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IN CERCA DI VITE GIA’ PERSE – SIMON ARMITAGE

IN CERCA DI VITE GIA’ PERSE
Incontro con Simon Armitage

Presenta Franco Buffoni.

UN BELLISSIMO MOMENTO DI POESIA A PORDENONELEGGE 2015

ARMITAGE

Simon Armitage è nato nel West Yorkshire nel 1963. Fra i suoi libri di poesia ricordiamo: Kid, The Dead Sea Poems, Killing Time, The Universal Home Doctor, Tyrannosaurus Rex versus the Corduroy Kid, Seeing Stars e Black Roses. Per Guanda sono usciti il romanzo L’omino verde e il poema Sir Gawain e il cavaliere verde. E le 2015 l’antologia di poesia In cerca di vite già perse.

Domenica 20 settembre ore 15,00 a Palazzo Gregoris, Simon Armitage, in una stanzetta gremita di persone, posti a sedere tutti esauriti, e una folta corona di spettatori in piedi, ha parlato della sua poesia intrattenuto e intervistato da Franco Buffoni. Un pubblico a rilevante prevalenza femminile.
Donne sì, ma di ogni età.

 

Franco Buffoni (poeta, traduttore e docente universitario di letteratura italiana. Dal 1989 è direttore della rivista sulla teoria e pratica della traduzione poetica «Testo a fronte» e dal 1991)

Franco Buffoni (poeta, traduttore e docente universitario di letteratura italiana. Dal 1989 è direttore della rivista sulla teoria e pratica della traduzione poetica «Testo a fronte» e dal 1991).

“Ha una personalità poliedrica” Così definisce Franco Buffoni l’ospite di Pordenonelegge 2015: SIMON ARMITAGE, perché intellettuale e poeta, narratore, autore di testi teatrali, giornalista regista cinematografico; collocandolo nello stesso filone artistico di Nelo Risi e Pier Paolo Pasolini.
Io mi permetto di definirlo “Poeta Integrale” perché Simon Armitage non cambia atteggiamento in base al ruolo che riveste ma rimane costantemente se stesso, rimane poeta, lasciando la sua impronta poetica in ogni lavoro che svolge , qualsiasi sia il lavoro chiamato a svolgere.

(Riporto di seguito la trascrizione dell’intervista e più in basso la registrazione dell’ultima parte dell’incontro, con la lettura di una poesia da parte di Simon Armitage e la versione letta in italiano dalla traduttrice. Scusate se l’audio non è dei migliori, ho registrato col cellulare in una stanza piena di gente).

 

Franco Buffoni: Che tipo di film, che tipo di documentario ama girare? Come mette la poesia nei documentari e nei film?

Simon Armitage: La poesia offre molte più potenzialità di qualsiasi altra forma di espressione trasferita nelle pagine del libro, la poesia ha un’energia, una potenza che va otre ed è ancora più forte di qualsiasi altra forma letteraria. Come una volta è stato detto da un poeta australiano definendo la poesia una forma d’arte che va ovunque, lui parlava del concetto della portabilità, l’idea che la poesia te la puoi metter in tasca per portarla dove vuoi. La mia interpretazione di questa sua definizione è questa, cioè la poesia ha una portabilità tutta particolare, la capacità di riuscire a superare le frontiere, di andare a inserirsi in altre forme d’arte, ecco questa capacita dunque della poesia di cooperare, di collaborare con altre dorme d’arte. E’ vero che la poesia ha una forma un po’ di ribellione, ma in un certo senso è una forma d’arte assolutamente tradizionale. La poesia nasce nei teatri, nel palco di un teatro, attorno a un fuoco, all’interno di un tempio, ecco quindi la poesia è in grado di istaurare rapporti profondi con tante altre forme d’arte ed è forse questa la ragione per cui io mi sono sempre sentito assolutamente a mio agio con questa forma di letteratura ed questo il motivo per qui ho voluto portare e fare in modo che la poesia potesse contaminare ed entrare in altre forme d’arte.

F.B.: I film di Simon e i suoi documentari televisivi li potremmo chiamare documentari sociologici perché parlano molto spesso di vite di drop hause di emarginati, di persone disperate e lui riesce a mettere la poesia e a volte mette addirittura dei versi. Lui ha dichiarato che i versi che mette nei documentari hanno più rime, sono più poesia ancora di quelle che lui scrive come poesia in se stessa perché deve arrivare al grande pubblico.

