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TRIESTE RICORDA COSI’ LA VITA E L’OPERA DEL POETA BARTOLO CATTAFI IN UN SAGGIO DI CARMELO ALIBERTI

di Alessandra Scarino

Cercare tra le pietre grigie e pesanti della realtà le tessere leggere e splendenti del sacro

Sono molto sorpreso nel leggere ripetutamente l’assenza o la poca presenza della poesia del nostro grande poeta barcellonese Bartolo Cattafi. Purtroppo, la modesta potenzialità di ricerca e di aggiornamento ha imbalsamato in una visione restrittiva il Poeta. Il sottoscritto,che ha trascorso l’intera vita alla ricerca, alla valorizzazione e alla diffusione della letteratura italiana contemporanea, pubblicando saggi su i maggiori e dimenticati autori da Foscolo a Maurizio Cucchi,a Carofiglio,a Dario Bellezza, a Giordano,a Paolo Di Paolo, a Sciascia,Consolo,D’Arrigo, Bufalino, e moltissimi altri,tra cui anche i nostri barcellonesi, Cattafi, Nino Pino, Santalco, Freni, Emilio Isgrò, nei 5 Volumi di LETTERATURA E SOCIETA’ ITALIANA DALL’OTTOCENTO AD OGGI  di 3000 pp., un repertorio molto vasto di autori grandi o dimenticati,per dovere etico,evidenziando l’alto e originale livello qualitativo dei nostri scrittori e poeti, che ,come mi dice Claudio Magris con l’onestà intellettuale che lo caratterizza : “ La migliore letteratura italiana è quella siciliana…”. La mia Letteratura sta riscuotendo apprezzamento in chi l’ha letta ed è destinato all’Università e ad ogni studioso di letteratura, che hanno già espresso giudizi lusinghieri in Italia e all’estero, dove rimbalza in vetta Bartolo Cattafi. Chi si occupa di Cattafi a Barcellona, sa benissimo i miei numerosi testi dedicati allo scrutinio della poesia di Cattafi e di Emilio Isgrò,(che è stato anche prefatore di un mio libro di poesia), Oltre a vari articoli sulle raccolte di poesia, ho dedicato a Cattafi quattro saggi,ad incominciare da quello anche ristampato dalla Bastogi,a quello edito a Barcellona, a quello edito negli allegati alla Rivista TERZO MILLENNIO, al numero della stessa Rivista che gli ha dedicato la copertina nel fascicolo a lui dedicato, l’ho anche invocato nel mio poemetto ITACA, tradotto in numerose lingue. Inoltre ho pubblicato in riviste universitarie USA, lunghi articoli,tra cui Forum Italicum e Studi di Italianistica. Ho relazionato in Convegni in Italia e in Francia,dove sono stato invitato,ho ricevuto richieste anche da Università inglesi di indicazioni sulla poesia di Cattafi, In America,la prof.a Paola Bianco, ha scritto un volume: La poesia Italiana da “Quasimodo,a Montale,a Cattafi ad Aliberti, facendo studiare tali autori nella sua Università. La lista èì molto lunga,ma,per onestà intellettuale,debbo ricordare il contributo da me dato,fin dalle origini, al Premio BARTOLO  CATTAFI e come il sottoscritto si è comportato nell’ultima edizione,come membro della giuria all’Hotel sant’Andrea. Ma, come fai,carissimo amico a dimenticare tutto, come se avessi l’orticaria verso di me. Hai dimenticato il tuo comportamento nel Convegno di Barcellona,nella Sala La Rosa,dopo che tu mi avevi negato,con scuse infantili, di svolgere la manifestazione nella sede di quell’Istituzione,di cui io ero il Vicepresidente? “Ai posteri l’ardua sentenza”. Io, come Manzoni pronuncia, vivo qui tra gli alberi ordinati”, in esilio coatto,ma ho sempre nel cuore la mia terra,con gioia,ma anche con l’amarezza perché da lontano vedo meglio che i luoghi della felice giovinezza non cambiano,anzi non vogliono cambiare,come profetizzò Tomasi di Lampedusa ne “Il gattopardo”.   

