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Dacia Maraini di Carmelo Aliberti

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DACIA MARAINI

Versione aggiornata della  Monografia agosto 2017 –  Collana ROBINSON –

 

Integrazioni alla monografia pubblicata ad agosto 2017

_tre-donne-1508533237Nel nuovo romanzo, intitolato “TRE DONNE UNA STORIA D’AMORE E DISAMORE, la scrittrice, oltre a riconfermare la sua costante prolificità creativa, nonostante la lunga e corposa attività culturale, prosegue coerentemente l’esplorazione del macrocosmo interiore della donna, incentrando la sua linea di ricerca nel cespuglio inestricabile del cuore, ascoltandone il battito del sentimento d’amore in tre donne, espressione di tre generazioni, fin dall’incipit del romanzo, risucchia il lettore subito nella matassa delle connotazioni linguistiche e sentimentali, collocando ex abrupto sulla scena i tre personaggi protagonisti: Gesuina, la energica nonna che affida ad un registratore le sue disinibite osservazioni sull’attrazione per il fornaio, ridicolizzandolo ingenuamente nelle sue inibizioni sentimentali e fisiche nell’approccio al rapporto sessuale e, nel contempo, emblematicamente, registra il percorso amoroso robusto, nonostante la lontananza dell’oggetto scrutato nella sua fragilità, incapacità e incertezze, paradigmato su un prototipo affettivo durevole, anche se precario. Maria, la madre che è impegnata nella traduzione di opere straniere, è particolarmente immersa nella traduzione di Madame Bovary, dal cui costante lacerato desiderio di una storia sentimentale della protagonista del romanzo, suggerisce alla donna di scrivere lettere all’amato lontano, allegoria illusiva della resitenza e sopravvivenza del vero amore che risulta convalidato nella sua astrazione. La terza donna, Lori (Loredana) è il simbolo dell’attuale generazione che si illude di poter godere di un piacere finito e soddisfacente, ricercando frequentemente esperienze sessuali con ogni tipologia umana e sociale, senza alcuna distinzione di classe. La sua voluta disponibilità ad ogni specie d’amore, la rende simile ad altre donne della letteratura mondiale che si prodigano a placare gli appetiti sessuali di uomini esclusi dalla lontananza e dallo scorrere implacabile del tempo, che li lega ai ceppi di un massacrante ed indispensabile lavoro. La ragazza, irruente e contraddittoria, ma forse anche certa di non poter essere capita dalla madre e dalla nonna in questa sua esigenza imperativa che per lei è utile a sedare l’esplosione di vulcani nel subconscio, flagellato dalla crudeltà e dalla barbarie che alimentano le più squallide azioni umane. Allora, mentre afferma di odiare i diari, in realtà ne scrive uno che tiene nascosto nella fessura di una parete della sua stanza. Il romanzo, a differenza di altri, è strutturato con monologhi sovrapposti, con l’obiettivo della scrittrice di creare con tre voci non consone nella diversità delle visioni del contenuto, un libro teatrale, dove le tre donne declinano temi universali come l’amore, scandito da tre generazioni in tutte le sue forme. I personaggi, che sono caratterizzati anche linguisticamente, con la loro genetica parlata in prima persona, che riflette diversi patrimoni linguistici, con cui si misura la capacità della scrittrice nel difficile rapporto tra scrittore e parola, tra linguaggio scritto e quello parlato, che spesso risulta commistionato dalle esigenza della lingua ufficiale di trasformarsi in versione mimetica per pianificare la visione di una omogenea modalità espressiva, mentre la lingua scritta non potrà conseguire tale esito per l’asimmetrico innesto di sintagmi, stilemi e fonemi delle lingue straniere e di quelle dialettali e gergali, interrompendo la fruizione del testo o respingendone la lettura. Una storia d’amore e disamore è il nuovo omaggio di Dacia Maraini alle donne sotto forma di inno alla libertà di scrivere e di amare. Non sorprenderà, quindi, che le due dimensioni nel libro, come nella vita dell’autrice, si intreccino indissolubilmente. Scrivo dunque amo, amo dunque scrivo. Anche in questa nuova prova narrativa, la Maraini continua a costruire gli elementi fondativi di una società, che promuove la donna al ruolo di protagonista della libertà di scrivere, mettere a confronto vari tipi di amare, e con loro erge un inno alla totale libertà della creatura femminile.

