Lascia un commento

NINO SAMMARTANO – di Carmelo Aliberti

IL RECUPERO DEI DISINTEGRATI VALORI DELL’UOMO E DELLA FAMIGLIA IN UN MONDO, DILANIATO DA FOLLIE FRATRICIDE, 

OLTRE LA FRONTIERA DELL’ECOLOGIA DELLA COSCIENZA E NEL CERCHIO DELLA LUCE METAFISICA.

di  CARMELO  ALIBERTI

 

L’uomo del nostro tempo, con il vertiginoso sviluppo tecnologico e cibernetico che in tempo reale rende visibile il susseguirsi di eventi in ogni fibra dell’universo, suscitando in noi emozioni o gioie, tormenti o condanne, solidarietà e scelte decisionali, continua a proiettarsi verso rivoluzionarie e aberranti conquiste che, se gli consentono una sempre più profonda conoscenza delle vie e degli spazi dell’universo, lo stanno irreversibilmente sospingendo verso la cancellazione totale dei genetici archetipi, naturalmente consustanziali all’Essere e allo spegnimento delle illuminanti fibrillazioni del cuore. Così, svuotato di ogni categoria dello Spirito, non riesce più, anzi arrogantemente ignora le insopprimibili istanze dell’anima che spasima in attesa di ricongiungersi con il suo Creatore, ma, come i Titani che si sono inutilmente illusi di conquistare Tebe e la volontà degli dei li ha rovinosamente puniti, l’uomo quotidianamente sfida Dio, per oscurarne l’esistenza e sostituirsi a Colui che gli ha donato, oltre che la vita, anche gli strumenti razionali necessari per la scoperta progressiva degli infiniti labirinti del mistero, in cui poter percepire con gioia il Suo respiro e poter, come Dante nel suo ideale viaggio metafisico, essere illuminato dalla sua irresistibile e catartica Luce.

In tale contesto, In creatura umana, con la propria auto idolatrìa ha ripudiato il vangelo dell’anima, trasformandosi in robot telematico, con la conseguente totale desertificazione del proprio universo interiore. La lezione cristiana, quella evangelica in particolare, sembra essersi dispersa o nel nichilismo o in riti che non riescono a lenire i tormenti esistenziali e spirituali di ciascuno.

foto di Nino Sammartano

Inserisci una didascalia

Tuttavia, essendo stato dimostrato che ogni essere avverte il bisogno di credere in un dio per poter dare un senso alla propria presenza nel mondo e al proprio operare, esistono uomini che hanno ricevuto il prezioso dono di continuare a custodire e trasmettere il redentivo messaggio evangelico, spesso sommerso nel sottosuolo dell'”io”, a causa dell’insensatezza di una società succube degli abbaglianti mostri del successo, del sesso, del benessere e dell’utile, che impregna la vita di ogni sorta di piacere. Tra questi uomini eccezionali, operanti da laici in questa società che continua a sfidare Dio, va meritoriamente valutata la figura di Nino Sammartano, formatosi alla scuola dei salesiani, da sempre impegnato, come uomo e come docente di materie letterarie nei licei, nel Volontariato come Cooperatore Salesiano nella formazione dei giovani e della famiglie e a sostenere e a operare nel sociale, all’insegna della dottrina sociale della Chiesa, da lui appresa sia da una profonda riflessione sull’insegnamento evangelico, sia attraverso lo studio delle varie encicliche, di contenuto sociale, promulgate dalla Chiesa, oltre che dall’esempio dei Santi che si sono spogliati dei propri beni per donarli ai poveri. La profonda e ben metabolizzata conoscenza di tutti gli aspetti del Cristianesimo, che Nino Sammartano ha quotidianamente accresciuto con ostinata costanza, hanno portato l’intellettuale-scrittore in varie parli del mondo, dove ha diffuso i valori del Vangelo e della fede, non con le consuete e pedanti lezioni della cattedratica esegesi biblica, ma affiancando gli elementi didascalici alla interpretazione del documento, pragmaticamente supportata e applicata alle problematiche contemporanee.