Oggi più che mai la vita del poeta è impervia e dura. Il vero poeta,in senso esistenziale prima che letterario, il poeta veggente che con ogni sua nuova parola riconsacra ogni volta il mondo e l’universo. In un’epoca come la nostra di eclissi del sacro “vivere poeticamente”come scriveva Hölderlin, implica un destino di solitudine e di dolorosa ricerca. La vita e l’opera del poeta Bartolo Cattafi(1922-1979), narrate ed esplorate da Carmelo Aliberti nel suo saggio “La poesia di Bartolo Cattafi. Tra spasimo esistenziale e ansia metafisica” (Edizioni Terzo Millennio, 2016, pp. 132, contributo), sono una metafora di questa condizione di confine che transita senza posa dalle cose visibili e materiali a quelle invisibili e immateriali. Aliberti, poeta e saggista letterario molto legato alla nostra città dove ciclicamente trascorre lunghi soggiorni,scrive con il presente saggio una sorta di autobiografia umana, etica e spirituale di Cattafi, perlustrando, in una tonalità lirica e intensamente commossa, la poesia di un autore a lui molto caro e profondamente affine, pur nelle diverse declinazioni espressive ed emotive delle loro creazioni.

Il destino di un poeta

La coincidenza tra vita e destino è un sigillo comune a tutti i veri poeti. Il fatto di nascere con un’inclinazione all’ascolto del silenzio misterioso che avvolge tutte le cose, dotati di una sensibilità particolare nell’avvertire le lacerazioni dell’esistenza ei mali della storia, determina un destino sempre diviso tra dolore e gioia, incomprensione e pienezza, spaesamento mondano e familiarità con il divino: in sintesi, come scrive nel titolo del suo saggio Aliberti, un destino “tra spasimo esistenziale e ansia metafisica”.L’autore del saggio, dopo aver delineato in modo sintetico un profilo biografico di Cattafi, perlustra con voce a sua volta più liberamente poetica e creativa che non aridamente critica e accademica, la formazione artistica, le opere e i loro principali nuclei tematici. Nato nel 1922 a Barcellona, Bartolo Cattafi rimane presto orfano del padre, perdita che segna in profondità l’indole già molto delicata e sensibile del poeta. Laureatosi in Giurisprudenza, all’esercizio della sua professione preferì la letteratura, ragione che lo spinse a intraprendere innumerevoli viaggi in diversi paesi dell’Europa e dell’Africa e ad entrare in contatto con alcune delle avanguardie poetiche più stimolanti del tempo come il Gruppo futurista in Sicilia e poi il Gruppo ‘63 a Milano. Il suo apprendistato incise in profondità nella sua ricerca delle potenzialità evocative della parola: le risonanze, i molteplici sensi, le possibilità musicali creatrici di nuovi e inattesi significati. La parola cattedrale, tutta da esplorare e contemplare, ricca di anfratti, di cupole, di sotterranei, di guglie, di vetrate e di giochi di luce suscitatori di .nuovi colori e di nuove forme: la parola poetica concepita come un insieme di involucri variopinti, istoriati con figure ancestrali e arcane tra cui spigolare le tracce del sacro. La terra che più lo ispirò fu la Sicilia, con le sue zagare, i suoi aranceti, i suoi cieli e i suoi mari di un azzurro irreale e ammaliante. Nel 1967 si trasferì definitivamente a Terme Vigilatore, vicino a Messina, nella villa in cui nel 1943, durante una convalescenza per una malattia contratta durante il servizio militare nella seconda guerra mondiale, scoprì la sua vocazione poetica e il desiderio indomabile di un canto per celebrare la bellezza delle cose e la loro aura divina. La morte lo colse nel 1979 a Milano, altra sua meta privilegiata ove riposare e decantare le esperienze dei suoi pellegrinaggi. tra Europa ed Africa. Guardando bene tra i sentieri petrosi e dissestati dell’esistenza si trova sempre qualche piccolo fiore. Sono i poeti a insegnarcelo, poeti come Bartolo Cattafi. Nelle sue sillogi poetiche — tra le altre, “Nel centro della mano” (1951), “Le mosche del meriggio” (1958), “L’Aria secca del fuoco” (1972), “La discesa al trono” (1975) — Aliberti segue e svela un filo che tutte le attraversa, un filo cangiante che muta colore passando dal nero al rosso fino all’oro e all’argento. Vi sono poi i tratti di transizione che uniscono insieme i colori dominanti inclinando l’ispirazione e la parola ora più verso il buio ora più verso la luce, con intrecci improvvisi come d’arcobaleno o di pietre preziose. La natura, il mondo umano e l’eco spirituale che li aureola e li rende veramente vivi: intorno a questi microcosmi oscillanti nelll’infinito Cattafi ricama i suoi versi folgoranti. Aliberti scava nella loro trama e ne fa affiorare un progresso dal buio alla luce,dal dolore all’estasi. La ricognizione inizia tra le cose, gli oggetti, le epifanie della natura. Intorno a sé il poeta vede distendersi il mondo materiale, quello che Cartesio avrebbe chiamatola res extensa. Questo regno di estensione e quantità palpabile si manifesta in due forme diverse. Ora è il manto di bellezza che avvolge gli spettacoli naturali dei luoghi da lui visitati e soprattutto i paesaggi assolati e caldissimi dell’amata Sicilia. Ora è la massa rappresa e oscura, densa e pesante che grava sull’esistenza concreta,reale, abitata dall’uomo moderno, naufrago disperato nel mare morto di un mondo svilito e avvilito che ha occultato la bellezza e la bontà dell’essere: «E la foglia caduta / che un giorno colsi col piede e feci mia / si è staccata, / mi svolazza intorno, mi rinfaccia / un corpo pesante / il passo del mio piede» (“Come vanno le cose”, in “L’osso, l’anima”).

