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GIUSEPPE RANDO

 

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Giuseppe Rando, professore ordinario di Letteratura Italiana, presso l’Università degli Studi di Messina, insegna Critica Letteraria e Letterature Comparate presso la Scuola per Mediatori Linguistici di Reggio Calabria.

Laureato in Lettere Classiche col massimo dei voti e la lode presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Messina, assistente di ruolo e quindi professore associato di Lingua e Letteratura Italiana presso la Facoltà di Magistero della stessa Università, svolgeva dapprima studi e ricerche su Alfieri “politico” e “comico”, rilevando, in ispecie, l’incidenza delle tesi elaborate dai costituzionalisti francesi della seconda metà del Settecento sulla seconda redazione della Tirannide: tali studi confluirono nel volume dal titolo anodino di Tre saggi alfieriani, pubblicato a Roma, presso Herder, nel 1982, cui andarono i consensi della critica (e, in particolare, di Petronio, che lo accolse nella sua Antologia della critica letteraria, Bari, Laterza, 1986, di Spongano che ne pubblicò una vasta, dettagliata recensione in «Studi e problemi di critica testuale», 28, 1984, di Romagnoli, che lo citò nella sua edizione sansoniana delle Tragedie). Il libro faceva giustizia, fra l’altro, del luogo comune dello «sradicamento», spostando sul piano filologico il dibattito intorno all’ideologia politica dell’astigiano.

Nel 1984 pubblicava un saggio sull’elaborazione di Gente in Aspromonte dove, muovendosi su terreni inesplorati, individuava alcuni racconti pubblicati da Alvaro, negli anni Venti sulla «Stampa» di Torino, e dallo stesso utilizzati per costruire, con un acrobatico lavoro di taglio e ricucitura, quel suo famoso romanzo.

Partecipava, nello stesso anno, al VI Convegno Internazionale di Studi Leopardiani (Recanati, 9-11 settembre 1984), con una comunicazione su La “linea politica” Alfieri-Leopardi nello “Zibaldone”, pubblicata negli Atti di quel Convegno (AA. VV., Il pensiero storico e politico di G. Leopardi, Firenze 1988, pp. 479-500): primo studio, di fatto, sulle ascendenze alfieriane del pensiero politico leopardiano, segnalato in G. LEOPARDI, Zibaldone di pensieri, edizione critica e annotata a c. di G. PACELLA, Milano 1991.

Al Convegno del 1985 su Manzoni e la cultura siciliana, presentava una relazione su Manzoni, Costanzo e l’antileopardismo cattolico-liberale, che poi confluirà nella monografia L’oboe solitario (Giusepe Aurelio Costanzo), Messina, EDAS 1992, l’unica, finora esistente, sulla intera produzione in versi del poeta di Melilli.

Intraprendeva nel 1986 studi e ricerche sul rapporto tra narrativa e teatro nell’opera di Pirandello, pubblicati, in parte, nei «Nuovi Annali della Facoltà di Magistero dell’Università di Messina», e infine confluiti in La personalità del testo. Saggi su Parini, Leopardi, Boner, Pirandello, Roma Vecchiarelli, 2006.

Nel 1990 pubblicava un saggio sulla Nuova didattica dell’Italiano nel volume miscellaneo a cura di G. Celona, La didattica delle singole discipline d‘insegnamento nella scuola media, Pungitopo, Marina di Patti.

Usciva nel 1992, a Roma, presso Bulzoni, in una collana diretta da Nino Borsellino, un suo libro molto citato, La bussola del realismo. Verga, Alvaro, Moravia, in cui trovava spazio, fra gli altri, un ampio saggio su Verga e la Scapigliatura, basato anche sullo spoglio delle recensioni ai romanzi minori del siciliano, apparse sulla pubblicistica milanese: in appendice, il pamphlet di Mainardi sulla Letteratura disonesta, che non era stato più ristampato dall’anno della prima edizione del 1875. È dello stesso anno la sua edizione critica dell’orazione Agl’Italiani di Giacomo Leopardi, recensita in termini molto positivi da Mario Marti sul «Giornale Storico della Letteratura Italiana».

Nel 1997, Rando raccoglieva in un volume (La norma e l’impeto: Studi sulla cultura e sulla poetica leopardiana), pubblicato a Torino da Tirrenia Stampatori, in una collana diretta da G. Bàrberi Squarotti, i suoi studi leopardiani, tracciando un dettagliato percorso della formazione di Giacomo Leopardi e insistendo, negli ultimi due capitoli in ispecie, sulla lucida e rivendicata «mutabilità» del genio recanatese.

