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William Shakespeare, messinese Doc.

William Shakespeare o Michelangelo Florio?

 

shakespeare

Questo è il dubbio sorto nel lontano 2006, quando lo studioso, allora settantunenne, Martino Iuvara diede un’eclatante dimostrazione di come la storia può tranquillamente capovolgersi e mostrarsi rivelata!

Chi lo avrebbe mai detto? Shakespeare, italiano! Si tratta del risultato di un’approfondita ed accurata ricerca redatta dal saggista Ispicese, Martino Iuvara. Secondo tutte le letterature che analizzano la vita e le opere del grande William Shakespeare, egli risulta nato nell’aprile del 1564 a Stratford – Upon – Avon, a nord – ovest di Londra. Qui si sarebbe sposato all’età di 18 anni con Anne Hathawayvi, da cui avrebbe avuto tre figli: Susanna, Hamnet e Judith. Si sarebbe recato a Londra, divenendo autore e scrittore di opere teatrali che sono giunte a noi. Tornato a Stratford, avrebbe fatto testamento e sarebbe morto nel 1616, a 52 anni.

In realtà, Shakespeare resta inafferrabile per la mancanza di notizie che dovrebbero affermare la sua vita a Stratford; al contrario, le sue opere, in alcune tematiche, affrontano delle descrizioni del tutto estranee a Londra e molto vicine a quello che è, invece, il territorio non solo italiano in genere, ma in particolare siculo. Queste peculiarità hanno destato la curiosità di Martino Iuvara che, con il suo saggio intitolato “Shakespear era italiano”, ha affermato la tesi che dichiara il grande drammaturgo del XVI secolo italiano, o più precisamente, siciliano.

Secondo il saggista, infatti, la biografia di Shaleaspeare si snoderebbe come descritto di seguito. Michelangelo Florio, nome originario di William Shakespeare, sarebbe nato a Messina il 23 aprile 1564 da Giovanni Florio e Guglielma Crollalanza. In età adolescenziale, avrebbe già manifestato le sue prime attitudini verso la letteratura, conseguendo a 16 anni il diploma del Gimnasiu, in latino, greco e storia. La sua prima opera, scritta in dialetto siciliano, sarebbe intitolata “Tantu trafficu pi nenti”, da cui l’espressione inglese “Much ado about nothing”. Il padre, medico e pastore calvinista, fu accusato per le sue credenze religiose che lo spinsero a lasciare, insieme alla sua famiglia, Messina, recandosi in varie sedi, tracui: Valtellina, Milano, Verona, Faenza, Venezia e nuovamente Messina per breve tempo. All’età di 21 anni, Michelangelo cominciò il suo pellegrinaggio in varie località straniere: Atene, Danimarca, Francia e Spagna. Tornò, poi, ancora una volta in Italia, innamorandosi di Giulietta, una delle protagoniste della sua più grande opera. La storia tra i due innamorati finiì in modo tragico, poiché Giulietta, dopo un rapimento a causa di credenze religiose, venne uccisa. Frustrato dalla morte dell’amata, Michelangelo si sarebbe trasferito a Venezia, ma dopo che anche il padre sarebbe stato trucidato per le stesse ragioni, egli avrebbe deciso di mettersi in salvo, trasferendosi a Londra. È qui che Michelangelo Florio avrebbe cambiato identità e diventato, secondo la ricostruzione di Iuvara, il famoso William Shalespeare, Lasciandosi alle spalle tutto il suo passato, egli si sarebbe dedicato alla stesura di opere per il teatro. Il dotto e letterato cugino e la moglie, sposata da lui all’età di 28 anni e di 8 anni più grande, avrebbe fiutato il drammaturgo nelle traduzioni delle opere dall’italiano all’inglese. Superate queste iniziali difficoltà, Shakespeare si sarebbe impadronito perfettamente dell’inglese, diventando ricco e famoso per il grande merito attribuito alle sue opere. Shakespeare sarebbe morto a Londra nel 161, all’età di 52 anni.

