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GIULIO NAPOLEONE

IL  SEGRETO DI FONTAMARA

di  CARMELO ALIBERTI

Ignazio Silone fu uno degli scrittori più grande del ‘900.(1900-1978).Ricevette una prima educazione cattolica dalla madre,ma presto,a contatto con le sofferenze, le sopraffazioni e la miseria dei contadini di Fontamara,maturò un forte sentimento umanitario che lo indusse a tramutarsi in fiducia verso le idee marxiste,tanto da aderire ufficialmente,nel congresso di Livorno del 1921,a partecipare alla fondazione del P.C.I. ed essere nominato segretario della gioventù comunista e, in tale ruolo partecipò alla riunione del Cominter,nel 1927 a Mosca con una delegazione italiana,di cui facevano parte anche Gramsci e Togliatti.In quella sede,scoprì il carattere monolitico del partito,nel modo totalitario con cui Stalin operava per ottenere la dirigenza,eliminando coartatamente gli avversari interni che contendevano anche loro alla guida del partito (per avere più notizie su Silone,si vedano i miei volumi “Come leggere Fontamara”(Mursia,4 ed.-e “Ignazio Silone” Bastogi”). Disgustato e deluso dal comportamento di Stalin,criticò la dittatura del partito,perciò fu espulso dal partito. Durante i lavori del Congresso,incominciò a scrivere Fontamara, riuscendo solo a stilare la prefazione e il primo capitolo,che donò al partito e che non si trovò più. Fu ritrovato recentemente dallo studioso Giulio Napoleone, che ne ricostruì il percorso,spiegando le vere ragioni delle differenze ei due manoscritti.   In effetti,come in maniera documentata,l’ondata di ostilità sollevatasi contro di lui,aveva la regia di Togliatti,che dapprima gli fu amico,ma successivamente,temendo di non godere sufficienti simpatie presso i vertici del comunismo russo e   di potere essere  scavalcato nelle alte gerarchie sovietiche,gli voltò le spalle e incominciò a seminare discredito attorno a Silone con artificiose macchinazioni. Gli studi e le ricerche dello studioso Giulio Napoleone,raccolte nel recente volume intitolato “Il segreto di Fontamara”(Castelvecchio editore,2018) senza immiserirsi in sterili polemiche personali,ha portato alla luce dagli archivi del Comintern ricoperti di polvere, l’introduzione e il primo capitolo di Fontamara,iniziato nel nosocomio di Bellinzona e portato in Russia dallo stesso Silone,come testimonianza del suo ben radicato credo comunista,per  cui  fu accolto decorosamente. Si era alla  prima  riunione dell’Internazionale socialista,per l’assegnazione delle più alte cariche del partito, e conseguentemente i dirigenti dello stato. Erano in competizione Troskij, Zinoviev e Stalin. A malincuore,su intesa con Togliatti, Silone inizialmente sostenne le posizioni staliniste,ma quando capì che nel partito Stalin ostacolava un libero modo di dialogare sull’organizzazione del sistema di governo da creare nei paesi –satelliti, e faceva firmare in dialetto cirillico un documento di espulsione dal partito,comprensibile da pochi, denunciò il monolitismo del partito e spiegò il suo modo di concepire una tipologia di governo, gestita dall’alleanza di contadini ed operai e non condivisa dai potenti del partito che fingevano di credere in un modello di stato proletario,mentre già avevano architettato una strutturazione monolitica del paese,cioè un sistema dittatoriale di un uomo solo. Per motivi di gelosia, il segretario di Togliatti ,incaricato di portare in Italia le carte di Silone,ignorò le pagine fontamaresi  che rimasero celate in Russia. I motivi di tale decisione rientrano nel disegno di far cancellare dal tempo la figura di Silone,che ormai era conosciuto ed apprezzato in tutto il mondo,come emblema dell’antifascismo e come eroe clandestino in lotta contro le prepotenze e le persecuzioni delle comunità,inchiodate ad aeternum nel guscio della miseria e vittime indifese della tirannide. Profondamente deluso,si ammalò e fu ricoverato con urgenza a Como e poi in Svizzera,trafitto da un dolore che lo trascina nelle bolge del delirio, dove la sua mente oscilla tra ricordo e ansia di conoscere gli accadimenti laceranti, con il cuore sospeso sul destino di coloro che sono rimasti,e che emergono nei gorghi del sogno a raccontare le ultime disavventure accadute a Fontamara,per poterle raccontare al mondo,in modo da contribuire alla formazione di una nuova coscienza che sappia apprezzare il valore immenso della libertà e l’orrore della dittatura che trasforma la creatura umana in essere zoologico o in “res”. Senza voler condannare o santificare.l’uomo-scrittore,l’autore de “Il segreto di Fontamara”  analizza introduzione e primo capitolo del romanzo,senza inutili polemiche,ma con la serietà e l’obiettività di chi sa di dover individuare il nucleo della verità di una storia,sottraendola alle subdole strumentalizzazioni. A tal fine,dopo la scoperta,cercano di dare convincenti risposte ai dubbi che la scoperta ha suscitato, come voler capire perché il manoscritto venne abbandonato in Russia e non portato in Italia,perché mutò la dedica fatta a dieci eroi venuti nel Meridione per diffondere idee sovversive contro il regime e seminare nuove idee di libertà e di dignità, ma vennero fucilati senza processo; chi avrebbe potuto avere interesse a cancellare il nome e l’opera di Silone dalla luminosa lavagna della storia,riuscendo,in tal.modo  a capire il “segreto di Fontamara”, volutamente occultato da chi sarebbe stato danneggiato dalla sua diffusione.    