Tale metodologia Sammartano applica alla stesura dei suoi numerosi libri, generalmente saggi pedagogico-spirituali che dipanano un percorso di spiritualità, tracciato sulla contemplazione del volto di Cristo (già avvertibile nella prova d’esordio “Suoi testimoni“, 2003).”Santi si diventa” (2005) è un saggio sulla pedagogia della santità, in sintonia con il magistero conciliare e di quello di Giovanni Paolo 11.

L’itinerario formativo continua con il volume “Se non vuoi rovinare tuo figlio” (2006), scritto assieme alla moglie. Maria Pia Saladino, anche lei docente e scrittrice, impegnata a coniugare ricerca teologica e impegno sociale, indirizzati a una solida formazione dei genitori, per prevenire la rovina dei figli, assediati dal rischio di tante occasioni di perdizione. Nella nostra società, spesso i genitori, spinti dal desiderio di abbandonare i modelli autoritari, repressivi e deleteri del passato, seguono un’impostazione educativa, fondata sull’amorevolezza e sull’eccessivo permissivismo privo di regole, che rende i figli insensibili, prepotenti e, perciò, senza una guida sicura, con la conseguente delegittimazione dell’autorità genitoriale e anche di ogni forma di potere.

Gli autori, mediante la discesa nel macrocosmo educativo, focalizzando la loro analisi su diverse tipologie formative, da modelli di coppie eterogenee con la proposta di situazioni di genitori amici e compiacenti, pronti a legittimare ogni comportamento o a soddisfare le richieste capricciose dei loro figli, diventano genitori passivi, incapaci di delineare regole e perciò assenti nel necessario graduale sviluppo del senso etico, senza il quale quelli sono incapaci di scelta tra il bene e il male per autorevolezza, bisogna interpretarne il significato etimologico latino (“augere uguale ad aumentare, far crescere“).

Autorevolezza non significa autoritarismo, ma deve considerarsi come un fondamento morale dell’autorità, compatibile con rapporti educativi, basati sulla fiducia e sull’amorevolezza, con la distinzione dei ruoli familiari o relazionali, senza che questa snaturi nel pacifismo permanente e lasciare spazio alla spontanea e libera espressione di idee e di vedute finalizzate al bene e a obiettivi razionalmente ed eticamente accettabili all’indifferenza, occorre che i familiari coltivino il valore etico dei fatti, dei comportamenti e delle scelte. La definizione di alcune regole-guida della convivenza familiare e sociale devono essere spiegate e non imposte ai figli e, a seconda della loro età, possono essere ridefinite con il dialogo e rispettate prima dai genitori e poi dai figli. La trasgressione delle regole non deve essere ignorata dai genitori, ma deve essere evidenziata con qualche lieve divieto (secondo la gravità) per far acquistare consapevolezza delle conseguenze dei loro gesti.

L’azione educativa deve essere anche prepositiva, attraverso l’attenzione a esperienze, utili alla formazione della loro personalità, a modelli di riferimento e alla maturazione de valori, indispensabili per una vita responsabile o a scelte di traguardi, di impegni, di attività o di professioni, non secondo le aspettative dei genitori, ma secondo le potenzialità e le attitudini dei figli. Occorre anche non sovraccaricare i figli dell’ansia e della fretta ossessiva di conseguire rapidi e forzati risultati o successi, perché loro saranno, in tal modo, privati dei mutamenti e degli sviluppi psicosomatici, indispensabili per una crescita, priva di preoccupazioni, di vuoti e di insostituibili processi formativi, determinanti per acquistare sicurezza di sé e il giusto senso della vita. È necessario per i genitori affrontare con i figli anche il problema della sessualità, con una corretta e completa informazione e come linguaggio di una comunicazione più profonda. Purtroppo, le famiglie oggi sopraffatte dai modelli omogeneizzanti dell’Apparire e dell’Avere (che i mass-media e in particolare la TV), offrono ai figli le risorse e i mezzi necessari, per far condurre loro un tenore di vita uguale ai loro coetanei, trascinati da realtà effimere, come le serate in pizzeria o in discoteca, gite, motorino, abili firmati, villa al mare, regali costosi, telefonini sempre di nuova generazione, con l’illusione di non far affiorare in superficie forme indecifrabili di malessere inferiore. Così, a causa dell’imperversare di frettolosi gesti quotidiani, manca il tempo necessario per curare la dimensione dell’interiorità, ma i genitori non cercano spazi per trasmettere i “valori forti” della giustizia, della fratellanza, della solidarietà, della verità, della libertà, dell’amicizia e viene ignorata nelle relazioni familiari l’apertura al trascendente, cioè l’aspirazione al divino, innata in ogni creatura. Duemila anni fa, Gesù proclamava : “Non di solo pane vive l’uomo“, una verità antropologica anche oggi attualissima, in quanto l’uomo persegue solo il soddisfacimento delle necessità materiali, genuflesso alle sataniche seduzioni, ignorando il resto della frase che, senza voler contrapporre arsi e tesi della frase, evidenzia la necessità di porre attenzione maggiore allo sviluppo della componente spirituale della persona e concepire nella famiglia un processo formativo di crescita integrale, per poter proiettare nella società i pilastri coscienziali della socialità umana.

