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CLAUDIO MAGRIS TEMPO CURVO A KRAMES

I cinque protagonisti di questi racconti si ritrovano tutti a fare i conti con un tempo che sembra non avere inizio né fine, corrente di un fiume che conduce alla foce e alla sorgente.

«Uno dei più grandi scrittori del nostro tempo»Mario Vargas Llosa.

«Sempre vuol dire vivere o morire? Il vetro della clessidra si accende e si colora nella luce che lo attraversa, una luce dorata rugginosa quando la clessidra è colma di sabbia e giallorosa pallido quando si svuota.»

I cinque protagonisti di questi racconti si ritrovano tutti a fare i conti con un tempo che sembra non avere inizio né fine, corrente di un fiume che conduce alla foce e alla sorgente. Il ricco e ormai vecchio industriale che inscena una beffarda ritirata dalla vita; il maestro di musica che dopo tanti anni rivede il proprio allievo in un incontro di ambigua ed elusiva crudeltà; il viaggiatore che, nella piccola e assopita cittadina di Krems, mosso da una coincidenza apparentemente insignificante, scopre il non tempo della vita e dell’amore in cui tutto è presente e simultaneo; il vecchio scrittore ospite d’onore di un premio che misura la propria estraneità al mondo e ai riti della letteratura; e infine il sopravvissuto della Grande Guerra e della grande stagione culturale della Trieste absburgica e irredentista che osserva le riprese di un film dedicato a una vicenda della sua giovinezza e di quella dei suoi amici stentando a riconoscere sé stesso e i propri compagni nei gesti e nelle battute degli attori che li interpretano. Ironicamente crudeli, malinconicamente sobri, i cinque personaggi sembrano a poco a poco attutire l’intensità delle loro esistenze, sfumando la distinzione tra finzione e realtà, con la consapevolezza che anche «le pagine invecchiano come le cose vive: fanno orecchie d’asino, si sgualciscono, avvizziscono. Come la mia pelle».

Gli occhi dei protagonisti non più giovani vedono la realtà come sdoppiata:la realtà di oggi e quella del passato.Il tempo non procede come una linea retta, ma come una linea curva ripiegata su se stessa.Il primo racconto si intitola “Il custode”,un anziano giunto a Trieste ai tempi dell’impero dalla Moravia,che ha accumulato un impero finanziario,ma ad un certo punto della sua vita, decide di spogliarsi di tutto,lasciando per sé, solo un condominio di dieci appartamenti,ritirandosi a vivere nella guardiola del custode,ignorato dagli abitanti del condominio,dormendo nel sottoscala e svolgendo le funzioni di portiere dell’intero palazzo. Il secondo ha per titolo “Lezioni di musica”,che scandisce la vita del

 musicologo triestino Vito Levi e del suo allievo Raffaello de Banfield-Tricpovich.”Tempo curvo a Krems,trae il titolo da una cittadina dellla bassa Austria,nota per la sua produzione vinicola ed ha come protagonista lo stesso autore che, dopo una conferenza, si trova a cena con una signora triestina che riferisce di parlare spesso di lui con Nori,sua compagnadi classe del liceo classico,bellissima e ammirata da tutti i compagni, che di fronte a lei, non riuscivano a parlare (tale comporta-mento assume anche Petrarca di fronte alla sua Laura che: “Gli occhi non riuscivan a guardare”). Magris paragona la sua conferenza con una lezione seguita da studente al Centro di Fisica,nella quale il tempo era definito come una serie di “coni di luce” nello spazio che viaggiano con una velocità vertiginosa. Ne “Il Premio” l’atmosfera friulana trasferita in Piemonte, a Torino,dove Magris si laureò ed iniziò la sua carriera di docente di letteratura germanica. Gianni Stuparich nel profilo di un anziano lo ritroviamo in “Esterno giorno in Val Rosandra,dove si sta girando un documentario sulla vita dello scrittore triestino.La figura femminile è interpretata da una ragazza romana che è la donna amata da Stuparich,che non ha le quaità della donna triestina aiu tempi dell’Austria.Il tempo è curvo anche a Trieste come a Krems. I cinque racconti intessono una sintesi,tra parte saggistica legata al mistero del tempo e una narrativa,fuse armonicamente ,grazie al miracolo della poesia. Alla fine si ha la percezione di un viaggio tra i riecheggiamenti di un tempo sepolto nel passato e le suggestioni del presente piatto su cui galleggiano i fantasmi riemergenti di un tempo perduto.

