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SANDRO VERONESI

SANDRO VERONESI

BIOGRAFIA

Scrittore italiano, fratello del regista Giovanni Veronesi. Ha compiuto i suoi studi nel campo dell’architettura, optando definitivamente per la scrittura a 29 anni. Risale infatti al 1988 il suo primo libro Per dove parte questo treno allegro. Con Gli sfiorati Veronesi inizia a rivelarsi come uno scrittore fantasioso e raffinato. Nel 1992 esce Cronache italiane, raccolta di articoli apparsi per la maggior parte sul supplemento domenicale de il Manifesto negli anni tra il 1988 e il 1991.

Dopo lo studio sulla pena di morte nel mondo (Occhio per occhio), Veronesi scrive Venite, venite B 52 (vincitore del Premio Fiesole nel 1996), con cui si allontana fatalmente dalla narrativa della tradizione italiana, avvicinandosi a certi autori americani della cultura psichedelica, come Thomas Pynchon o Tom Robbins e ponendosi come figura atipica della nostra narrativa. La forza del passato (2000) vince il premio Viareggio e premio Campiello (da cui è poi tratto l’omonimo film di Piergiorgio Gay) e Caos calmo (2005) il premio Strega, poi film nel 2007 diretto da Antonello Grimaldi ed interpretato da Nanni Moretti. Il film è stato in gara al Festival di Berlino 2008. Del 2010 il romanzo XY edito da Fandango, vincitore del Premio Flaiano 2011 e del Premio Superflaiano 2011.Nello stesso anno   sempre per Fandango Libri è uscita la raccolta di racconti Baci Scagliati Altrove.

Nel 2012 Fandango ripubblica Gli sfiorati, “Un omaggio a Roma” come lo stesso autore definisce il romanzo da cui è tratto il film omonimo di Matteo Rovere. L’anno successivo esce per Bompiani Viaggi e viaggetti. Finché il tuo cuore non è contento. Del 2014 il romanzo Terre rare (Bompiani), vincitore del Premio Bagutta 2015, in cui ritorna Pietro Paladini, già protagonista di Caos Calmo; del 2015 Non dirlo. Il vangelo di Marco (Bompiani); del 2016 Un Dio ti guarda (La Nave di Teseo), del 2018 Cani d’estate (La Nave di Teseo). Ha collaborato con numerosi quotidiani e quasi tutte le riviste letterarie. Attualmente collabora con il “Corriere della Sera” e con “La Gazzetta dello Sport”. Ha cinque figli e vive tra Prato e Roma.

CAOS   CALMO

Libro Vincitore del Premio Strega 2006 –

Con il libro tra le mani ed osservandone il titolo ci si domanda come possa mai essere calmo il caos. Eppure leggendo “Caos calmo” di Sandro Veronesi man mano si arriva a comprenderlo.

In uno strano pomeriggio di fine estate, durante il quale Pietro ha rischiato di perdere la vita per salvare una sconosciuta dall’annegamento, la sua compagna Lara muore, lasciandolo solo a quarant’anni con una figlia di dieci. È cosa certa che la reazione di ogni persona rispetto alla morte è del tutto soggettiva, ma l’atteggiamento di Pietro, che sembra essere una non reazione, rappresenta una risposta estremamente singolare, quasi inverosimile. Accompagnando la figlia al suo primo giorno di scuola, decide di non recarsi al lavoro e di restare lì ad attenderla per tutto il tempo. Un tempo lungo, quasi sospeso, ogni giorno.

Ed ogni giorno qualcuno lo raggiunge in quella dimensione alternativa al caos quotidiano, trovando in quella calma apparente l’ascolto di cui sembra aver bisogno. Il capo ufficio, suo fratello, la cognata, amici, conoscenti e perfetti sconosciuti troveranno in Pietro lo specchio che permette loro di aprire un varco nell’anima, facendo uscire quella materia pulsante che troppo spesso viene dimenticata, nell’ordinato caos quotidiano di corse ad orari che trasfigura l’uomo contemporaneo, svelandone tutto il suo (inutile) affanno.