Ha pubblicato, inoltre, in riviste specializzate, saggi su Parini, Alfieri, Leopardi, Manzoni, Verga, Cameroni, De Roberto, Pirandello, Maria Luisa Spaziani, Bartolo Cattafi, Saverio Siciliano, Saverio Strati, Maria Costa.

Ha insegnato alla SISSIS dell’Università di Messina “Fondamenti storico-epistemologici della Letteratura Italiana” e “Problemi di didattica della Letteratura Italiana”.

E’ membro del Comitato Scientifico della Fondazione Corrado Alvaro e del Comitato Nazionale per l’Edizione Nazionale dell’Opera Omnia di Federico De Roberto.

Di Giuseppe Rando è uscita, nel 2002, presso EDAS, a Messina, una monografia su La narrativa di Edoardo Giacomo Boner. Novelle messinesi e leggende boreali nel crepuscolo del Verismo. Nel 2003, lo stesso critico ha curato le edizioni di Racconti peloritani e Sul Bosforo d’Italia di Edoardo Giacomo Boner (presso Intilla, Messina). Nel dicembre del 2003 ha organizzato a Messina un Convegno Nazionale su Narrativa minore del secondo Ottocento in Sicilia, di cui ha pubblicato gli Atti, presso EDAS, Messina, nel 2004. Nel 2003 ha anche partecipato al Convegno Nazionale di Roma su Alfieri a Roma con una relazione (Alfieri e il mondo antico: traduzioni e rifacimenti) pubblicata negli Atti (Roma, Bulzoni, 2006), e al Convegno Nazionale di Catania su Alfieri nella critica novecentesca con un relazione su Alfieri politico: luci, abbagli,e e filtri ideologici, pubblicata negli Atti, Università di Catania, 2005. Nel 2004 ha curato le edizioni di La spugna di Apelle e Novelle disperse di Enrico Onufrio (EDAS, Messina) ed ha pubblicato Alvaro narratore. L’officina giornalistica (Falzea Editore, Reggio Calabria), in cui, muovendosi tra letteratura e giornalismo, studia e cataloga, per la prima volta, gli articoli giornalistici del grande calabrese, che, a vario titolo, allo stato attuale della ricerca, risultano innestati nella sua opera narrativa. È dello stesso anno La personalità del testo. Saggi su Parini, Leopardi, Boner, Pirandello (Roma Vecchiarelli), dove, utilizzando gli strumenti metodologici della critica globale, svela aspetti sconosciuti dell’opera e della personalità degli scrittori esaminati. Il volume è stato ristampato nel 2006 con l’aggiunta di due saggi su Il giuoco delle parti e L’amica delle mogli di Pirandello, che illustrano la transcodificazione dei testi dalle originarie novelle matrici ai drammi conclusivi, enucleandone interpretazioni nuove e innovative. Nel 2005, ha altresì curato l’edizione di Avventure eroiche e galanti di Giovanni Alfredo Cesareo presso l’editore Intilla di Messina. Nel 2006 ha organizzato a Messina un convegno nazionale su Il romanzo e la storia, di cui sono stati stampati gli Atti. Nello stesso anno ha curato l’edizione di La siepe e l’orto di Corrado Alvaro, presso l’editore Iiriti di Reggio Calabria. Del sanluchese ha raccolto e pubblicato per la prima volta in volume, nel 2006, con un saggio introduttivo, presso Rubbettino, cinquantotto racconti dispersi (nelle pagine dei giornali), col titolo Gente che passa. Racconti dispersi. Nel 2007, ha pubblicato, da Rubbettino, Alfieri europeo: le «sacrosante» leggi, un volume ampiamente e positivamente recensito presso le più prestigiose riviste dì italianistica, che, al pari o più degli altri suoi, parrebbe destinato a durare.

Negli anni successivi, Giuseppe Rando ha intensificato i suoi studi alfieriani, elaborando, tra l’altro, un denso saggio su Alfieri protomoderno, pubblicato su «La Rassegna della Letteratura Italiana» 1 (2011), e pirandelliani (con saggi sulle novelle “siciliane” del grande agrigentino), senza trascurare la novellistica e la narrativa meridionale: ha curato la ristampa  di raccolte di G.A. Cesareo, di Enrico Onufrio, di Nicola Misasi, di Grazia Deledda e ha pubblicato, su riviste specializzate, saggi su Camilleri, su Alessia Battaglia, su Giorgio Bonviovanni. Ha, nel contempo, ripreso i suoi studi sulla didattica dell’Italiano, pubblicando un corposo saggio sui manuali di storia della letteratura italiana.