N.B. Dell’intera opera di Claudio Magris ci siamo occupati nel I Tomo della Letteratura.

Informazioni su Carmelo Aliberti

Carmelo Aliberti è nato nel 1943 a Bafia di Castroreale (Messina), dove risiede, dopo la breve parentesi del soggiorno a Trieste, e insegna Lettere nel Liceo delle Scienze Sociali di Castroreale. È cultore di letteratura italiana presso l’Università di Messina, nominato benemerito della scuola, della cultura e dell’arte dal Presidente della Repubblica. Vincitore di numerosi premi, ha pubblicato i seguenti volumi di poesia: Una spirale d’amore (1967); Una topografia (1968); Il giusto senso (1970); C’è una terra (1972); Teorema di poesia (1974);Tre antologie critiche di poesia contemporanea( 1974-1976). POETI A GRADARA(I..II), I POETI DEL PICENUM. Il limbo la vertigine (1980); Caro dolce poeta (1981, poemetto); Poesie d’amore (1984); Marchesana cara (1985); Aiamotomea (versione inglese del prof. Ennio Rao, Università North Carolina, U.S.A., 1986); Nei luoghi del tempo (1987); Elena suavis filia (1988); Caro dolce poeta (1991); Vincenzo Consolo, poeta della storia (1992); Le tue soavi sillabe (1999); Il pianto del poeta (con versione inglese di Ennio Rao, 2002). ITACA-ITAKA, tradotta in nove lingue. LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA vol.I,p.753, Pellegrini ,Cosenza 2008; L'ALTRA LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA( Ed.Scolasiche -Superiori e Univesità-) Inoltre, di critica letteraria: Come leggere Fontamara, di Ignazio Silone (1977-1989); Come leggere la Famiglia Ceravolo di Melo Freni (1988); Guida alla letteratura di Lucio Mastronardi (1986); Ignazio Silone (1990); Poeti dello Stretto (1991); Michele Prisco (1993); La narrativa di Michele Prisco (1994); Poeti a Castroreale - Poesie per il 2000 (1995); U Pasturatu (1995); Sul sentiero con Bartolo Cattafi (2000); Fulvio Tomizza e La frontiera dell’anima (2001); La narrativa di Carlo Sgorlon (2003). Testi, traduzioni e interviste a poeti, scrittori e critici contemporanei; Antologia di poeti siciliani (vol. 1º nel 2003 e vol. 2º nel 2004); La questione meridionale in letteratura. Dei saggi su: LA POESIA DI BARTOLO CATTAFI e LA NARRATIVA DI FULVIO TOMIZZA E LA FRONTIERA DELL'ANIMA soono recentemente uscite le nuove edizioni ampliate e approfondite,per cui si rimanda ai relativi articoli riportati in questa sede. E' presente in numerose antologie scolastiche e sue opere poetiche in francese, inglese, spagnolo, rumeno,greco, portoghese, in USA, in CANADA, in finlandese e in croato e in ungherese. Tra i Premi, Il Rhegium Julii-UNA VITA PER LA CULTURA, PREMIO INTERN. Per la Saggistica-IL CONVIVIO 2006. Per LA NARRATIVA DI CARLO SGORLON. PREMIO "LA PENNA D'ORO" del Rotary Club-Barcellona. Sulla sua opera sono state scritte 6 monografie, una tesi di laurea e sono stati organizzati 9 Convegni sulla sua poesia in Italia e all'estero.

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