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RUBRICA: BRICIOLE DI VITA a cura di Carmelo Aliberti

A   BARCELLONA P.G. SARA’ RIPROPOSTO IL PREMIO AL GRANDE POETA BARTOLO CATTAFI

Apprendo con soddisfazione che a Barcellona P.G.(Messina) si è rilanciata l’idea di rinnovare  il progetto del Premio Bartolo Cattafi interrotto da circa 15 anni,per incomprensibili motivi,in quanto il Premio godeva di grande stima in tutta la penisola,sia perchè onorava in tal modo e a prestigiosi livelli un grande poeta siciliano del Secondo Novecento, ideatore di un nuovo corso della creazione poetica consona ai ritmi vertiginosi dello sviluppo industriale,sociale e civile della contemporaneità. Non ci soffermiamo volutamente sulle connotazioni  specifiche ed innovative della sua poesia. Lo abbiamo fatto in cinque edizioni, sempre più ampie,con diversi editori, del nostro saggio sull’intera opera del poeta, perchè ce ne siamo occupati costantemente per circa 50 anni in Italia e all’estero,da quando lo incontrai nell’ospedale della sua città ,nel giorno in cui sono nati i nostri  due figli,ma conoscevo già la sua produzione poetica,di cui lui parlava poco. Insieme ad altre voci poetiche siciliane, eravamo presenti anche noi con testi poetici e brevi interviste  nella “storica Antologia poetica dei siciliani,edita dal compianto editore Carbone che aveva sede a Messina. L’Antologia ebbe una vastissima diffusione ed è ricercata dagli addetti ai lavori anche oggi, come ho potuto constatare,tra l’altro,anche a Trieste,in Croazia dove annualmente sono ospite d’onore al Forum Tomizza e dove hanno tradotto in croato il mio saggio Fulvio Tomizza e la Frontiera dell’anima,unico saggio completo sulla narrativa dello scrittore triestino di Materada. Ancora più ricercato in Francia,nel corso di un convegno su tutta la mia attività letteraria tradotta in francese nelle edizioni del CELIS , la collana universitaria della Blaise Pascal University. Mio cugino che insegna alla North Carolina in USA, ha tenuto corsi universitari sulla poesia di Cattafi e anche la prof.a Paola Bianco, che è stata mia ospite a Bafia, è autrice del volume “Da Quasimodo,a Cattafi ad Aliberti e lo ha fatto studiare nei suoi corsi .Quando insegnavo nei corsi integrativi pre-universitari,ho impegnato molti studenti sulla poesia del Nostro,regalando ai ragazzi i miei libri .Ma importante è stata la stima reciproca con il poeta che spesso andavo a trovare nella  sua aerea e isolata villa di Terme Vigliatore,come in ogni tempo hanno fatto  grandi poeti,che lontani  dai caotici e assordanti  fragori della città,si sono ritirati in campagna,dove nei colori verdi,azzurri ,celesti e solari accerchiati dagli inebrianti profumi della natura,ritrovano nel più assoluto silenzio ,i semi dell’armonia poetica,come fecero Orazio ,Virgilio e molti altri anche oggi,quando esistono veri governanti che,come il divino Augusto,concentrano la loro attenzione sul ruolo ideale che svolgono i poeti per inondare il cuore degli uomini con l’armonia dei loro versi e la purezza del loro esempio di vita. Nel 1983, per suggerimento del senatore e Sindaco Carmelo Santalco,a cui ero molto vicino,si rammaricava di non poter contare su persone adatte per occuparsi del settore culturale della città e riteneva utile far rinascere La Pro Loco,che finchè fu in attività, mantenne proficua la sua funzione culturale. “La notte spesso non dormo per pensare cosa escogitare per dare lavoro alla gente. Tra mille difficoltà,sono riuscito a fornire alla mia città strutture essenziali, nei settori essenziali, non sono riuscito,invece,a far decollare iniziative culturali,con persone che hanno la cultura nel sangue…Potresti impegnarti tu in questo progetto?”Spiegai i seri e responsabili  motivi che mi impedivano di accettare la sua proposta,ma gli suggerii il nome di un amico affidabile di allora,su cui si poteva contare,ma ignoravano la sua visione del progetto e il risultato. L’amico era riottoso ad accettare,perché,conoscendo bene le reazioni pilotate dai partiti e le attese,’avrebbero sabotato l’iniziativa che avrebbe consolidato il potere del senatore e ciò li avrebbe danneggiati. Assicurò che egli avrebbe sostenuto in ogni modo lecito l’iniziativa,anzi garantì la presenza di numerose persone alla prima assemblea per l’elezione del comitato direttivo. La promessa fu mantenuta, perché furono presenti,docenti ingegneri,commercianti,studenti e professionisti di ogni genere ,e la Pro Loco decollò. Primo obiettivo la ripresa del Premio Cattafi ad alto livello. Perciò,il presidente eletto,in piena notte venne a casa mia per aiutarlo a stilare il programma delle attività da svolgere entro un anno e il regolamento del Premio Cattafi,stilando anche l’elenco dei nomi per la nomina della Giuria .La manifestazione della premiazione riscosse un vastissimo successo e, sull’onda dell’entusiasmo, assicurammo l’appuntamento all’anno successivo. Ma qualcosa  avvenne di negativo,perché si disse che furono i soliti “ franchi tiratori a tramare nell’ombra,tanto che