Ne deriva, una generazione che, in una prospettiva di relazioni più eque, considera gli altri, non come avversari, ma come prossimo da amare, in quanto legati a un comune destino di sofferenza, di imperfezione e di morte e ci spinge a spendere la vita in interessi più nobili e alti, donandola anche al bene degli altri. L’impegno più oneroso per i genitori oggi è riuscire a trasmettere ai figli la fede, una fede resa viva dalla quotidiana relazione con l’insegnamento di Gesù e con la testimonianza di vita che rende più credibile il linguaggio delle parole.

Nella più recente fatica, intitolata “Come Cristo ha amato la Chiesa“, Nino Sammartano, affrontando il difficile argomento della famiglia considera l’amore degli sposi a somiglianza dell’amore di Cristo per la Chiesa. Lo scrittore si propone di offrire un modello di riferimento elevato a quanti cercano di costruire su solide basi la loro relazione coniugale con la prospettiva di una non interrotta durata, sul modello del reciproco amore di Cristo e la Chiesa. La famiglia, esigenza naturale dell’uomo e sacralizzata dall’Istituzione del matrimonio, unico e indissolubile, oggi è in fase di impoverimento che ne minaccia la sopravvivenza, a causa del relativismo morale insidiato dall’individualismo materialistico. La relazione coniugale, che si pone come anelito di felicità, spesso è diventata radicale frustrazione e deludente intristimento. La gioia sognata con l’appagamento della propria natura sessuata, viene concepita come egoistico appagamento sessuale, che, alla fine, si rivela effimera vampata dei sensi, che genera insoddisfazione infinita, soffocante angoscia e risucchio nella propria solitudine. Ciò, perché la coppia si è votata a idolatrare la fugace incandescenza del corpo, incapace di coniugare Eros e “Agape” con il soffio vibrante dello Spirito Santo, senza aver capito che il vero amore è solo quello trinitario, capace di fondere in unità totale corpo e anima dei partners e di donare la gioia. Di fronte all’incapacità di costruirsi la vera felicità, i coniugi, soffocati da un vincolo divenuto una prigione, si rifugiano nella totale alienazione dalla vita di coppia.

Nino Sammartano, con una lunga storia di amore e di fede missionaria nella famiglia, come preziosa istituzione che dà un senso alla nostra esistenza e alla convivenza sociale, vuole concretamente incoraggiare al matrimonio, tracciando agli sposi un percorso organico di vita sulla via della felicità. La prassi cristiana, che suggerisce di amarsi, come Cristo ha amato la Chiesa, fondata sull’amore che diventa un termine fisso di paragone che l’etica neotestamentaria del matrimonio, aiuta a realizzare. Questo amore indica la via della felicità dell’“io”, vivendo da figli adottivi, per mezzo di Gesù Cristo nello Spirito Santo. La vita dei coniugi cristiani, secondo la visione morale paolina, a cui Sammartano si ispira, è mistica. Lo scrittore, consapevole dell’alto che soltanto pochissimi possono avere il dono di una visione mistica della relazione familiare, si avvicina di più alla concretezza del vissuto di coppia e declina tutte le offerte d’amore, la devozione e le premure, manifestate da Cristo nel suo amore per la Chiesa, con i comportamenti adeguati all’umano amore sponsale. Questo amore deve essere costantemente arricchito da sinceri impulsi interiori e confrontarsi con la spesso contraddittoria e dolente realtà quotidiana. Il cammino dell’amore è un percorso di autentica spiritualità, che si fonda su una progressione di convergenze ideali e fattuali, di rispetto delle idee e dell’identità dell’altro, di mutuo e affettuoso soccorso nelle fasi di crisi del rapporto e nella riscoperta delle categorie interiori del cuore, nel riconoscimento simile delle connotazioni, dei doni specifici, della bravura o della superiorità del coniuge, senza ironia o deprezzamento delle qualità di ciascuno, anzi esaltandole per potenziarle con la consapevole gioia che tali comportamenti contribuiranno a rafforzare e ingentilire il rapporto coniugale. Allora la famiglia si arricchirà di un clima di tenerezze, di purezza sentimentale, di lealtà e fedeltà, di comprensione e di equi equilibri nel rapporto d’amore concentrati in un’urgenza di fede che inonderà di luce e di bellezza la loro casa, dove i figli potranno trovare un nido ideale di affetti, di serenità, di certezze, di valori, di regole scaturite dal candore dell’anima e di articolate e razionali risposte ai loro dubbi e sollievo alle loro inquietudini, riconquistando naturaliter  “l’itinerarium mentis in Deum”.

