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Andrea Camilleri (Articolo scritto da Jean Igor Ghidina)

Con l’autorevolezza dell’intellettuale lungimirante presso cui l’acribia viene abbinata alla conoscenza tangibile della Sicilia avita, Carmelo Aliberti ha compiuto una disanima acuminata dell’o-pera di Andrea Camilleri. Intanto il pregio del critico sta nell’aver incasto-nato il maestro del genere poliziesco in una prospettiva di genesi letteraria, il che consente di afferrare meglio gli addentellati tra le tappe esistenziali, il contatto propiziatorio con le figure di spicco della poesia e della narrativa postbellica, gli esordi in veste di regista e sceneggiatore televisivo. Se Camilleri consegue un successo strepitoso dagli anni 1990 con La forma dell’acqua e con l’affermarsi dell’inesauribile ciclo di Montalbano, va ricordato a scanso di equivoci che già nel 1967 con Il corso delle cose palesa una precocità porten-tosa dell’ispirazione pervasa da temi, motivi, stilemi che riecheggiano segnatamente Manzoni, Pirandello, De Filippo, Simenon, Majakovskij. Insomma, spicca allora il volo d’aquila di uno scrittore erudito, depositario speculare di un retaggio intertestuale ed interge-nerico che si avvale del diuturno dialogo con spiriti magni della cultura e dell’e-sperienza in campo televisivo per approdare al romanzo storico-civile e al filone del giallo. In un’ottica di estetica della ricezione, quella di Camilleri è un’opera incisiva ed icastica ormai all’apice del consenso popolare, ricono-sciuta e libata dalla folta schiera dei suoi ammiratori e da un pubblico variegato. Indubbiamente, l’impasto linguistico, il quale innesta vocaboli eteroglossi desunti dal dialetto siciliano o arcaico o colloquiale o vivacizzato da reminiscen-ze squisitamente familiari, contribuisce a conferire un volto polisemico e sapientemente comico alla narrazione, in sintonia con il protagonista Montal-bano che esula dai topoi dell’inquirente pervicace e indefesso per assurgere a scrutatore spesso meditabondo della condizione umana, deturpata da vizi incalliti e riscattata da virtù sublimi. Difatti, Aliberti palesa con rigore che i romanzi di Camilleri non vanno ascritti alla mera letteratura di consumo perché il brio dell’intreccio diegetico che avvince il lettore e il telespettatore e l’impostazione induttiva che dal partico-lare approda a dilemmi universali li collocano fra i capolavori in assoluto delle nostra tradizione letteraria in quanto, come osserva giustamente Aliberti prevale la raffigurazione di una Sicilia metafora dell’isola mondo. Anzi, rappresentando le estrinsecazioni pro-teicome della nuova mafia, Camilleri assolve un imprescindibile compito di agitatore delle coscienze civili, di fronte al dilagare dello squallore morale e dei disvalori imperanti nella società odierna in cui infierisce la reificazione dell’essere umano.

Informazioni su Carmelo Aliberti

Carmelo Aliberti è nato nel 1943 a Bafia di Castroreale (Messina), dove risiede, dopo la breve parentesi del soggiorno a Trieste, e insegna Lettere nel Liceo delle Scienze Sociali di Castroreale. È cultore di letteratura italiana presso l’Università di Messina, nominato benemerito della scuola, della cultura e dell’arte dal Presidente della Repubblica. Vincitore di numerosi premi, ha pubblicato i seguenti volumi di poesia: Una spirale d’amore (1967); Una topografia (1968); Il giusto senso (1970); C’è una terra (1972); Teorema di poesia (1974);Tre antologie critiche di poesia contemporanea( 1974-1976). POETI A GRADARA(I..II), I POETI DEL PICENUM. Il limbo la vertigine (1980); Caro dolce poeta (1981, poemetto); Poesie d’amore (1984); Marchesana cara (1985); Aiamotomea (versione inglese del prof. Ennio Rao, Università North Carolina, U.S.A., 1986); Nei luoghi del tempo (1987); Elena suavis filia (1988); Caro dolce poeta (1991); Vincenzo Consolo, poeta della storia (1992); Le tue soavi sillabe (1999); Il pianto del poeta (con versione inglese di Ennio Rao, 2002). ITACA-ITAKA, tradotta in nove lingue. LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA vol.I,p.753, Pellegrini ,Cosenza 2008; L'ALTRA LETTERATURA SICILIANA CONTEMPORANEA( Ed.Scolasiche -Superiori e Univesità-) Inoltre, di critica letteraria: Come leggere Fontamara, di Ignazio Silone (1977-1989); Come leggere la Famiglia Ceravolo di Melo Freni (1988); Guida alla letteratura di Lucio Mastronardi (1986); Ignazio Silone (1990); Poeti dello Stretto (1991); Michele Prisco (1993); La narrativa di Michele Prisco (1994); Poeti a Castroreale - Poesie per il 2000 (1995); U Pasturatu (1995); Sul sentiero con Bartolo Cattafi (2000); Fulvio Tomizza e La frontiera dell’anima (2001); La narrativa di Carlo Sgorlon (2003). Testi, traduzioni e interviste a poeti, scrittori e critici contemporanei; Antologia di poeti siciliani (vol. 1º nel 2003 e vol. 2º nel 2004); La questione meridionale in letteratura. Dei saggi su: LA POESIA DI BARTOLO CATTAFI e LA NARRATIVA DI FULVIO TOMIZZA E LA FRONTIERA DELL'ANIMA soono recentemente uscite le nuove edizioni ampliate e approfondite,per cui si rimanda ai relativi articoli riportati in questa sede. E' presente in numerose antologie scolastiche e sue opere poetiche in francese, inglese, spagnolo, rumeno,greco, portoghese, in USA, in CANADA, in finlandese e in croato e in ungherese. Tra i Premi, Il Rhegium Julii-UNA VITA PER LA CULTURA, PREMIO INTERN. Per la Saggistica-IL CONVIVIO 2006. Per LA NARRATIVA DI CARLO SGORLON. PREMIO "LA PENNA D'ORO" del Rotary Club-Barcellona. Sulla sua opera sono state scritte 6 monografie, una tesi di laurea e sono stati organizzati 9 Convegni sulla sua poesia in Italia e all'estero.

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