Definita “la questione omerica” dei tempi moderni, essa è stata a lungo luogo di discussioni di giornali noti in tutto il mondo, come: “The Times”, “Le Figaro” e molti altri. A questo proposito, infatti, l’articolo del giornale inglese dell’8 aprile 2000 afferma che il mistero di come e perché William Shakespeare sapeva così tanto dell’Italia e ha messo tanto del nostro bel Pese nelle sue opere è stato risolto da un accademico siciliano pensionato. Quando, nel 1580, giunse a Londra venne ospitato dal cugino letterato John Florio e da Giordano Bruno, in seguito a Stratford da un parente di sua madre che si faceva chiamare John Shakespeare. Michelangelo subì una metamorfosi del suo nome, prendendo quello del procugino William, morto giovane, divenendo quindi: William Shakespeare.

Quindici delle trentasette opere del poeta sono ambientate in Italia, i protagonisti di esse hanno nomi italiani (Romeo, Giulietta, Otello, Due signori di Verona, Il mercante di Venezia, ecc…); come poteva un poeta inglese, dunque, essere così fedele a luoghi, paesaggi e persone italiani? Come faceva il figlio di un guantaio, come la storia ci vuole far credere, a possedere l’immensa cultura che Shakespeare dimostrò nelle materie classiche? Il prof. Martino Iuvara ci prova, attraverso i documenti che Michelangelo Florio Crollalanza è la stessa persona conosciuta col nome di William Shakespeare, derivato da shake (crolla) e speare (lancia). Questa è la più grande dimostrazione del fatto che la storia ufficiale, fino al 2006 metta in discussione da nessuno, sia, a volte, difforme dalla realtà dei fatti.

In effetti, già altre volte, l’origine di questo grande drammaturgo era stata messa in discussione, ecco perché la “World Book Enciclopedia” osserva che la gente rifiuta di credere che un attore di Stratford potesse aver scritto opere così minuziosamente splendide nel descrivere le meraviglie dell’Italia e nel cantare così bene, come egli fece, la storia di Roma e sapere che Pompeo aveva soggiornato a Messina. Come crederci senza metterlo in discussione? Mistero risolto!

Adesso bisogna decidere se continuare ad accettare la storia ufficiale o il capovolgimento di essa, attuato da Iuvara. Una cosa è certa: mai dare per scontato o corretto ciò che i libri dicono. I libri, infatti, sono redatti dagli uomini e quale uomo non ha mai commesso errore? Sperando che, in 4 secoli trascorsi, qualche ultranazionalista non abbia voluto distruggere definitivamente ogni qualsivoglia prova schiacciante della non britannicità del grande scrittore, non ci resta che aspettare di avere una ulteriore prova della vera identità che può trovarsi solo nella biblioteca di un uomo che, inglese o non, fa e farà per sempre parte del patrimonio culturale mondiale.

cristina saia

Cristina Saja

Informazioni su Monica Bauletti

Monica Bauletti, libri@monicabauletti.it Romanzi: -ATTACCO AGLI ILLUMINATI – EDITORE: LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2014 -L’AMICA PIU’ PREZIOSA - EDITORE: LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2014 -BERTA, LA LEGGENDA (PUBME.ME) 2017 -Racconto: VITE RIFLESE antologia UNA BELLA GIORNATA DI SOLE LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2015 -Racconto “RESPIRO” secondo classificato al premio letterario edizione 2014 “MILLE E… UNA STORIA” e pubblicato nell’antologia del premio. -Racconto “TU NON MI AMI” numero dicembre 2014 rivista internazionale di letteratura e cultura varia “3°m TERZO MILLENNIO” fondata dal poeta-scrittore-saggista professore Carmelo Aliberti. -Racconto "MARTINA VEDE LE COSE" antologia: SOFFIA UN VENTO CONTRARIO - L'IGUANA EDIUTRICE www.monicabauletti.it

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