I figli, avvolti nel clima familiare riscaldato dei rapporti armonici tra i genitori, illuminati da una simile testimonianza relazionale, non saranno afflitti da irreparabili traumi. Ma consolideranno il sogno di vivere con speranza e con ottimismo che fungeranno da volano salvifico da ogni rischio e trasformeranno l’esempio ricevuto in costante occasione di gioia. Con il supporto della formazione acquisita, saranno in grado, a loro volta, di poter ipotizzare la nascita di una società migliore, fondata sui riconquistati valori perduti, fortemente impegnato nell’ opera di ricostruzione dell’uomo con i valori etico-spirituali del Cristianesimo, Nino Sammartano quotidianamente continua a esplorare le pagine del Vangelo, per ricostruire, con la riflessione profonda di alcuni passi e vicende bibliche, gli atteggiamenti comunicativo-relazionali del Maestro, proposti come strumento pedagogico di catechesi. Sempre coerente con gli obiettivi di capillare diffusione della forza metamorfica del Cristianesimo, nel 2008 pubblica “La pedagogia di Gesù” e nel 2009 “Il Vangelo dell’uomo” che tratteggia gli elementi fondamentali dell’antropologia cristiana, mentre alla questione educativa dedica un nuovo saggio di pedagogia familiare, con il titolo “Genitori del sì, genitori del no” (20l0). Tra le più recenti pubblicazioni vanno ricordate “Le vie della gioia“, una rilettura delle Beatitudini evangeliche come percorso esistenziale che orienta e conduce l’uomo alla gioia e “La via della purezza” (20l2) che ripropone con una valenza personale e sociale la più autentica virtù dell’uomo.