l’edizione dell’anno successivo fu scadente,per cui,in seguito alla delusione del pubblico,l’Amministrazione Comunale cessò di erogare contributi e  finanziariamente. Intanto il sottoscritto si era dimesso dalla giuria,per non farsi manipolare o corrompere per votare loro amici,dei quali non avevano letto nemmeno i libri dei partecipanti e credevano di poter assegnare il riconoscimento ai loro amici lontani,Accaddero cose inaccettabili che racconterò in altra circostanza,perché in questa sede sarebbe molto lungo il racconto. Comunque,per meglio valutare il comportamento dei accoltellatori clandestini,l’anno successivo,inviai al Premio il  volume I edizione alla Segreteria del Premio e non ebbi alcun riscontro di ricevuta. Quando sulla stampa apparvero i nomi dei partecipanti,il mio naturalmente non c’era. Indagai sulla situazione e nessuno aveva visto il mio libro tra i partecipanti,ma io avevo scoperto che aveva fatto sparire il mio “Sul sentiero…con Bartolo Cattafi” Preferii tacere e allentare i rapporti con taluni e continuare sulla mia strada a lavorare ad arricchire e migliorare l’analisi critica e concettuale,continuando la diffusione della poesia di Cattafi con saggi parziali su giornali e riviste italiane e straniere.,quali “La fiera letteraria”,Avvenire”,Gazzetta di Parma”, Il tempo di Roma” Il lavoratore “  di Genova, Tribuna Letteraria”-Padova, La nuova Tribuna” di Roma,Nostro tempo”,Napoli, “Il giornale di Sicilia” “La Sicilia di Catania A-Z di Barcellona P.G., Il giornale di Roma”, il QN ,giornale nazionale. su Cultura Novecento, su Arenaria,su Polimnia,su La procellaria di R.C. (il lungo articolo fu letto dal giornale Valdese,che giudicò il mio Cattafi,come il migliore pubblicato sul Nostro Poeta. Con tanti importanti articoli e giudizi dei migliori critici,organizzai un Convegno a Rodì Milici,presieduto dal Prof. G. Rando dell’Università di Messina e a Barcellona nella Sala Convegni La Rosa, per iniziativa  della prof.a  Raffaella Campo,al tempo, assessore alla Cultura del Comune di Barcellona. Ho pubblicato saggi anche sulle mie Letterature su scrittori e poeti siciliani contemporanei) e sulla mia Rivista Internazionale di Letteratura TERZO MILLENNIO,ora anche su INTERNET. Il vortice dei versi cattafiani, mi avevano risucchiato totalmente,dal giorno in cui lo incontrai in casa sua,dove mi ero recato con il rimpianto dell’amico fraterno,il pittore Paolo De Pasquale, per invitarlo ad accettare la nomina a Presidente del nascente Premio Città di Terme Vigliatore. Lui era titubante per accettare,perché non si sentiva di fare il protagonista,perchè riteneva i premi un’ambizione narcisistica,non consona con i valori profondi della poesia. Eravamo giovani pieni di euforia per la cultura e,nel contempo,volevamo onorare il grande poeta,orgoglio dell’intero territorio. Ma quando gli spiegammo l’importanza del Premio per un territorio privo di stimoli culturali,capì la serietà dell’iniziativa ed accettò. La sala era stracolma di gente entusiasta,tanto che il commendatore Perrone, proprietario della Ciappazzi, invitò tutti i presenti alla cena rituale. L’escursione “post cenam”, ci portò in un locale nei pressi di Furnari. Eravamo con alcuni membri della Giuria,il prof. Manganaro,il preside Miligi,il poeta e il sottoscritto. Fu allora che intuii lo squarcio interiore di Cattafi e nelle frequenti letture dei suoi versi che mi penetravano l’anima, mi sentii dalla sua parte .Avvertivo che interiormente si sentiva solo,confortato dalle parole lampeggianti dei suoi versi e riflessi nel morbido sguardo della sua Elisabetta,che gli stava accanto come l’ombra di una sua poesia. Quell’attimo fu profetico per me,perché la condizione intima del suo poetare mi inculcò la poesia come faro segreto e il giusto senso della vita,alimentando la forza dei sentimenti e della razionalità,per contribuire all’autoconsolazione nei momenti più bui del nostro io e contribuendo alla salvezza di una società squilibrata sull’orlo del burrone. Compresi allora la direzione dove indirizzare il mio impegno di poeta nella difesa o nella conquista dei fondamentali diritti alla dignità e di un decoroso vivere con i frutti di un lavoro certo. Mi sento più cosciente di ciò in cui impegnarmi con costanza e determinazione. Il mio lavoro mi rende sereno.       Da qualche giorno sono stato invitato ad esporre i miei libri nel Salone della cultura al Festival di Sanremo e ora al Salone del libro di Torino,dove ogni autore avrà uno spazio personale per la presentazione dei suoi libri e per un’intervista televisiva di 10 minuti con relativo filmato. Ora è in tipografia il TERZO TOMO della mia LETTERATURA E SOCIETA’ italiana DAL II OTTOCENTO FINO AI NOSTRI GIORNI,che contiene un altro saggio su BARTOLO CATTAFI. Mi preme ricordare i versi ispirati dalla poesia di Cattafi,contenuti nel mio poemetto ITACA-HiTACA,in cui il nuovo Ulisse poeta, affronta le tempeste violente della vita,e invoca l’aiuto del poeta        che il poeta ha già superato con la forza della poesia:“Ah,Bartolo,Bartolo gridai