Informazioni su Carmelo Aliberti

Carmelo Aliberti è nato nel 1943 a Bafia di Castroreale (Messina), dove risiede, dopo la breve parentesi del soggiorno a Trieste, e insegna Lettere nel Liceo delle Scienze Sociali di Castroreale. È cultore di letteratura italiana presso l’Università di Messina, nominato benemerito della scuola, della cultura e dell’arte dal Presidente della Repubblica. Vincitore di numerosi premi, ha pubblicato i seguenti volumi di poesia: Una spirale d’amore (1967); Una topografia (1968); Il giusto senso (1970); C’è una terra (1972); Teorema di poesia (1974);Tre antologie critiche di poesia contemporanea( 1974-1976). POETI A GRADARA(I..II), I POETI DEL PICENUM. Il limbo la vertigine (1980); Caro dolce poeta (1981, poemetto); Poesie d’amore (1984); Marchesana cara (1985); Aiamotomea (versione inglese del prof. Ennio Rao, Università North Carolina, U.S.A., 1986); Nei luoghi del tempo (1987); Elena suavis filia (1988); Caro dolce poeta (1991); Vincenzo Consolo, poeta della storia (1992); Le tue soavi sillabe (1999); Il pianto del poeta (con versione inglese di Ennio Rao, 2002). ITACA-ITAKA, tradotta in nove lingue. LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA vol.I,p.753, Pellegrini ,Cosenza 2008; L'ALTRA LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA( Ed.Scolasiche -Superiori e Univesità-) Inoltre, di critica letteraria: Come leggere Fontamara, di Ignazio Silone (1977-1989); Come leggere la Famiglia Ceravolo di Melo Freni (1988); Guida alla letteratura di Lucio Mastronardi (1986); Ignazio Silone (1990); Poeti dello Stretto (1991); Michele Prisco (1993); La narrativa di Michele Prisco (1994); Poeti a Castroreale - Poesie per il 2000 (1995); U Pasturatu (1995); Sul sentiero con Bartolo Cattafi (2000); Fulvio Tomizza e La frontiera dell’anima (2001); La narrativa di Carlo Sgorlon (2003). Testi, traduzioni e interviste a poeti, scrittori e critici contemporanei; Antologia di poeti siciliani (vol. 1º nel 2003 e vol. 2º nel 2004); La questione meridionale in letteratura. Dei saggi su: LA POESIA DI BARTOLO CATTAFI e LA NARRATIVA DI FULVIO TOMIZZA E LA FRONTIERA DELL'ANIMA soono recentemente uscite le nuove edizioni ampliate e approfondite,per cui si rimanda ai relativi articoli riportati in questa sede. E' presente in numerose antologie scolastiche e sue opere poetiche in francese, inglese, spagnolo, rumeno,greco, portoghese, in USA, in CANADA, in finlandese e in croato e in ungherese. Tra i Premi, Il Rhegium Julii-UNA VITA PER LA CULTURA, PREMIO INTERN. Per la Saggistica-IL CONVIVIO 2006. Per LA NARRATIVA DI CARLO SGORLON. PREMIO "LA PENNA D'ORO" del Rotary Club-Barcellona. Sulla sua opera sono state scritte 6 monografie, una tesi di laurea e sono stati organizzati 9 Convegni sulla sua poesia in Italia e all'estero.

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