Nino Sammartano rappresenta un raro e prezioso modello di uomo e di scrittore che si erge umilmente come un angelo sugli stravolgimenti dell’uomo tecnologico e gli restituisce l’anima perduta per potere salvarsi dall’Apocalisse incombente, senza alcuna speranza di sopravvivere alla catastrofe totale. Ci è sembrato coerente ed estremamente utile proporre, in questa eterogenea rassegna di autori, che hanno rivelato la millenaria dimensione del martirio della gente meridionale del Sud e della Sicilia, generata dalla difformità mentale, sociale, culturale ed economica della storica e genetica divisione tra gli uomini-lupi, individuabili negli esseri sadicamente e arrogantemente affamati di potere, e le creature umili, ricchi di nobili ideali e indisposti a compiere ogni forma di sanguinosa rivolta contro chi li ha condannati all’eterno supplizio della croce del martirio, sospinti dal fisiologico seme di elevati valori umani, rinvigoriti dall’insegnamento del Vangelo. Lo scrittore Sammartano, esemplare esploratore della illuminante predicazione di Gesù, ha dedicato totalmente il suo impegno di uomo e di ricercatore, a cogliere nell’episodicità evangelica, talvolta ermeticamente sigillata nei risvolti indecifrabili della parabola, frequenti nel percorso teologico della dottrina cristiana, i risvolti emblematici o indecifrabili in fluide e chiare indicazioni per un sano comportamento umano ed esistenziale, modellato sui reali significati dell’esempio di vita del “divino maestro”. Sammartano è riuscito a individuare nelle azioni di tanti personaggi, protagonisti di vicende reali, i depositari di un ideale codice esistenziale C, fondato sulla generosità, sull’altruismo, sull’amore per il prossimo, sul sacrificio personale per sollevare il fratello dalle tribolazioni esistenziali e morali, sull’indicazione di scelte giuste e responsabili a chi è prigioniero del male, sulla costituzione di uno stato che sia la realizzazione terrestre della città del Sole, dove gli uomini possano ritrovare ed esercitare azioni utili a se stessi e alla comunità. Non è semplice operare in tal senso, se non all’insegna del bene collettivo e la questione meridionale è il frutto secolare di trasgressioni, sopraffazioni, delitti e negazione di diritti naturali e morali, di sfruttamento e di soprusi, compiuti volutamente dai potenti della terra a danno delle creature fragili e indifese. Perciò, Sammartano fornisce un nobile contributo, non solo ad abbattere le barriere ferree, che murano gli uomini nei recinti del potere o nei lager degli “umiliati e offesi” dalla radice del male che esiste nel cuore umano e che l’uomo deve saper combattere per estirparla e recuperare quel pacifico e sereno equilibrio interiore indispensabile per eliminare i conflitti umani, in ogni angolo del globo e, in modo specifico, risolvere la “questione meridionale”, purtroppo esistente, sotto altre apparenze, nelle società del pianeta, per abbracciarsi finalmente secondo l’insegnamento della fede. L’urgenza della questione educativa e formativa, fondata sugli elementi essenziali dell’antropologia cristiana, percorre e alimenta con crescente fervore e chiarezza espositiva, il cammino progressivo della decodificazione dei dubbi e dell’ambiguità testuale, ogni opera di Sammartano, che, con una più profonda e più vasta rilettura delle Beatitudini evangeliche come itinerario esistenziale che conduce alla conquista alla più autentica virtù del cristiano, cioè alla purezza interiore paradigmata sulla ibrida realtà della vita. Il saggio “Come Cristo ha amato la Chiesa”(2013), riprende con argomentazioni diverse sempre estratte dal testo evangelico, il tema dell’Amore nella vita di coppia, ma anche nella vita sociale, e nella insostituibile tendenza alla conquista della spiritualità coniugale, che il cristiano deve assorbire e praticare, affinché la famiglia possa conseguire quell’unione totale fino al sacrificio, cioè seguire l’esempio di Cristo che accettò umiliazioni, sofferenze, percosse e morte sulla croce, per amore del Padre che gli aveva affidato  la missione di fondare sulla terra la Chiesa, che Cristo indicò ed amò come sua creatura, affidandole, a sua volta, il compito di diffondere la parola di Dio e indicare la riflessione costante sulla preghiera trasmessaci da Gesù (“Una preghiera da vivere” e “ Famiglia bene comune” (2015). Sammartano affronta tutte le difficoltà e le gravi problematiche che l’uomo subisce nel suo cammino terrestre, a cui contrappone come antidoto la parola pedagogica della fede. È i questi giorni l’uscita del suo nuovo saggio “La frontiera dell’ecologia umana”, edito, come tutti gli altri suoi volumi, da “LA MEDUSA EDITRICE” in esemplare formato tipografico. La locuzione è stata formulata dal Papa Giovanni Paolo II nel 1991 e ad alcuni sembrò una espressione demagogica per imprimere al suo discorso una impronta metaforica per sigillare con maggiore efficacia comunicativa l’enciclica “Centesimus annus”, scritta nel primo centenario della “Rerum novarum” (1991). In quella enciclica il Pontefice, straordinaria chiaroveggenza, applicava il termine “all’ambiente umano”, osservando come “Oltre all’irrazionale distruzione dell’ambiente naturale, è qui da ricordare quella, ancor più grave, dell’ambiente umano, a cui peraltro si è lontani dal prestare la dovuta attenzione”. Sull’argomento nel 2009 insisteva più esplicitamente Benedetto XVI, affermando:” La Chiesa ha una responsabilità per il creato e deve far valere questa responsabilità anche in pubblico. E facendolo deve difendere non solo la terra, l’acqua e l’aria come doni della creazione appartenenti a tutti. Deve proteggere soprattutto l’uomo contro la distruzione di sè stesso. È necessario che ci sia qualcosa come un’ecologia dell’uomo, intesa in senso giusto. Il degrado della natura è infatti strettamente connesso alla cultura che modella la convivenza umana: quando “l’ecologia umana” è rispettata dentro la società, anche l’ecologia ambientale ne trae beneficio”. Anche Papa Francesco, nella recente “Laudato si’” specificatamente dedicata alla questione ecologica, dà voce all’esigenza di una “ecologia integrale”. In questa scia, s’inserisce Sammartano, con il recente già citato, “La frontiera dell’ecologia umana”. Osservando che l’uomo oggi non si rende conto del deterioramento dell’ambiente provocato da diversi fattori, tutti riconducibili comunque ai nostri sistemi di produzione e ai nostri stili di consumo e di vita (senza iniziative di risanamento), si stenta a prendere coscienza del deterioramento antropologico che inquina le fibre interiori della nostra umanità”. Notevole e pericoloso è già l’inquinamento umano. In conclusione, lo scrittore con tale lavoro intende scuotere le coscienze troppo intorpidite per poter acquisire consapevolezza del deleterio rischio sospeso sull’imminente futuro dell’umanità. Con le migliaia di focolai di inquinamento dell’aria, del mare e della terra, che falciano,  con mali incurabili, una quantità inestimabile di vite e altre sono ridotte a spegnersi lentamente nella sofferenza e in mille difficoltà economiche, come la cronaca quotidiana registra e ci propone, come l’autore, stimoli per una più seria riflessione sulle cause e sull’indilazionabile risanamento, con la buona volontà dei politici, purtroppo, apparentemente disinteressati, ma finanziariamente coinvolti, e con il responsabile e costante impegno di sollecitazione degli educatori e di chi esercita funzioni di responsabilità sociale, per salvaguardare e custodire il plasma del vero amore  negli uomini”.  

