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PAOLO DI PAOLO: VIAGGIO NELLA LETTERATURA GIOVANILE DI OGGI

cura di  CARMELO ALIBERTI

PAOLO DI PAOLO: Una delle voci narrative più convincenti della nuova generazione italiana

Paolo Di Paolo è uno scrittore italiano. Laureato in Lettere all’Università degli Studi di Roma I “La Sapienza”, ha ottenuto un dottorato di ricerca in Studi di storia letteraria e linguistica italiana all’Università degli Studi di Roma III. Ha esordito nel 2004 con i racconti Nuovi cieli, nuove carte. Nel 2003 è stato tra i cinque finalisti nazionali del Premio Campiello Giovani.

DOVE ERAVATE TUTTI QUANTI?

Dove eravate tutti. Dov’erano i padri, soprattutto. Dentro il declino civile di un paese, così risuona l’essere giovani contro l’età adulta. Italo Tramontana archivia la memoria degli ultimi vent’anni, quelli familiari e quelli pubblici, come se la sequenza delle prime pagine dei giornali dispiegasse l’evidenza della sua storia, con la caduta di Bettino Craxi e l’interminabile Seconda repubblica. Ma intanto, il padre di Italo, insegnante neo-pensionato, investe con l’auto un ex studente. A tutti sembra un atto deliberato di violenza. E tanto basta a sfaldare gli equilibri domestici. Ora ci sono un padre umiliato, una madre in fuga, un minaccioso tendersi di distanze. Che tuttavia va di pari passo con il riaffiorare di quella che era stata la bambina Scirocco, e con il suo imporsi sulla prima pagina degli affetti. Lo spazio che si apre tra la cupa attualità e un amore possibile disegna una strada e spazza via gli anni.

L’IDENTITA’ PLAGIATA DAL POTERE                                                    

Un cumulo di accenni, appunti e nozioni. Qui non c’è altro che un abbozzo: se di romanzo, di saggio storico, saggio emotivo o altro. Perché c’è una storia, quella della famiglia Tramontana, solo accennata, poco approfondita, poco delineata nei personaggi e nelle vicende…familiari e i fatti pubblici e le vicende della storia, ma riportate sulla   copertina di un giornale. tale fatto non vuol certo dire connettere la storia privata con la storia pubblica.  E poi c’è un sopraffollamento di riflessioni iterative), nello scorrere delle pagine come la parte su Berlino, la più pedante. Nel romanzo dilaga l’ossessione del nostro tempo: Berlusconi e la necessità di citarlo, di averlo sempre appiccicato addosso e in testa. Di Paolo ci ricorda tante, troppe volte, la longevità politica di Berlusconi come dato di fatto, sfondo della sua vita, del suo primo bacio, della sua prima volta, ecc. ecc. E ciò non è filoberlusconismo, perché non ne tesse le lodi e non si spreca in arte divinatoria, ma non è nemmeno antiberlusconismo, perché, come per tutte le altre cose di questo libro, non analizza, non spiega, non motiva, non prende posizione. Ripete incessantemente “la mia vita ha avuto come sfondo sempre Berlusconi”. Tali osservazioni sull’equidistanza dal berlusconismo, nonostante la incontenibile ossessione sul personaggio, a chi non ha letto in profondità il romanzo del giovane Paolo Di Paolo è un significante pregio del suo narrare, che non si pone l’obiettivo dello storico o del giudice, ma riesce a fare pura letteratura, quando delinea gli effetti concreti della fase storica berlusconiana che, grazie alle capacità oratorie e comunicative, contraddette dalla realtà storica che lo smentisce continua ad alimentare le oscillazioni  degli ingenui sentimenti della nuova plebe industriale e civile, ormai plagiata dal mito del nuovo personaggio, che ha cessato di fare il leader, sentendosi invecchiare e colpito da diversi malanni, ha lasciato un popolo sul furore delle onde, senza prospettive di alcun approdo e incapace di riprogettare un nuovo futuro, sia perché ormai totalmente omologato dalla dogmatica dottrina popolare, che è diventata nel popolo una ossessiva deviazione mentale e in maniacali comportamenti individuali e sociali. In tale contesto, occorre leggere, sia le sezioni apparentemente opache e omissive del romanzo, sia la parte finale, molto emblematica, in quanto la fedeltà quasi dogmatica al loro leader ne ha atrofizzato i cervelli, irrecuperabili ormai per poter ipotizzare un diagramma di società futura.    

