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Rosalba Todaro su Vero e immaginario tra Sicilia e Calabria di Giuseppe Rando

vero e immaginario randoVero e immaginario tra Sicilia e Calabria

Giuseppe Rando

Editore: Pellegrini
Anno edizione: 2014
Pagine: 324 p. , Rilegato
  • EAN: 9788868222437

 

In questo volume, Giuseppe Rando tenta un primo sondaggio, senza paraocchi, di due fondamentali percorsi della letteratura meridionale tra Sicilia e Calabria: quello propriamente realistico (più conosciuto) e quello fantastico, che variamente si allineano, si alternano, s’intrecciano in opere significative di alcuni grandi scrittori delle due regioni, da sempre affratellate, ma qui, per la prima volta, accomunate nel solco della tradizione verghiana.

Nella prima parte (In Sicilia), si segnala il denso capitolo su Edoardo Giacomo Boner, un novelliere messinese morto quarantaquattrenne nel terremoto del 1908, che ha onorato la città con la sua attività letteraria, tentando una difficile conciliazione tra il Verismo-Positivismo di Verga e le insorgenze dello Spiritualismo rinascente di fine secolo. Rando esamina una ad una le novelle delle due raccolte (Racconti Peloritani e Sul Bosforo d’Italia) di Boner, sottolineandone il vigore stilistico ed evidenziando, del pari, la notevole perizia demo-antropologica dello scrittore, che recupera, nelle sue novelle, testi significativi della cultura popolare messinese (preghiere, proverbi, poesie, filastrocche).

Segue un capitolo (Oltre la barriera del naturalismo) che costituisce la prima, approfondita analisi tematica, strutturale e stilistica delle due raccolte di novelle, decisamente antiveriste ed elettivamente dannunziane, di un altro grande messinese dell’Otto-Novecento, Giovanni Alfredo Cesareo: le libertine Avventure eroiche e galanti e le affascinanti Leggende e fantasie, che rappresentano il primo, vasto repertorio di leggende messinesi (da quella di Colapesce a quella della perduta città di Risa), redatto da uno scrittore messinese.

Il capitolo successivo è dedicato alla «trilogia fantastica» di Camilleri (Maruzza Musumeci, Il casellante e Il sonaglio), che illustra, nei modi seducenti della fiaba popolare, episodi salienti della storia e della cultura contemporanea: dalle nefandezze del fascismo al recupero della democrazia (grazie all’intervento in guerra dell’America e alla resistenza degli uomini liberi), che propizia un vero e proprio ritorno alla vita nelle contrade siciliane, e alla liberazione sessuale.

Segue, quindi, nel libro di Rando, la prima, esaustiva indagine critica (con una interpretazione psicologica e storica di grande fascino) del bel romanzo verghiano-sciasciano del giovane scrittore messinese Giorgio Bongiovanni, Acqua tinta, imbastito attorno alla storia settecentesca della palermitana “vecchia dell’aceto”, che tiene alta la bandiera della letteratura nella disattenta città dello Stretto, affrontando, con le armi della mimesi linguistica e del discorso indiretto libero, temi di portata universale, come il rapporto tra bene e male, tra responsabilità personale e condizionamento ambientale, tra rivoluzione e tradizione.

La prima parte del volume si chiude con un sintetico ma esaustivo saggio sulla produzione dialettale, in prosa e in versi, di Maria Costa, cuntastorie e pueta du mari, nata e vissuta nelle “Case Basse” di Paradiso, che ha esaltato con la sua poesia i valori eterni dell’onesta gente di mare messinese.

La seconda parte del libro (In Calabria) è un variopinto diorama della letteratura calabrese dell’Otto-Novecento: Giuseppe Rando individua, dapprima, la giusta posizione storico-letteraria dei Racconti calabresi di Nicola Misasi (tra Romanticismo e Verismo); offre, quindi, compiute analisi stilistiche delle opere del primo Alvaro (documentando soprattutto la genesi giornalistica e l’elaborazione di Gente in Aspromonte); indaga, poi, in termini nuovi, sul rapporto tra mafia e letteratura  in Calabria da Padula ad Alvaro; coglie, di seguito, elementi di continuità tra le opere del primo e le opere dell’ultimo Saverio Strati; evidenzia, infine, per primo, dati comuni e differenze specifiche tra Horcynus Orca del siciliano D’Arrigo e L’ultima erranza del calabrese Occhiato, che hanno colto l’anima, realistica e fantastica, dello Stretto.

 

Rosalba Todaro

Informazioni su Monica Bauletti

Monica Bauletti, libri@monicabauletti.it Romanzi: -ATTACCO AGLI ILLUMINATI – EDITORE: LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2014 -L’AMICA PIU’ PREZIOSA - EDITORE: LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2014 -BERTA, LA LEGGENDA (PUBME.ME) 2017 -Racconto: VITE RIFLESE antologia UNA BELLA GIORNATA DI SOLE LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2015 -Racconto “RESPIRO” secondo classificato al premio letterario edizione 2014 “MILLE E… UNA STORIA” e pubblicato nell’antologia del premio. -Racconto “TU NON MI AMI” numero dicembre 2014 rivista internazionale di letteratura e cultura varia “3°m TERZO MILLENNIO” fondata dal poeta-scrittore-saggista professore Carmelo Aliberti. -Racconto "MARTINA VEDE LE COSE" antologia: SOFFIA UN VENTO CONTRARIO - L'IGUANA EDIUTRICE www.monicabauletti.it

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