IL DIRITTO DI MORIRE, ed. SEM, maggio 2018COPmarainiC4-front2.jpg

In una società in veloce trasformazione scientifica e in una disgregazione etica e di impudica e crudele modalità esistenziale, con la conseguente emarginazione nel lager della miseria e dei diritti negati agli indifesi, ai sommersi, ai disabili e alle donne schiavizzate dall’arroganza dei potenti del mondo, la tecnologia in travolgente e allucinante sviluppo ha trasformato radicalmente le abitudini quotidiane dell’uomo, riducendolo a oggetto di sfruttamento e di espoliazione delle connotazioni specifiche di creature, la Maraini nel suo recentissimo libro che ha come tema “Il diritto di morire” si cimenta con una molto discussa e contrastabile problematica straziante e con incerti e insolubili quesiti, relativi, non alla voglia di vivere dell’uomo, nonostante tutto, ma con il decreto di morte, legalmente stabilito, ma aborrito dall’etica naturale di ogni essere, attribuendosi il diritto di togliere la vita agli ammalati terminali, come se egli gliela avesse donata, negando loro anche il diritto di continuare a soffrire secondo l’insegnamento del loro credo. Il diritto di vita e di morte ha trionfato nei secoli più oscurantisti per la tirannide dei totalitarismi, che uccidevano quasi sempre per contrasti e lotte per la conquista o detenzione del potere assoluto. La Maraini che si è sempre schierata, con instancabile attività creativa e operativa, al fianco delle creature deboli e perseguitate, che ha subito bambina lo strazio della macchina della morte nel lager, che ha partecipato nelle più delicate contingenze della vita pubblica contro la rottamazione dell’etica politica e privata, con interventi obiettivi ed equilibrati in contenziosi di interesse generale, responsabili, costruttivi e utili alla coesione civile del nostro paese, ora, di fronte alla più orribile tortura imposta ad un corpo già debilitato dalla sofferenza, scrupolosamente si consulta con un grande giurista e costituzionalista, in un intenso drammatico e lacerante colloquio, in cui la morale da un lato e le leggi dall’altro faticano a tenere il passo. Eppure, certi argomenti, certe questioni impongono una riflessione attenta, puntuale, veloce. Dacia Maraini si consulta con il giurista Claudio Volpe sulla delicata questione del ‘fine vita’. È ammissibile che una persona decida di morire, a prescindere dalla sua condizione fisica e di salute? La libertà di togliersi la vita può essere considerata una libertà degna? Si tratta di un diritto che, in estremo, può essere sancito da una legge, tenendo conto che comunque la Costituzione afferma che «nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario» e che mai è consentito «violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana»? Dalle parole di Maraini e Volpe emergono molti spunti di riflessione, anche suscitati dalla cronaca di ogni giorno. Muovendosi fra il mondo giuridico-normativo e quello delle testimonianze dirette, della letteratura e della mitologia antica, “Il diritto di morire”, con parole semplici e un tono sempre riguardoso, perfino commovente, aiuta il lettore a ragionare senza pregiudizi di sorta, sempre al riparo dal luogo comune, su un tema cruciale della nostra contemporaneità.

Carmelo-Aliberti-24 live (1) 

Carmelo Aliberti – giugno 2018

 

 

 

MANGIAMI PURE

(Dacia Maraini, Mangiami pure, Einaudi, 1978)

 

Va bene, mangiami pure è troppo

Lungo il tempo della resurrezione

Intanto la gioia invecchia

Siamo andati a teatro

Mi sono disamorata delle parole

Quante volte abbiamo sceso le scale

Per raggiungere il palcoscenico-tana

Le impennate della luce il guizzo degli

Occhi stanchi, come vuoi strozzami pure

È buio dentro la stanza dei baci

La polizia ha sparato candelotti infuocati.

Ci siamo messi a correre

Dame dalle gonne lunghe le calze

Colorate i denti allegri

Non posso più sbucciare patate

La mia lingua è marcia dentro la bocca,

va bene strappami pure le viscere, è velenoso

il fungo che mi dai ogni mattina

per colazione ci vediamo al bar

usa il telefono per chiamarmi

non metterti le calze corte

rifatti il letto tira su le coperte

mi amerai ancora domani?

Le tue mani diventano più lente

Più insicure ora ci straiamo

Hai già ingoiato il caffelatte

Che sa di cloro, la polizia

Carica le donne che affollano la piazza

Hai mai provato il dolore di una testa

Di figlio che ti squarcia l’utero

Due mani di gomma che ti tirano la vita

Dal tuo grembo sanguinante?

Ci abbracciamo furiosi sotto le stelle mute

Figlia con figlia il giorno dell’impero americano

Ho finito il caffelatte, ti sei addormentato?

Sai il mio0 amante nemico cui attingo

Il suono della sessualità settembrina

Sul sedile di plastica abbracciati

La maglia arrotolata contro la schiena nuda

Non hai altro che gli occhi per guardare

Te e il tuo mondo fuori dal finestrino appannato

Andiamo a teatro mi duole il fianco

Forse stasera le parole prenderanno fuoco

L’uccello notturno che sguscia dalla giacca

Di feltro marrone so già che il vino

Diventerà aceto nella tua bocca gelosa

Facciamo un girotondo di sfida mentre

La gente alla finestra ci urla improperi

Stiamo pestando sotto gli zoccoli la festa

 Delle madri che ci stanno spiando

Dietro le persiane stiamo pestando i cuori

Dei padri che ci prendono sulle ginocchia

Mangiamo pane e salsiccia sotto un

Cielo denso e bruno che ci promette

Ottocento colpi di manganello va bene

Va bene ingoiami pure ti dico grazie addio.

 

 

 

Informazioni su Monica Bauletti

Monica Bauletti, libri@monicabauletti.it Romanzi: -ATTACCO AGLI ILLUMINATI – EDITORE: LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2014 -L’AMICA PIU’ PREZIOSA - EDITORE: LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2014 -BERTA, LA LEGGENDA (PUBME.ME) 2017 -Racconto: VITE RIFLESE antologia UNA BELLA GIORNATA DI SOLE LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2015 -Racconto “RESPIRO” secondo classificato al premio letterario edizione 2014 “MILLE E… UNA STORIA” e pubblicato nell’antologia del premio. -Racconto “TU NON MI AMI” numero dicembre 2014 rivista internazionale di letteratura e cultura varia “3°m TERZO MILLENNIO” fondata dal poeta-scrittore-saggista professore Carmelo Aliberti. -Racconto "MARTINA VEDE LE COSE" antologia: SOFFIA UN VENTO CONTRARIO - L'IGUANA EDIUTRICE www.monicabauletti.it

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