La ricerca metafisica

Ma l’intuito poetico di Cattafi, osserva ripetutamente Aliberti, non si ferma qui, ma va ben oltre. Lontano, verso quell’orizzonte ove il visibile si arresta e pare proiettare un’aura leggera e lucente,simile all’arcobaleno dopo una tempesta. Riprendendo la definizione filosofica precedente, il poeta nonostante i continui scacchi da parte di una realtà esistenziale oscura ed errante e da parte di un mondo indifferente e ormai fuori rotta, di esperienza in esperienza, di viaggio in viaggio, spinge sempre più in profondità la sua parola,sempre più in là la sua vista interiore e scopre l’altro volto di questa realtà così nemica: l’immateriale, l’intangibile, la res  cogitans. Non è una visione limpida, assoluta e perfetta, ma un darsi per lampi e bagliori, come squarci di luce nella notte. Qui Cattafi raggiunge l’acme della sua ricerca: lo spirito, la voce di Dio, la sua presenza, l’interiorità che è tempio sacro, splendono  all’improvviso tra cosa e cosa, come frammenti colorati e lucenti di mosaico tra le pietre grigie e la roccia inaggirabile del nostro esistere ed essere per la morte. A questo punto lo “spasimo esistenziale” trapassa nell’“ansia metafisica”, passaggio necessario per chiunque decida in se stesso di andare oltre, di viaggiare, di esplorare e di non accontentarsi mai del poco o niente che l’esistenza concreta e terrena sembrano destinarci. In un mondo che vola bassa, radente il suolo,ormai incapace di reggere l’aria delle vette, Bartolo Cattafi eleva il suo canto dalla palude terrena all’azzurro dei cieli e dei mari,abbandonandosi alla sua “discesa al trono” dell’essere: «(…) tra alberi profumati, / acque e cieli azzurri, / percepii il risuono / del richiamo di Dio».In te confido / tutto ho rubato al mondo/ sei il Cubo, la Sfera, il Centro / me ne sto tranquillo / tutto t’è stato ammonticchiato dentro. Mancavano pagine / il marmo dell’epigrafe / era scheggiato / due sole parole cetera sunt (…) parole su frontone di un tempio vuoto /vorticanti col vento come per dirci / solo noi ci siamo / tutto il resto manca / era questo che non sapevate.