Si è anche occupato, negli stessi anni, di poesia dialettale, con un saggio monografico su Maria Costa, «Cultura e Prospettive», 11 (2011), e di poesia tout court, con un saggio monografico sulle Effinzioni di Antonimo Grillo, pubblicato su «Otto-Novecento», 3 (2010). Interessato ai rapporti tra Università e territorio, ha dato il suo contributo al varo di una rivista letteraria messinese («Terzo Millennio») e ha collaborato, con intenti costruttivi, a una rivista letteraria catanese («Cultura e Prospettive»).

Giuseppe Rando ha altresì lavorato in sinergia con il “Parco Salvatore Quasimodo” di Roccalumera, con Elena Candela e Carlangelo Mauro dell’Università “L’Orientale” di Napoli, dedicandosi proficuamente allo studio e alla pubblicazione degli scritti giornalistici di Salvatore Quasimodo, di cui sono usciti, con una sua introduzione, i Colloqui (“Tempo” 1964-1968) e Il falso e il vero verde (“Le Ore” 1960-1964), rispettivamente nel 2012 e nel 2014. Nello stesso lasso di tempo ha curato insieme con Maria Gabriella Adamo la ricca miscellanea Classico e moderno. Scritti in memoria di Antonio Mazzarino, pubblicata da Falzea a Reggio Calabria, nel 2012. Contemporaneamente ha dato il suo contributo alle celebrazioni messinesi del centenario pascoliano, partecipando al Convegno di Messina del 2012 con una vasta relazione, in corso di stampa negli Atti relativi e curando la pubblicazione di un volume (G: PASCOLI, Poesie e prose della stagione messinese) presso EDAS, con un suo saggio introduttivo.

Dall’anno accademico 2012-13, usufruendo della mobilità interna, lo studioso si è trasferito nel Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne (ex Facoltà di Lettere e Filosofia) dell’Università degli Studi di Messina.

Particolarmente intenso di studi e ricco di risultati appare l’ultimo triennio, in cui Giuseppe Rando ha pubblicato quattro monografie [Alfieri costituzionalista, Nei pressi dell’Infinito e altri saggi leopardiani, Verga Pirandello e altri siciliani, Vero e immaginario tra Sicilia e Calabria (da Verga a Occhiato)] nonché tre saggi pascoliani (due in rinomati volumi collettanei, uno su «Esperienze letterarie») e un saggio alvariano, negli Atti di un Convegno Nazionale.

Intensa è stata, del pari, l’attività didattica di Giuseppe Rando, il quale, da più di trent’anni, cerca di trasmettere, senza risparmiarsi, attraverso l’analisi e l’interpretazione dei testi della letteratura italiana, conoscenze, cultura, amore della libertà, del bello e del retto ai suoi allievi, che mostrano di seguire i suoi corsi con intelligenza, passione e interesse.

Didattica e ricerca scientifica costituiscono, invero, per lui, un binomio inscindibile: il dialogo che intesse con i testi letterari, evitando ogni forma di impressionismo e curando, col supporto della storia e della filologia, di non violarne la personalità, prosegue, con identici intendimenti, nel corso delle lezioni frontali con gli alunni, che non ha mai considerato sacchi vuoti da riempire o clienti da imbonire, ma persone da rispettare ed aiutare, casomai, a crescere.

Ripete agli alunni, con malcelato orgoglio, che non ha mai studiato un autore della letteratura italiana per motivi che non siano, in primis, quelli del piacere di leggere e di conoscere, intrigandolo soprattutto la fase genetica dei testi. È alla luce di questi convincimenti, supportati dall’utilizzazione dei più aggiornati metodi critici ed ermeneutici, che Giuseppe Rando, con i limiti che sono propri della condizione umana e di un contesto non particolarmente stimolante, ha conseguito risultati non comuni sul terreno degli studi letterari, se è vero che a) ha impresso – a detta di Petronio, Spongano, Di Benedetto, Bàrberi Squarotti, Ronchini – una svolta decisiva in direzione costituzionalistica negli studi alfieriani del Novecento; b) ha dimostrato, per primo, la presenza del Sublime di Pseudo Longino nella poetica e nella poesia di Parini; c) ha documentato, per primo, la genesi giornalistica di Gente in Aspromonte e la sua singolare elaborazione, aprendo la strada agli studi alvariani di questo tipo; d) ha rivelato aspetti sconosciuti della poetica, della cultura e della poesia di Giacomo Leopardi; e) ha proposto interpretazioni tanto inedite quanto circostanziate di opere fondamentali di Verga e di Pirandello.