 La storia del libro racconta quella di un trentenne dei giorni nostri, impegnato ad affrontare e sviscerare sia impressioni riguardanti la sua privata che constatazioni e digressioni relative alle vicende italiche degli ultimi vent’anni. Progrediscono parallelamente in questa narrazione gli episodi familiari riguardanti l’io narrante, cioè Italo, e gli avvenimenti recenti politici, culturali e sociali italiani più significativi. molto interessanti e profonde le pagine in cui lo scrittore narra dei dialoghi tra Italo e suo padre, quest’ultimo un prof in pensione descritto come un esempio di rettitudine e morigeratezza, che però commette un gesto spiazzante e inaspettato che manda all’aria sia la sua aura da immacolato che la quiete e la serenità della sua famiglia (investe con l’auto, di proposito, un suo ex alunno  a lui particolarmente simpatico).Negli scambi di domande, soprattutto di carattere privato tra i due, sul perché fosse successa una determinata cosa o sul  perché  fosse capitato un particolare avvenimento, lo scrittore è abile e acuto ad inserire anche quesiti di carattere politico; infatti un adolescente che apre gli occhi al mondo attuale ,non può non chiedere ad un padre: dove eravate tutti,( da cui il titolo del testo) quando quest’Italia stava prendendo la deriva che ha preso e che ancora non è finita? Analizzando la situazione italiana attuale e facendo un bel parallelismo Di Paolo ci vede tutti su una nave da crociera. “Ci siamo saliti negli anni Ottanta, al ritmo di balere, discoteche e Colpo grosso. Abbiamo preso il largo e siamo rimasti a bordo per vent’anni” e ora?  Da sottolineare, per concludere, lo stile a metà tra il giornalistico e il confidenziale di Di Paolo, che accompagna il lettore in un amarcord di avvenimenti sicuramente non indifferenti a chi, come noi, ha vissuto questi anni e allo stesso tempo capace di far incuriosire il lettore a riguardo di storie personali molto ben narrate.

UNA STORIA QUASI D’AMORE

Nino torna da Londra e si lascia alle spalle le sue ambizioni d’attore e un amore senza futuro. Torna perché la sua anziana insegnante di recitazione, Terri, gli offre la possibilità di lavorare in un corso di teatro per anziani. Una sera di ottobre, all’uscita dal corso, si imbatte in una giovane donna, Adele, dalla quale è fatalmente attratto. Nino è turbato, confuso e non sa dove mettere questi sentimenti, anche perché nel rapporto con Adele (che scopre essere la nipote di Terri) si insinua la percezione di un mistero portato con semplicità e scioltezza. Adele lavora in un’agenzia di viaggi, che sembra, non meno del corso di teatro di Nino, esposta alla frivola mitezza della terza età, dato che ormai solo i gruppi di turisti anziani contano sui contatti “umanizzati” di una struttura di servizio. Perduti in questo mondo di vecchi, Nino e Adele vanno alla ricerca del proprio amore.

 