Nell’elaborazione quasi inconsapevole del proprio dolore, Pietro riuscirà ad entrare in sintonia con i malesseri più o meno tragici di tutti quei personaggi, entrando in un ascolto empatico che rivela, attraverso la percezione altrui, l’assoluta necessità di comprendere la contorta natura umana. Una percezione sensibile che sembra non aver mai avuto in passato, forse perché ancora chiuso nella sua sorda individualità, e che infine lascerà il posto ad una percezione istintiva, nuda e cruda, nell’accettazione universale delle proprie debolezze. All’interno dell’auto parcheggiata fuori la scuola della figlia, le bellissime canzoni dei Radiohead sembrano suggerire a Pietro gli spunti per le sue profonde introspezioni. Sarà perché, nel momento in cui un evento imprevisto e tragico riesce ad operare nell’uomo il prodigio dell’apertura verso l’esterno, le parole – che siano i versi di una canzone o di una poesia – sono gli input che per primi riescono a varcare quell’accesso fortuito, raggiungendo insospettabili profondità.

Scrittore italiano, fratello del regista Giovanni Veronesi. Ha compiuto i suoi studi nel campo dell’architettura, optando definitivamente per la scrittura a 29 anni. Risale infatti al 1988 il suo primo libro Per dove parte questo treno allegro. Con Gli sfiorati Veronesi inizia a rivelarsi come uno scrittore fantasioso e raffinato. Nel 1992 esce Cronache italiane, raccolta di articoli apparsi per la maggior parte sul supplemento domenicale de il Manifesto negli anni tra il 1988 e il 1991. Dopo lo studio sulla pena di morte nel mondo (Occhio per occhio), Veronesi scrive Venite, venite B 52 (vincitore del Premio Fiesole nel 1996), con cui si allontana fatalmente dalla narrativa della tradizione italiana, avvicinandosi a certi autori americani della cultura psichedelica, come Thomas Pynchon o Tom Robbins e ponendosi come figura atipica della nostra narrativa. La forza del passato (2000) vince il premio Viareggio e premio Campiello (da cui è poi tratto l’omonimo film di Piergiorgio Gay) e Caos calmo (2005) il premio Strega, poi film nel 2007 diretto da Antonello Grimaldi ed interpretato da Nanni Moretti. Il film è stato in gara al Festival di Berlino 2008. Del 2010 il romanzo XY edito da Fandango, vincitore del Premio Flaiano 2011 e del Premio Superflaiano 2011.Nello stesso anno sempre per Fandango Libri è uscita la raccolta di racconti Baci Scagliati Altrove. Nel 2012 Fandango ripubblica Gli sfiorati, “Un omaggio a Roma” come lo stesso autore definisce il romanzo da cui è tratto il film omonimo di Matteo Rovere. L’anno successivo esce per Bompiani Viaggi e viaggetti. Finché il tuo cuore non è contento. Del 2014 il romanzo Terre rare (Bompiani), vincitore del Premio Bagutta 2015, in cui ritorna Pietro Paladini, già protagonista di Caos Calmo; del 2015 Non dirlo. Il vangelo di Marco (Bompiani); del 2016 Un Dio ti guarda (La Nave di Teseo), del 2018 Cani d’estate (La Nave di Teseo). Ha collaborato con numerosi quotidiani e quasi tutte le riviste letterarie. Attualmente collabora con il “Corriere della Sera” e con “La Gazzetta dello Sport”. Ha cinque figli e vive tra Prato e Roma.

XY

“XY” è l’ultimo romanzo di Sandro Veronesi edito dalla casa editrice Fandango. La sua uscita è prevista per il prossimo mese di ottobre, ma il romanzo sta già facendo parlare di sé da un pò di tempo. Non si conosce assolutamente niente della trama di questo libro ma sul web sono stati messi a disposizione degli utenti e dei futuri lettori molti indizi. Il sito internet appositamente realizzato, nel 2014 non è più funzionante e trasporta l’utente direttamente ad una scrivania in legno. Sopra la scrivania c’è una tastiera del computer macchiata di sangue, un mouse e molti indizi tra i quali videocassette, musicassette, immagini, ritagli di giornale, appunti.

Si tratta di una vera e propria battaglia virale che mira ovviamente al lancio del libro sul mercato. Il fatto che il libro sia sulla bocca di tutti già prima della sua uscita e il fatto che attorno ad esso siano nati appositi gruppi su facebook e su twitter significa che la pubblicità sta sicuramente funzionando. Il gruppo su facebook è un gruppo davvero molto attivo dove i lettori si scambiano continuamente opinioni riguardo agli indizi nel tentativo di riuscire a districare i nodi di questo fitto mistero aiutandosi a vicenda. Ma gli indizi sono davvero criptici e ogni quattro o cinque giorni se ne aggiungono di nuovi per mantenere alta la tensione.