E ciò, contro certa pratica strumentale delle ricerche, che incentiva talora, nel mondo accademico, la produzione di libri barbosissimi (per arzigogoli impressionistici) e/o pseudo scientifici (per filologismo meccanico), scritti solo pour épater les bourgeois e fare carriera: libri che inibiscono, di fatto, la corretta fruizione della letteratura e dei suoi altissimi valori a tanti, sfortunati studenti universitari, magari destinati a insegnare domani letteratura nelle scuole.

Certo, Giuseppe Rando ha avuto la fortuna – o l’ardimento – di non avere un solo maestro e di seguire, con passione, la lezione di alcuni grandi maestri, godendo tuttavia della più piena libertà di ricerca, senza la quale non si ottengono, com’è noto, risultati duraturi a livello scientifico. Quanto dire che Giuseppe Rando ha contestato, e contesta, di fatto, con la sua vita, oltre che con il suo modo di intendere e praticare l’attività didattica e scientifica, una visione rozza e mistificatoria dell’Università come centro di potere, rifiutandone decisamente tutte le lusinghe e pagandone, talora, di persona, l’inevitabile scotto.


Principali pubblicazioni di Giuseppe RANDO

 

Ultimi studi derobertiani, «Ragguaglio Librario», 2 (1981), 54-57.

Tre saggi alfieriani, Roma, Herder, 1982.

Bibliografia di Gino Raya, in Apophoreta. Scritti offerti a G. Raya, Roma, Herder, 1982, XV-XLVII.

Poetica e politica nel trattato «Del Principe e delle lettere» di V. Alfieri, in Studi di letteratura italiana in memoria di C. Colicchi, Messina, EDAS, 1983, 285-297.

Le sirene del mito. Protostoria di Leopardi, Messina, EDAS, 1985

Manzoni e la «Colonna infame», «Nuovi Annali della Facoltà di Magistero dell’Università di Messina», 3 (1985), 757-776.

Pirandello: dal relativismo alla polemica antimondana («L’amica delle mogli»), ivi, 4 (1986), 109-127.

Pirandello. «Il giuoco delle parti» tra narrativa e teatro, ivi, 5 (1987), 685-706.

La didattica dell’italiano nella scuola media, in La didattica delle singole discipline d’insegnamento nella scuola media, a cura di G. Celona, Marina di Patti, Pungitopo, 1990, 3-20.

La poesia “mediterranea” di Maria Luisa Spaziani, «Nuovi Annali della Facoltà di Magistero dell’Università di Messina», 8 (1990), 595-601.

L’oboe solitario. Giuseppe Aurelio Costanzo, Messina, Edas, 1992.

La bussola del realismo. Verga, Alvaro, Moravia, Roma, Bulzoni, 1992.

Corrado Alvaro tra giornalismo e letteratura: le «mummie» del passato e gli «ideali della modernità», «Nuovi Annali della Facoltà di Magistero dell’Università di Messina», 11 (1993), 467-475.

L’abbozzo di «Fantasticheria» e la trama di «Padron ‘Ntoni», ivi, 13-14 (1995-96), 561-577.

Vittorio Alfieri: l’elaborazione della «Tirannide», la riforma drammaturgica e le “tragedie di libertà”, «Proteo. Quaderni del Centro Interuniversitario di Teoria e Storia dei Generi Letterari», 1 (96), 49-60.

La norma e l’impeto. Studi sulla cultura e sulla poetica leopardiana, Torino, Tirrenia Stampatori, 1997.

Felice Cameroni. Una rubrica (interrotta) sul Realismo, «Magisterium», 1 (1997), 471-500.

Pirandello novelliere: moderno antimoderno, «Problemi», 110 (1998), 40-72.

Parini e il “Sublime”, «Rivista di letteratura italiana», XVII, 2-3 (1999), 525-541.

Il novelliere Boner, Reggio Calabria, Lineaerre, 2000.

Leopardi: la pedagogia, Locke e la formazione del genio (atti del X Convegno Internazionale di Studi Leopardiani. Lo Zibaldone cento anni dopo), t. II, Firenze, Olschki, MMI, 625-650.

Note su cultura francese e identità nazionale nel «Giorno»(atti del 2° Congresso Nazionale dell’ADI), t. I, Galatina di Lecce, Congedo 2001, 269-278.