Per amore solo per amore

Il nuovo romanzo di Paolo Di Paolo, giovane autore pluripremiato e il cui talento fu avallato dal grande Tabucchi in occasione della pubblicazione di “Dove eravate tutti” propone, attraverso un impianto narrativo filtrato dalla voce narrante di Grazia, una storia di crescita personale condita da un mix di saporita tutta italiana: il conflitto generazionale del meraviglioso “Ai miei tempi..”, la presenza ingombrante e problematica di una popolazione vecchia, l’eterno dilemma tra ateismo e cristianesimo, la lontananza sempre più marcata dal faticoso giro di boa rappresentato dall’ingresso nell’età adulta. Quando si diventa adulti in Italia? Quanto l’appartenenza ad una precisa epoca incide sulla qualità della vita che si sta vivendo? Qual è la genuinità del nostro vivere? Il vissuto di Nino, ventitreenne scapestrato, dall’ottobre del 2012 al maggio del 2013 offre la possibilità di conoscere le difficoltà legate alla crescita di una giovane persona quando nel suo cammino si incrociano due direttrici importanti: un serio impegno di lavoro e un sentimento d’amore vero. Nino torna in Italia da Londra perché Grazia, sua ex insegnante di teatro, gli propone, complice una madre disperata, una docenza a Roma in un corso di teatro per anziani. Incontra ogni lunedì Teresa, nipote trentenne di Grazia e sua accompagnatrice. Benché i due siano molto diversi, in loro nasce una reciproca curiosità che gradualmente li farà aprire l’uno all’altro…Scritto con una prosa frizzante, veloce, si lascia leggere facilmente offrendo alcuni spunti di riflessione intervallati da eventi storici recenti il cui impatto ha probabilmente segnato anche il vostro vissuto. Ho apprezzato l’idea di raccontare una storia “quasi solo d’amore” che avvicina ad un messaggio sempre attuale: amarsi e amare, affidandosi ad altri non sempre e necessariamente all’interno di un rapporto sentimentale. Lo consiglio a chi gradisce letture veloci ma non superficiali, ambientazioni italiane dal verace sapore nostrano, sperimentazioni stilistiche mai audaci ma efficaci. Nino torna da Londra e si lascia alle spalle le sue ambizioni d’attore e un amore senza futuro. Torna perché la sua anziana insegnante di recitazione, Terri, gli offre la possibilità di lavorare in un corso di teatro per anziani. Una sera di ottobre, all’uscita dal corso, si imbatte in una giovane donna, Adele, dalla quale è fatalmente attratto. Nino è turbato, confuso e non sa dove mettere questi sentimenti, anche perché nel rapporto con Adele (che scopre essere la nipote di Terri) si insinua la percezione di un mistero portato con semplicità e scioltezza. Adele lavora in un’agenzia di viaggi, che sembra, non meno del corso di teatro di Nino, esposta alla frivola mitezza della terza età, dato che ormai solo i gruppi di turisti anziani contano sui contatti “umanizzati” di una struttura di servizio. Perduti in questo mondo di vecchi, Nino e Adele vanno alla ricerca del proprio amore.

Per amore solo per amore

Il nuovo romanzo di Paolo Di Paolo, giovane autore pluripremiato e il cui talento fu avallato dal grande Tabucchi in occasione della pubblicazione di “Dove eravate tutti” propone, attraverso un impianto narrativo filtrato dalla voce narrante di Grazia, una storia di crescita personale condita da un mix di saporita tutta italiana: il conflitto generazionale del meraviglioso “Ai miei tempi..”, la presenza ingombrante e problematica di una popolazione vecchia, l’eterno dilemma tra ateismo e cristianesimo, la lontananza sempre più marcata dal faticoso giro di boa rappresentato dall’ingresso nell’età adulta.
Quando si diventa adulti in Italia? Quanto l’appartenenza ad una precisa epoca incide sulla qualità della vita che si sta vivendo? Qual è la genuinità del nostro vivere?Il vissuto di Nino, ventitreenne scapestrato, dall’ottobre del 2012 al maggio del 2013 offre la possibilità di conoscere le difficoltà legate alla crescita di una giovane persona quando nel suo cammino si incrociano due direttrici importanti: un serio impegno di lavoro e un sentimento d’amore vero. Nino torna in Italia da Londra perché Grazia, sua ex insegnante di teatro, gli propone, complice una madre disperata, una docenza a Roma in un corso di teatro per anziani. Incontra ogni lunedì Teresa, nipote trentenne di Grazia e sua accompagnatrice. Benché i due siano molto diversi, in loro nasce una reciproca curiosità che gradualmente li farà aprire l’uno all’altro…Scritto con una prosa frizzante, veloce, si lascia leggere facilmente offrendo alcuni spunti di riflessione intervallati da eventi storici recenti il cui impatto ha probabilmente segnato anche il vostro vissuto. Ho apprezzato l’idea di raccontare una storia “quasi solo d’amore” che avvicina ad un messaggio sempre attuale: amarsi e amare, affidandosi ad altri non sempre e necessariamente all’interno di un rapporto sentimentale. Lo consiglio a chi gradisce letture veloci ma non superficiali, ambientazioni italiane dal verace sapore nostrano, sperimentazioni stilistiche mai audaci ma efficaci.