Ma si tratta davvero solo di un’operazione di marketing? Sembra proprio di no. La casa editrice Fandango ha infatti annunciato che i video e le immagini continueranno ad essere pubblicati sul web anche dopo l’uscita del libro. Materiale multimediale di vario genere ma anche testi inediti scritti da Veronesi stesso saranno pubblicati sul web come se questo fosse il luogo in cui il romanzo può prendere vita. Qui sarà possibile approfondire alcuni aspetti dei personaggi, integrare la storia e renderla appunto più reale. Chissà dove porterà questa iniziativa. Alcuni scrittori la trovano un’idea geniale che deve assolutamente essere utilizzata anche per altri romanzi. Altri scrittori invece si affermano talmente gelosi delle proprie parole da preferire che il romanzo rimanga racchiuso all’interno della sua copertina. Anche i lettori sono probabilmente divisi ma è vero però che sono talmente tante le persone che si collegano al sito internet di XY e che si iscrivono ogni giorno al gruppo su facebook che non possiamo non affermare che si tratti di una strategia.

Venite, Venite B-52

Ci sono uomini che solo la Storia riesce a fermare; uno di questi è Ennio Miraglia, che i grandi eventi del XX secolo hanno portato alla rovina: prima i Beatles, che con la loro musica hanno fatto tramontare i suoi sogni di sassofonista, e lo hanno indotto a diventare boss dell’intermediazione, imbonitore televisivo e guru della televisione interattiva. Poi il crollo del comunismo, che blocca un accordo commerciale con cui avrebbe potuto trasformare in realtà il suo sogno. Ennio si ritrova così a imboccare la via della latitanza per sfuggire al mandato di cattura per appropriazione indebita: un piccolo grande eroe di oggi che si destreggia con simpatia tra night club e sezioni di partito, attorniato da collaboratori ottusi alle prese con riti di purificazione disperati e inefficaci.

La forza del passato

A Roma un tranquillo quarantenne che si guadagna da vivere scrivendo libri per ragazzi viene avvicinato da uno strano tassista, che lo convince ad ascoltare una rivelazione “pazzesca”: suo padre, morto da poco, non sarebbe stato il generale democristiano e bigotto che lui aveva sempre creduto, ma una spia russa al servizio del KGB. Da questo momento lo scudo protettivo che il protagonista aveva tenacemente costruito attorno a sé e alla sua famiglia comincia a sgretolarsi. Crollata anche l’ultima illusione, quella di una pace coniugale perseguita per anni, lo scrittore scopre – o meglio, dubita, senza averne la certezza – d’essere sempre stato diverso da come credeva di essere, con un padre diverso (una spia?), una moglie diversa (infedele?), e un diverso passato con cui fare i conti. Come nessun altro scrittore italiano di oggi, Sandro Veronesi sa allestire una irresistibile macchina narrativa – una macchina fatta di colpi di scena spettacolari, di movenze da romanzo giallo, di sipari comico-grotteschi sulla “incredibile” Italia di oggi – e, insieme, suggerire al meravigliato lettore che la storia che sta leggendo di null’altro parla, se non della sua vita più profonda. Premio Campiello 2000 e Premio Viareggio

L’ALBERO BIANCO

L’ho detto ai carabinieri, l’ho detto al Procuratore, l’ho detto a tutti quelli che mi hanno chiesto “cosa avete visto?”: l’albero, abbiamo visto, l’albero ghiacciato. È stata la prima cosa che abbiamo visto, appena arrivati al bosco – e anche dopo, quando abbiamo visto il resto, è rimasto l’unica cosa intera che abbiamo visto. L’albero. Era lì, al suo posto, all’imboccatura del bosco, cristallizzato come sempre nel suo cappotto di ghiaccio, la cui trasparenza era offuscata dalla neve fresca – ma era rosso. Era rosso, sì, come se Beppe Formento, nell’atto di ghiacciarlo, avesse messo dello sciroppo di amarena nel cannone. In quel bianco fatale era l’unica cosa che mantenesse una forma, e sembrava – non esagero – acceso, pulsante di quell’intima luce aurorale che ancora oggi mi ritrovo a sognare. Sogno quella trasparenza rossa, sì, ancora oggi, e la sogno senza più l’albero, ormai, senza nemmeno più la forma dell’albero: sogno quel colore e nient’altro. Un tramonto imprigionato in un cielo di gelatina, un sipario di quarzo rosso che cala sul mio sonno, un’immensa caramella Charms che si mangia il mondo, ho continuato a sognare quella trasparenza rossa e continuo a farlo, perché è ciò che abbiamo visto, quando siamo arrivati al bosco. Cosa avete visto? Abbiamo visto l’albero ghiacciato intriso di sangue.