– La narrativa di Edoardo Giacomo Boner. Novelle messinesi e leggende boreali nel crepuscolo del Verismo, Messina, EDAS, 2002.

– Introduzione, testo e note a E. G. BONER, Racconti peloritani, Messina, Intilla Editore, 2003.

– Introduzione, testo e note a E. G. BONER, Sul Bosforo d’Italia, ivi, 2003.

– Introduzione, testo e note a E. ONUFRIO, La spugna d’Apelle, Messina, EDAS, 2004.

– Introduzione, testo e note a E. ONUFRIO, Novelle disperse, ivi, 2004.

– Introduzione, testo e note a G. A. CESAREO, Avventure eroiche e galanti, Messina, Intilla Editore, 2004.

– Tipologie della novellistica “minore” del secondo Ottocento in Sicilia, in AA.VV., Narrativa “minore” del secondo Ottocento in Sicilia, Atti del Convegno Nazionale di Messina (11-13 dicembre 2003), Messina, EDAS, 2004, pp. 191-202.

– Per la leggibilità della critica: Il giardino della “Ragazza del ghetto”, «Marenostrum», 1 (2004), pp.259-267.

– Prefazione a S. SICILIANO, Il vitulone beffato, in «Atti della Accademia Peloritana dei Pericolanti», LXXVI (2000) [ma 2004], pp. 297-298.

– Corrado Alvaro narratore. L’officina giornalistica, Reggio Calabria, Falzea Editore, 2004.

– Alfieri politico: luci, abbagli e filtri ideologici, in AA. VV., Vittorio Alfieri e la critica novecentesca, Atti del Convegno Nazionale di Catania (20-30 novembre 2002), Catania, Università degli Studi, 2005, pp. 195-219.

– Alfieri e il mondo antico: traduzioni e rifacimenti, in AA. VV., Alfieri a Roma, Roma, Bulzoni, 2005, pp. 407-434.

– La personalità del testo. Saggi su Parini, Leopardi, Boner, Pirandello, Roma, Vecchiarelli,, 2006.

– Introduzione, testo e note a N. MISASI, Racconti calabresi, Sassari, Soveria Mannelli, Ilisso- Rubbettino, 2006.

– Introduzione, testo e note a C. ALVARO, La siepe e l’orto, Reggio Calabria, Iiriti, 2006.

– Introduzione, testo e note a C, ALVARO, Gente che passa, Racconti dispersi, Soveria Mannelli, Rubbettino Editore, 2007.

– Le metamorfosi della “Lupa” tra narrativa e teatro, in AA. VV., Il teatro verista, Catania, Biblioteca della Fondazione Verga, 2007, pp.237- 263.

– Alfieri europeo: le “sacrosante” leggi, Soveria Mannelli, Rubbbettino Editore, 2007

– Forme novecentesche del modello manzoniano. “La ragazza del ghetto” di Sabino Acquaviva, in AA. VV., Il romanzo e la storia. Percorsi critici, a cura di M. Sacco Messineo, Palermo, due punti edizioni, 2007, pp. 263-272.

Prefazione a G. DELEDDA, Le colpe altrui, Ilisso Edizioni, Nuoro, 2008

Introduzione, testo e note a E. ONUFRIO, Scritti letterari e saggi di varia umanità, Messina, EDAS, 2008.

Introduzione, testo e note a G. A. CESAREO, Leggende e fantasie, Messina, Intilla Editore, 2008.

“L’uomo è forte” di Corrado Alvaro contro l’illusione comunista, «Terzo Millennio», 1 (2009), pp. 22-47.

Forme dell’irrazionale in Sicilia da Verga a Camilleri, «La magia e le arti nel Mezzogiorno», a cura di Raffaele Cavalluzzi, Bari, Edizioni B.A. Graphis, 2009.

Le terze, pensose «effinzioni» di Antonino Grillo, «Cultura e Prospettive», 7 (2010), pp. 45-48.

Camilleri: infelicità del “figlio cambiato” e la normalità di Salvo Montalbano, «Rivista di Letteratura Italiana», 2 (2010), pp.119-128.

Sperimentalismo e profezia nelle “Memorie del mondo sommerso” di Corrado Alvaro, «Terzo Millennio», 2 (2010), pp. 38-52.

Le “Effinzioni”di Antonino Grillo, «Otto-Novecento», 3 (2010), pp.187-197.

Alessia Battaglia, “ Fra gli spazi vuoti finalmente piove”, «Cultura e Prospettive», 7 (2010), pp. 147-150.