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Informazioni su Carmelo Aliberti

Carmelo Aliberti è nato nel 1943 a Bafia di Castroreale (Messina), dove risiede, dopo la breve parentesi del soggiorno a Trieste, e insegna Lettere nel Liceo delle Scienze Sociali di Castroreale. È cultore di letteratura italiana presso l’Università di Messina, nominato benemerito della scuola, della cultura e dell’arte dal Presidente della Repubblica. Vincitore di numerosi premi, ha pubblicato i seguenti volumi di poesia: Una spirale d’amore (1967); Una topografia (1968); Il giusto senso (1970); C’è una terra (1972); Teorema di poesia (1974);Tre antologie critiche di poesia contemporanea( 1974-1976). POETI A GRADARA(I..II), I POETI DEL PICENUM. Il limbo la vertigine (1980); Caro dolce poeta (1981, poemetto); Poesie d’amore (1984); Marchesana cara (1985); Aiamotomea (versione inglese del prof. Ennio Rao, Università North Carolina, U.S.A., 1986); Nei luoghi del tempo (1987); Elena suavis filia (1988); Caro dolce poeta (1991); Vincenzo Consolo, poeta della storia (1992); Le tue soavi sillabe (1999); Il pianto del poeta (con versione inglese di Ennio Rao, 2002). ITACA-ITAKA, tradotta in nove lingue. LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA vol.I,p.753, Pellegrini ,Cosenza 2008; L'ALTRA LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA( Ed.Scolasiche -Superiori e Univesità-) Inoltre, di critica letteraria: Come leggere Fontamara, di Ignazio Silone (1977-1989); Come leggere la Famiglia Ceravolo di Melo Freni (1988); Guida alla letteratura di Lucio Mastronardi (1986); Ignazio Silone (1990); Poeti dello Stretto (1991); Michele Prisco (1993); La narrativa di Michele Prisco (1994); Poeti a Castroreale - Poesie per il 2000 (1995); U Pasturatu (1995); Sul sentiero con Bartolo Cattafi (2000); Fulvio Tomizza e La frontiera dell’anima (2001); La narrativa di Carlo Sgorlon (2003). Testi, traduzioni e interviste a poeti, scrittori e critici contemporanei; Antologia di poeti siciliani (vol. 1º nel 2003 e vol. 2º nel 2004); La questione meridionale in letteratura. Dei saggi su: LA POESIA DI BARTOLO CATTAFI e LA NARRATIVA DI FULVIO TOMIZZA E LA FRONTIERA DELL'ANIMA sono recentemente uscite le nuove edizioni ampliate e approfondite, per cui si rimanda ai relativi articoli riportati in questa sede. E' presente in numerose antologie scolastiche e sue opere poetiche in francese, inglese, spagnolo, rumeno,greco, portoghese, in USA, in CANADA, in finlandese e in croato e in ungherese. Tra i Premi, Il Rhegium Julii-UNA VITA PER LA CULTURA, PREMIO INTERN. Per la Saggistica-IL CONVIVIO 2006. Per LA NARRATIVA DI CARLO SGORLON. PREMIO "LA PENNA D'ORO" del Rotary Club-Barcellona. IL Presidente della Repubblica lo ha insignito come BENEMERITO DELLA SCUOLA;DELL CULTURA E DELL?ARTE e il Consigkio del Ministri gli ha dato Il PREMIO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO 3 VOLTE. E' CUlTORE DELLA MATERIA DI LETTERATURA ITALIANA. Il Premio MEDITERRANEO alla carriera. Il PREMIO AQUILA D'ORO,2019. Con il romanzo BRICIOLE DI UN SOGNO, edito dalla BastogiLibri di Roma gli è stato assegnato il Premio Terzomillennio-24live.it,2021 Sulla sua opera sono state scritte 6 monografie, una tesi di laurea e sono stati organizzati 9 Convegni sulla sua poesia in Italia e all'estero. Recentemente ha pubblicato saggi su Andrea Camilleri, Dacia Maraini,e rinnovati quelli su Sgorlon, Cattafi,Prisco,Mastronardi e Letteratura e Società Italianadal Secondo Ottocento ai nostri giorni in 6 volumi di 3250 pp. Cura la Rivista Internazionale di Letteratura TERZO MILLENNIO e allegati. Ha organizzato Premi Internazionali di alto livello,come Il RHODIS e il Premio RODI' MILICI-LOMGANE. premiando personalità internazionali che si sono distinte nei vari ambiti della cultura a livello mondiale

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