PER DOVE PARTE QUESTO TRENO IN ALLEGRIA

Un padre che ricompare improvvisamente nella vita del figlio nel pieno di un’assolata estate romana. Un inizio lento, quasi solenne Con uno stile da romanzo di formazione, Sandro Veronesi inizia a costruire il suo romanzo d’esordio: un’opera prima poco appariscente, tuttavia piuttosto interessante.

Dopo qualche capitolo introduttivo, assistiamo alla rivelazione, da parte del padre, dello scopo della sua visita: chiede l’aiuto del figlio per recuperare un ingente capitale depositato in una banca svizzera. Si tratta di soldi ’risparmiati’ al fallimento delle attività imprenditoriali del genitore e portati oltre confine. Il figlio dovrà riportare questi soldi in Italia, rischiando però una seria compromissione legale. Ma questo viaggio in Svizzera, in realtà, può aspettare: i due non hanno fretta e con loro l’autore, più intenzionato a descrivere il loro tormentato rapporto, un rapporto tra due adulti profondamente diversi, legati dal legame di sangue, certo, ma lontani per carattere e aspettative. E allora c’è tutto il tempo per tornare, finalmente insieme, nei luoghi delle loro estati del passato, a rivedere, ad esempio, l’ex-fidanzata del figlio, ora donna sposata e madre di un bimbo. Quel bimbo che, anni prima, lei non aveva voluto tenere, scava ancora un solco tra i due giovani, tuttavia il tempo comincia a sanare le loro ferite. Il figlio si reca alla fine in Svizzera e ritira quei soldi, ma… Un finale sorprendente ci mostra come i soldi non rappresentano necessariamente un traguardo, un fine ultimo. Spesso sono solo la nebbia che confonde i nostri cammini, incerti, verso la felicità. Quella vera.

Lo stile di scrittura è assolutamente pacato, le avventure vengono narrate quasi da lontano, sembrano leggermente sfuocate, mute. I capitoli si susseguono senza far rumore, tutto sembra sia già stato scontato, assimilato, vissuto, anche ciò che ancora, effettivamente, resta da affrontare, quasi che le conseguenze di tutto siano già note, che gli esiti degli sforzi dei personaggi siano conosciuti a priori dai lettori e persino dagli stessi protagonisti. E forse il ’vero’ Sandro Veronesi lo si scopre con le sue opere successive, maggiormente mature, tra tutte ricordiamo ’La forza del passato’ e ’Caos calmo’.

UN   DIO TI GUARDA

Un dio ti guarda non è un libro di sport. È un libro di epica. Sandro Veronesi non racconta personaggi dello sport, ma pezzi di storia, della nostra storia. Eroi, semidei osannati dalle folle e consacrati dalla mitologia, sono accanto a sconosciuti uomini e donne che hanno attraversato stadi, campi di calcio e di tennis, l’aria, il mare e le terre estreme. Muhammad Alì, e il suo mitico incontro con Foreman; Duke Kahanamoku, il surfista hawaiano bello come il sole, possente, leggero come una farfalla che ha insegnato al mondo a cavalcare le onde più alte del Pacifico; l’immaginazione di Tarcisio Burgnich nella storica Italia-Germania 4 a 3 di Città del Messico; la rocambolesca vicenda di un portiere, Helmuth Duckadam, e della sua jeep nella Romania di Ceauşescu; la pattinatrice Tonya Harding, dall’aggressione alla sua rivale al video porno della prima notte di nozze; le ombre della grande boxe che fu, sulla colonna sonora immortale di Franco Califano. Chiude il libro un racconto inedito di Massimiliano Governi. Un dio ti guarda illumina angoli della nostra memoria e della nostra storia, mentre riscrive vicende apparentemente lontane. È un incontro imperdibile, senza arbitri né vincitori, tra la Letteratura e la vita.