                                                                           CARMELO  ALIBERTI

Informazioni su Carmelo Aliberti

Carmelo Aliberti è nato nel 1943 a Bafia di Castroreale (Messina), dove risiede, dopo la breve parentesi del soggiorno a Trieste, e insegna Lettere nel Liceo delle Scienze Sociali di Castroreale. È cultore di letteratura italiana presso l’Università di Messina, nominato benemerito della scuola, della cultura e dell’arte dal Presidente della Repubblica. Vincitore di numerosi premi, ha pubblicato i seguenti volumi di poesia: Una spirale d’amore (1967); Una topografia (1968); Il giusto senso (1970); C’è una terra (1972); Teorema di poesia (1974);Tre antologie critiche di poesia contemporanea( 1974-1976). POETI A GRADARA(I..II), I POETI DEL PICENUM. Il limbo la vertigine (1980); Caro dolce poeta (1981, poemetto); Poesie d’amore (1984); Marchesana cara (1985); Aiamotomea (versione inglese del prof. Ennio Rao, Università North Carolina, U.S.A., 1986); Nei luoghi del tempo (1987); Elena suavis filia (1988); Caro dolce poeta (1991); Vincenzo Consolo, poeta della storia (1992); Le tue soavi sillabe (1999); Il pianto del poeta (con versione inglese di Ennio Rao, 2002). ITACA-ITAKA, tradotta in nove lingue. LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA vol.I,p.753, Pellegrini ,Cosenza 2008; L'ALTRA LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA( Ed.Scolasiche -Superiori e Univesità-) Inoltre, di critica letteraria: Come leggere Fontamara, di Ignazio Silone (1977-1989); Come leggere la Famiglia Ceravolo di Melo Freni (1988); Guida alla letteratura di Lucio Mastronardi (1986); Ignazio Silone (1990); Poeti dello Stretto (1991); Michele Prisco (1993); La narrativa di Michele Prisco (1994); Poeti a Castroreale - Poesie per il 2000 (1995); U Pasturatu (1995); Sul sentiero con Bartolo Cattafi (2000); Fulvio Tomizza e La frontiera dell’anima (2001); La narrativa di Carlo Sgorlon (2003). Testi, traduzioni e interviste a poeti, scrittori e critici contemporanei; Antologia di poeti siciliani (vol. 1º nel 2003 e vol. 2º nel 2004); La questione meridionale in letteratura. Dei saggi su: LA POESIA DI BARTOLO CATTAFI e LA NARRATIVA DI FULVIO TOMIZZA E LA FRONTIERA DELL'ANIMA soono recentemente uscite le nuove edizioni ampliate e approfondite,per cui si rimanda ai relativi articoli riportati in questa sede. E' presente in numerose antologie scolastiche e sue opere poetiche in francese, inglese, spagnolo, rumeno,greco, portoghese, in USA, in CANADA, in finlandese e in croato e in ungherese. Tra i Premi, Il Rhegium Julii-UNA VITA PER LA CULTURA, PREMIO INTERN. Per la Saggistica-IL CONVIVIO 2006. Per LA NARRATIVA DI CARLO SGORLON. PREMIO "LA PENNA D'ORO" del Rotary Club-Barcellona. Sulla sua opera sono state scritte 6 monografie, una tesi di laurea e sono stati organizzati 9 Convegni sulla sua poesia in Italia e all'estero.

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