Dialogando con “Acqua tinta” di Giorgio Bongiovanni, «Terzo Millennio», 1 (2011), pp. 37-44.

Maria Costa cuntastorie e pueta dû mari, «Cultura e Prospettive», 11 (2011), pp. 69-83.

Sperimentalismo, denuncia e profezia nella narrativa di Corrado Alvaro, in Narratori Italiani del Novecento, I, a cura di Rocco Mario Morano, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2012, pp. 337-462.

Le novelle siciliane di Pirandello, in Classico e moderno. Studi in memoria di Antonio Mazzarino, a cura di Giuseppe Rando e Maria Gabriella Adamo, Reggio Calabria, Falzea editore, 2012, pp. 412-456.

Temi e valori dell’immaginario moderno nei “Colloqui con Quasimodo”, in S. QUASIMODO, Colloqui. “Tempo” 1964-1968”, a cura e con un saggio di Carlangelo Mauro, Introduzione di Giuseppe Rando, Nola, L’arca e l’arco, 2012, pp. XVII-XLIII.

  • Maria Costa testimone e custode dei valori dello Stretto, introduzione a COSTA, Àbiru maistru, Gioiosa Marea, Pungitopo, 2013.
  • Un nido sullo Stretto, Introduzione a G: PASCOLI, Poesie e prose della stagione messinese, Messina, EDAS, 2013, 7-31.
  • Giovanni Pascoli alle soglie del nichilismo (e del pacifismo), in Atti del Convegno di Messina 2012, in corso di stampa.

«L’uomo è forte»: dal reportage antisovietico al romanzo realistico-simbolico, in Paura sul mondo. Per «L’uomo è forte» di Corrado Alvaro, Pisa, Edizioni ETS, 2013.

Verga, Pirandello e altri siciliani, Franco Angeli, Milano 2014.

Poetiche, poesia e metapoesia nella stagione messinese di G. Pascoli, in Studi in onore di Enrico Ghidetti, Firenze 2014.

Vero e immaginario tra Sicilia e Calabria (da Verga a Occhiato), Pellegrini, Cosenza 2014.

Quasimodo tra giornalismo e letteratura: «non c’è poesia pura», in S: QUASIMODO, Il falso e il vero verde (“Le Ore” 1960-1964), a cura di Carlangelo Mauro, prefazione di Giuseppe Rando, Avellino, Edizioni di Sinestesie, 2015, pp. XXI-XXXVII.

Nei pressi dell’Infinito e altri saggi leopardiani. In Appendice l’edizione critica dell’orazione Agl’Italiani di Giacomo Leopardi, Aracne, Roma 2015.

Alfieri costituzionalista (tra politica, teatro e letteratura), Equilibri, Reggio Calabria 2015.

L’altro Pascoli: poesia e scienza nel «nuovo secolo», in «Esperienze letterarie», 2 (2015).

Neogotico siciliano: orrori, incanti e misteri alle soglie del vero, in Neogotico tricolore. Letteratura e altro, a cura di Enzo Biffi Gentili, Giorgio Bárberi Squarotti, Walter Boggione, Barbara Zandrino, Moncalieri, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, 2015.

Percorsi verghiani: Eva o Musette, in Cahier d’amitié. Scritti in onore di Maria Gabriella Adamo, a cura di Renato Corona, Aracne, Roma 2016.

 

 

 

 

La presente bibliografia non comprende articoli e recensioni pubblicati su giornali (quotidiani, settimanali e/o mensili).

 

 

 

Informazioni su Monica Bauletti

Monica Bauletti, libri@monicabauletti.it Romanzi: -ATTACCO AGLI ILLUMINATI – EDITORE: LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2014 -L’AMICA PIU’ PREZIOSA - EDITORE: LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2014 -BERTA, LA LEGGENDA (PUBME.ME) 2017 -Racconto: VITE RIFLESE antologia UNA BELLA GIORNATA DI SOLE LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2015 -Racconto “RESPIRO” secondo classificato al premio letterario edizione 2014 “MILLE E… UNA STORIA” e pubblicato nell’antologia del premio. -Racconto “TU NON MI AMI” numero dicembre 2014 rivista internazionale di letteratura e cultura varia “3°m TERZO MILLENNIO” fondata dal poeta-scrittore-saggista professore Carmelo Aliberti. -Racconto "MARTINA VEDE LE COSE" antologia: SOFFIA UN VENTO CONTRARIO - L'IGUANA EDIUTRICE www.monicabauletti.it

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