CANI    D’ESTATE

Sandro Veronesi stava scrivendo un romanzo. Autore di romanzi come Caos calmo premiato allo Strega nel 2006, come l’avvincente XY , come Terre rare, lo scrittore fiorentino, del 1959, ha posato la penna, o smesso di digitare sulla tastiera a vantaggio della narrativa, e ha virato su un pamphlet: Cani d’estate (La nave di Teseo, 112 pp., 7 euro), in uscita questo 29 novembre. Perché? “Ho sentito che c’era qualcosa di più urgente come imbarcarmi nelle navi delle ong che soccorrono i migranti”, dichiara lo scrittore a Simonetta Fiori su Repubblica di oggi domenica 25 novembre in una conversazione con Roberto Saviano sugli intellettuali che rialzano la testa contro la deriva autoritaria incarnata in primo luogo dal vicepremier, ministro dell’Interno e capo indiscusso della Lega Matteo Salvini. Il quale non perde occasione di attaccare le ong e chi si occupa di migranti, spalleggiato da un Luigi Di Maio, che concorda pienamente se è arrivato a definire con disprezzo le navi che soccorrono migranti nel Mediterraneo “taxi del mare”. “Sull’Aquarius c’erano uomini e donne scampati alla morte”. Veronesi racconta l’attacco di Salvini, e non solo suo, alla Aquarius ha scatenato la sua penna: le parole del vicepremier ‘pacchia’ e ‘crociera’ hanno “reso ancora più intollerabile l’accaduto. Sull’Aquarius c’erano uomini e donne che avevano rischiato la morte, nei campi libici e in mare. Mi sono sentito impotente come scrittore – confessa – e ho sentito la necessità di metterci il corpo, ossia di rendermi disponibile per una missione su una di quelle navi. Ho scritto una lettera pubblica a Saviano, sono state tantissime le adesioni di scrittori, artisti, registi. Qualcuno si è già imbarcato”.

“Gli attacchi agli intellettuali

Veronesi si imbarcherà presto. Registra come sui social, da Twitter a Facebook, siano pratica quotidiana gli attacchi violenti, vergognosi, vigliacchi, a Saviano e a chi esprime pensieri contrari alla vulgata contro i migranti e contro una cultura che vuole comprendere e aprirsi. “A me pare che il disprezzo degli intellettuali, che in passato ho avuto modo di sperimentare, abbia assunto tonalità più sinistre. Mi viene in mente il fascismo. Le citazioni di Salvini del ‘me ne frego’ e del ‘tiro diritto’ non sono casuali”. Certo, rispetto al fascismo che uccideva e imprigionava “oggi basta sopprimerti civilmente, screditarti, il metodo resta lo stesso”. Tuttavia l’uscita stessa del pamphlet e la discussione dimostrano che le correnti non vanno solo nella direzione voluta da Salvini e Di Maio. “È significativo che per questo mio libretto la Spagna abbia già chiesto i diritti – riferisce giustamente Veronesi – Sta crescendo in Europa una comunità intellettuale e scientifica dove non è ritenuto ammissibile attaccare i vaccini o mettere in discussione i diritti fondamentali”, commenta sempre Veronesi.

“L’ideologia: Il principio di salvare”

Sul Corriere della Sera lo scrittore ha ricevuto una recensione elogiativa di Luigi Manconi il quale vede, nel libro, “la pietra fondativa non di una nuova ideologia (nella crisi incipiente delle grandi narrazioni storiche), ma una sorta di nuovo stile di vita basato sul principio, appunto, del salvare i corpi. Un accordo provvisorio, diciamo così, tra gli uomini che non vogliono essere né vittime né carnefici”. Questo pamphlet infatti, come riferito dal giornale Tirreno del 19 novembre, per Veronesi non nasce da una “ferita intima” quanto da una “ferita collettiva, inferta da un ristretto numero di persone a un gran numero di personaggi.

TERRE RARE

In questo romanzo torna Pietro Paladini, protagonista di “Caos calmo”, che riprende il suo viaggio, sconvolto dal caos distruttore che travolge ogni valore interiore dell’uomo, lasciandolo peregrinare nei labirinti dell’anima, alla ricerca di un approdo certo, dove potersi liberare dall’effimero e dalle pseudo-mitologie e dai feticci accecanti della civiltà post-moderna, sommersa dalla libidine del sesso, del denaro, del successo, dell’apparire, degli inganni, dei tradimenti, delle seduzioni  del male assoluto e  della catabasi nel girone infernale della lussuria e da una sconfinata voglia di dissacrazione di ogni bene.