Sammartano riprende il problema dell’inquinamento o meglio dell’”ecologia umana”, per individuare altre forme di inquinamento particolarmente quello che danneggia l’umanità dell’uomo e perciò innalzare un’altra frontiera dell’impegno, quello di salvaguardare la struttura naturale e morale dell’uomo. Nella prima parte del libro, lo scrittore mette in luce le più gravi forme di degrado dell’umano presenti nella cultura sociale e, nella seconda parte, propone percorsi di risanamento e di bonifica antropologica auspicabile ed urgente, perché da vari segnali, come l’altissimo grado di inquinamento dell’aria, il buco nell’ozono, il surriscaldamento costante del globo terrestre, su cui bisogna celermente intervenire,  per poter iniziare un altro capitolo della storia umana, libera da ulteriori rischi catastrofici, con interventi di ecologia  etica, morale e di ogni idolatria dell’uomo, in modo tale da scongiurare lo straripamento di ogni male nell’animo umano con la demolizione spirituale, compresa l’impossibile soluzione della  “questione meridionale non solo italiana, ma mondiale”.           

Carmelo Aliberti

Risultati immagini per NINO SAMMARTANO libri Risultati immagini per NINO SAMMARTANO libri https://i0.wp.com/www.lasiritide.it/public/approfondimenti/uomo.jpgRisultati immagini per NINO SAMMARTANO libri

Informazioni su Monica Bauletti

Monica Bauletti, libri@monicabauletti.it Romanzi: -ATTACCO AGLI ILLUMINATI – EDITORE: LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2014 -L’AMICA PIU’ PREZIOSA - EDITORE: LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2014 -BERTA, LA LEGGENDA (PUBME.ME) 2017 -Racconto: VITE RIFLESE antologia UNA BELLA GIORNATA DI SOLE LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2015 -Racconto “RESPIRO” secondo classificato al premio letterario edizione 2014 “MILLE E… UNA STORIA” e pubblicato nell’antologia del premio. -Racconto “TU NON MI AMI” numero dicembre 2014 rivista internazionale di letteratura e cultura varia “3°m TERZO MILLENNIO” fondata dal poeta-scrittore-saggista professore Carmelo Aliberti. -Racconto "MARTINA VEDE LE COSE" antologia: SOFFIA UN VENTO CONTRARIO - L'IGUANA EDIUTRICE www.monicabauletti.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: