinducono la protagonista ad abbandonare i suoi buoni propositi dicrearsi onestamente una famiglia: si libera in lei l’istinto che laporta ad essere amante di tutti, avviandola al suo destino diprostituta.Adriana, tuttavia, nella sua innata bontà non riesce aconcepire disegni di vendetta contro chi le ha fatto del male. Chiedea Gino di condurla nella villa dove egli presta i suoi servigi e difare l’amore nel letto della padrona, nonché di lavarsi nel bagno dilei, cosa che ottiene con una certa difficoltà da parte del fidanzato,che teme di perdere il posto, al quale nel suo egoismo tiene tanto.Poi, dopo l’amore, riceve la conferma di quanto riferitole da Astaritae, nella stanza della padrona, ella ruba un portacipria d’oromassiccio con rubino, oggetto di grande valore, facendo ciò perché ilgiovane capisca a quale stato di abiezione l’abbia fatta giungere coni suoi inganni.Scoperto il furto e timoroso di essere licenziato, Ginoin un primo momento reclama da Adriana la restituzione del portacipriae la ragazza acconsente, anche per impedire che venga arrestata unacameriera innocente, ma successivamente spinge la sua insensibilitàmorale fino a far vendere l’oggetto da un certo Sonzogno e aperfezionare addirittura l’accusa contro la cameriera, mettendo nellastanza di lei dei dollari rubati. Inoltre se ne vanta con laprotagonista come se si trattasse di una bella azione. Risentita,Adriana si sbarazza per sempre di Gino facendolo eliminare daSonzogno, che ha conosciuto qualche tempo prima, ma fatalmente diventaanche l’amante di questo pericolosissimo individuo, un delinquente“dal pugno proibito” e dalla forza spropositata, dall’animo malvagio einsensibile, che ama a suon di sberle ed è sempre pronto ad offendersie ad usare le mani anche con le donne: durante un loro incontro,questi le confida di aver ucciso barbaramente un gioielliere per unportacipria e le regala l’oggetto, ma la ragazza, riconosciuta larefurtiva e chiesto consiglio ad Astarita, restituisce il portacipriatramite il confessore, facendo in modo che la cameriera arrestatainnocentemente sia liberata.

Informazioni su Carmelo Aliberti

Carmelo Aliberti è nato nel 1943 a Bafia di Castroreale (Messina), dove risiede, dopo la breve parentesi del soggiorno a Trieste, e insegna Lettere nel Liceo delle Scienze Sociali di Castroreale. È cultore di letteratura italiana presso l’Università di Messina, nominato benemerito della scuola, della cultura e dell’arte dal Presidente della Repubblica. Vincitore di numerosi premi, ha pubblicato i seguenti volumi di poesia: Una spirale d’amore (1967); Una topografia (1968); Il giusto senso (1970); C’è una terra (1972); Teorema di poesia (1974);Tre antologie critiche di poesia contemporanea( 1974-1976). POETI A GRADARA(I..II), I POETI DEL PICENUM. Il limbo la vertigine (1980); Caro dolce poeta (1981, poemetto); Poesie d’amore (1984); Marchesana cara (1985); Aiamotomea (versione inglese del prof. Ennio Rao, Università North Carolina, U.S.A., 1986); Nei luoghi del tempo (1987); Elena suavis filia (1988); Caro dolce poeta (1991); Vincenzo Consolo, poeta della storia (1992); Le tue soavi sillabe (1999); Il pianto del poeta (con versione inglese di Ennio Rao, 2002). ITACA-ITAKA, tradotta in nove lingue. LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA vol.I,p.753, Pellegrini ,Cosenza 2008; L'ALTRA LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA( Ed.Scolasiche -Superiori e Univesità-) Inoltre, di critica letteraria: Come leggere Fontamara, di Ignazio Silone (1977-1989); Come leggere la Famiglia Ceravolo di Melo Freni (1988); Guida alla letteratura di Lucio Mastronardi (1986); Ignazio Silone (1990); Poeti dello Stretto (1991); Michele Prisco (1993); La narrativa di Michele Prisco (1994); Poeti a Castroreale - Poesie per il 2000 (1995); U Pasturatu (1995); Sul sentiero con Bartolo Cattafi (2000); Fulvio Tomizza e La frontiera dell’anima (2001); La narrativa di Carlo Sgorlon (2003). Testi, traduzioni e interviste a poeti, scrittori e critici contemporanei; Antologia di poeti siciliani (vol. 1º nel 2003 e vol. 2º nel 2004); La questione meridionale in letteratura. Dei saggi su: LA POESIA DI BARTOLO CATTAFI e LA NARRATIVA DI FULVIO TOMIZZA E LA FRONTIERA DELL'ANIMA soono recentemente uscite le nuove edizioni ampliate e approfondite,per cui si rimanda ai relativi articoli riportati in questa sede. E' presente in numerose antologie scolastiche e sue opere poetiche in francese, inglese, spagnolo, rumeno,greco, portoghese, in USA, in CANADA, in finlandese e in croato e in ungherese. Tra i Premi, Il Rhegium Julii-UNA VITA PER LA CULTURA, PREMIO INTERN. Per la Saggistica-IL CONVIVIO 2006. Per LA NARRATIVA DI CARLO SGORLON. PREMIO "LA PENNA D'ORO" del Rotary Club-Barcellona. Sulla sua opera sono state scritte 6 monografie, una tesi di laurea e sono stati organizzati 9 Convegni sulla sua poesia in Italia e all'estero.

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