Nel giro di ventiquattr’ore, Paladini perde il controllo della propria vita: fa un grave errore sul lavoro, gli viene sequestrata la patente, trova l’ufficio sigillato dalla Finanza, scopre che il suo socio è fuggito lasciandolo nei guai, rompe definitivamente con la sua compagna – e nel frattempo sua figlia è scappata da casa. Credendosi braccato, fugge a sua volta, alla cieca, ma lo sfacelo cui si è di colpo ridotta la sua vita, man mano che egli lo affronta, si rivela sempre più chiaramente un approdo, fatale e familiare – secondo una mappa interiore che era stata tenacemente rimossa. Quest’uomo è Pietro Paladini, l’eroe immobile di Caos calmo, che nove anni dopo ritroviamo nella situazione opposta, roso dall’ansia e senza più un posto dove stare, costretto a vagare alla ricerca di quella pace improvvisamente perduta, o meglio – e questa sarà la sua scoperta – mai veramente avuta. La rimozione, la fuga, la famiglia che si disgrega, il confuso declino dell’Occidente, lo sforzo tragicomico di restare onesti in un tempo che spinge continuamente verso l’illegalità – e poi, di colpo, la verità. Alla fine di Caos calmo Paladini rispondeva a un celebre verso di Dylan Thomas affermando che “la palla che lanciammo giocando nel parco è tornata giù da un pezzo. Dobbiamo smettere di aspettarla”. Si sbagliava, la palla era ancora per aria. Torna giù ora, in Terre rare.

Informazioni su Carmelo Aliberti

Carmelo Aliberti è nato nel 1943 a Bafia di Castroreale (Messina), dove risiede, dopo la breve parentesi del soggiorno a Trieste, e insegna Lettere nel Liceo delle Scienze Sociali di Castroreale. È cultore di letteratura italiana presso l’Università di Messina, nominato benemerito della scuola, della cultura e dell’arte dal Presidente della Repubblica. Vincitore di numerosi premi, ha pubblicato i seguenti volumi di poesia: Una spirale d’amore (1967); Una topografia (1968); Il giusto senso (1970); C’è una terra (1972); Teorema di poesia (1974);Tre antologie critiche di poesia contemporanea( 1974-1976). POETI A GRADARA(I..II), I POETI DEL PICENUM. Il limbo la vertigine (1980); Caro dolce poeta (1981, poemetto); Poesie d’amore (1984); Marchesana cara (1985); Aiamotomea (versione inglese del prof. Ennio Rao, Università North Carolina, U.S.A., 1986); Nei luoghi del tempo (1987); Elena suavis filia (1988); Caro dolce poeta (1991); Vincenzo Consolo, poeta della storia (1992); Le tue soavi sillabe (1999); Il pianto del poeta (con versione inglese di Ennio Rao, 2002). ITACA-ITAKA, tradotta in nove lingue. LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA vol.I,p.753, Pellegrini ,Cosenza 2008; L'ALTRA LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA( Ed.Scolasiche -Superiori e Univesità-) Inoltre, di critica letteraria: Come leggere Fontamara, di Ignazio Silone (1977-1989); Come leggere la Famiglia Ceravolo di Melo Freni (1988); Guida alla letteratura di Lucio Mastronardi (1986); Ignazio Silone (1990); Poeti dello Stretto (1991); Michele Prisco (1993); La narrativa di Michele Prisco (1994); Poeti a Castroreale - Poesie per il 2000 (1995); U Pasturatu (1995); Sul sentiero con Bartolo Cattafi (2000); Fulvio Tomizza e La frontiera dell’anima (2001); La narrativa di Carlo Sgorlon (2003). Testi, traduzioni e interviste a poeti, scrittori e critici contemporanei; Antologia di poeti siciliani (vol. 1º nel 2003 e vol. 2º nel 2004); La questione meridionale in letteratura. Dei saggi su: LA POESIA DI BARTOLO CATTAFI e LA NARRATIVA DI FULVIO TOMIZZA E LA FRONTIERA DELL'ANIMA soono recentemente uscite le nuove edizioni ampliate e approfondite,per cui si rimanda ai relativi articoli riportati in questa sede. E' presente in numerose antologie scolastiche e sue opere poetiche in francese, inglese, spagnolo, rumeno,greco, portoghese, in USA, in CANADA, in finlandese e in croato e in ungherese. Tra i Premi, Il Rhegium Julii-UNA VITA PER LA CULTURA, PREMIO INTERN. Per la Saggistica-IL CONVIVIO 2006. Per LA NARRATIVA DI CARLO SGORLON. PREMIO "LA PENNA D'ORO" del Rotary Club-Barcellona. Sulla sua opera sono state scritte 6 monografie, una tesi di laurea e sono stati organizzati 9 Convegni sulla sua poesia in Italia e all'estero.

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