Informazioni su Carmelo Aliberti

Carmelo Aliberti è nato nel 1943 a Bafia di Castroreale (Messina), dove risiede, dopo la breve parentesi del soggiorno a Trieste, e insegna Lettere nel Liceo delle Scienze Sociali di Castroreale. È cultore di letteratura italiana presso l’Università di Messina, nominato benemerito della scuola, della cultura e dell’arte dal Presidente della Repubblica. Vincitore di numerosi premi, ha pubblicato i seguenti volumi di poesia: Una spirale d’amore (1967); Una topografia (1968); Il giusto senso (1970); C’è una terra (1972); Teorema di poesia (1974);Tre antologie critiche di poesia contemporanea( 1974-1976). POETI A GRADARA(I..II), I POETI DEL PICENUM. Il limbo la vertigine (1980); Caro dolce poeta (1981, poemetto); Poesie d’amore (1984); Marchesana cara (1985); Aiamotomea (versione inglese del prof. Ennio Rao, Università North Carolina, U.S.A., 1986); Nei luoghi del tempo (1987); Elena suavis filia (1988); Caro dolce poeta (1991); Vincenzo Consolo, poeta della storia (1992); Le tue soavi sillabe (1999); Il pianto del poeta (con versione inglese di Ennio Rao, 2002). ITACA-ITAKA, tradotta in nove lingue. LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA vol.I,p.753, Pellegrini ,Cosenza 2008; L'ALTRA LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA( Ed.Scolasiche -Superiori e Univesità-) Inoltre, di critica letteraria: Come leggere Fontamara, di Ignazio Silone (1977-1989); Come leggere la Famiglia Ceravolo di Melo Freni (1988); Guida alla letteratura di Lucio Mastronardi (1986); Ignazio Silone (1990); Poeti dello Stretto (1991); Michele Prisco (1993); La narrativa di Michele Prisco (1994); Poeti a Castroreale - Poesie per il 2000 (1995); U Pasturatu (1995); Sul sentiero con Bartolo Cattafi (2000); Fulvio Tomizza e La frontiera dell’anima (2001); La narrativa di Carlo Sgorlon (2003). Testi, traduzioni e interviste a poeti, scrittori e critici contemporanei; Antologia di poeti siciliani (vol. 1º nel 2003 e vol. 2º nel 2004); La questione meridionale in letteratura. Dei saggi su: LA POESIA DI BARTOLO CATTAFI e LA NARRATIVA DI FULVIO TOMIZZA E LA FRONTIERA DELL'ANIMA soono recentemente uscite le nuove edizioni ampliate e approfondite,per cui si rimanda ai relativi articoli riportati in questa sede. E' presente in numerose antologie scolastiche e sue opere poetiche in francese, inglese, spagnolo, rumeno,greco, portoghese, in USA, in CANADA, in finlandese e in croato e in ungherese. Tra i Premi, Il Rhegium Julii-UNA VITA PER LA CULTURA, PREMIO INTERN. Per la Saggistica-IL CONVIVIO 2006. Per LA NARRATIVA DI CARLO SGORLON. PREMIO "LA PENNA D'ORO" del Rotary Club-Barcellona. Sulla sua opera sono state scritte 6 monografie, una tesi di laurea e sono stati organizzati 9 Convegni sulla sua poesia in Italia e all'estero.

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