S.A.: C’è da dire che i miei film e i miei documentari son piuttosto strani, a volte chi guarda questi documentari non si rende veramente conto e sembra non capire che cosa effettivamente stia guardando. A prima vista il documentario sembra veramente un documentario molto, molto convenzionale, poi all’improvviso uno dei personaggi comincia, per esempio, a recitare dei versi o cantare un sonetto che è stato composto, ecco tutto questo ha come obbiettivo a mio avviso quello, innanzitutto di creare sorpresa perché, come forse immaginate, il mercato dei documentari e per così dire affollato e dove c’è tanta concorrenza è necessario catturare l’attenzione di chi assiste e guarda il documentario, ma soprattutto l’obiettivo, e anche lo scopo, è quello di riuscire a rafforzare la voce di uno dei personaggi. Franco diceva che i personaggi dei miei documentari sono persone disperate, ai margini della società, cioè persone a cui in un certo senso è stata tolta la voce, la possibilità di parlare e che fanno fatica a farsi ascoltare, allora il mio modo di comporre questi documentari è un po’ come ridare potere a queste persone, permettere loro di recitare una poesia significa presentare loro la propria vita, innanzitutto a loro stessi, dargli nuovo potere e rafforzare la loro voce e soprattutto aprirli a un pubblico molto più ampio.

F.B.: ci sono altri poeti inglesi che si esprimo in poesia anche in contesti diversi al verso poetico. Se un poeta italiano tenta di commentare un fatto del giorno in poesia sul Corriere della sera o su Repubblica al più gli viene fuori una cosa alla Ottiero Otieri. E’ proprio la lingua italiana che non concede questo respiro. Vorrei sapere se Simon si rende conto del grande vantaggio che ha ad avere una lingua come la lingua inglese che può permettere una scrittura poetica di questo tipo?, noi italiani non l’abbiamo e non l’hanno neanche i francesi. Gli inglesi ce l’hanno a suo buon grado.

S.A.: Non sono sicurissimo che sia una questione di lingua, forse è una questione di posizione culturale che la poesia ha e gode in un determinato paese. E’ vero che si potrebbe anche affermare che ogni paese ha la poesia che si merita. Questo è vero. Non so in effetti poi come questa riflessione si adatti a quella che è la situazione in Italia. Posso dire che per quanto riguarda la Gran Bretagna siamo abbastanza fortunati, esiste ancora questa figura che definiamo il “lettore comune” che non è un lettore specializzato di poesia sicuramente non scrive poesia e magari ha studiato la poesia soltanto ai tempi della scuola però continua a nutrire questo interesse per la poesia ogni qualvolta ne abbia opportunità e occasione, infatti esiste uno spazio per la poesia nelle televisioni, nei giornali, perfino tra le notizie di cronaca, di politica, pubblicate sui giornali. Magari non riceve grandi titoloni, magari lo spazio riservato alla poesia non è enorme, ma c’è uno spazio nei cuori e nella mente della gente. E io penso di avere questo privilegio, cioè di scrivere per queste persone, per questi lettori comuni, quindi di non rivolgermi soltanto al mondo accademico. il mio lavoro è diretto esattamente a tutte queste persone che continuano a sentirsi capaci e desiderosi di leggere poesia anche se non sono né degli esperti né dei professionisti.

F.B.: Lo spazio che Simon ha appena descritto, in Italia e In Francia, è occupato dalla canzone d’autore. Il bisogno di poesia delle masse è soddisfatto dalla canzone d’autore e gli autori più intelligenti succhiano dai poeti è evidente questo.

in cerca di vite già perse - armitage

In cerca di vite già perse. Testo inglese a fronte Armitage Simon € 22,10 (Prezzo di copertina € 26,00) Dati 2015, 275 p., brossura Curatore Bocchiola M. Editore Guanda (collana Poeti della Fenice) Disponibile in eBook a € 12,99

The Christening
I am a sperm whale. I carry up to 2.5 tonnes of an oil-like
balm in my huge, coffin-shaped head. I have a brain the
size of a basketball, and on that basis alone am entitled to
my opinions. I am a sperm whale. When I breathe in, the
fluid in my head cools to a dense wax and I nosedive into
the depths. My song, available on audiocassette and
compact disc is a comfort to divorcees, astrologists and
those who have ‘pitched the quavering canvas tent of their
thoughts on the rim of the dark crater’. The oil in my head
is of huge commercial value and has been used by NASA,
for even in the galactic emptiness of deep space it does not
freeze. I am attracted to the policies of the Green Party on
paper but once inside the voting booth my hand is guided
by an unseen force. Sometimes I vomit large chunks of
ambergris. My brother, Jeff, owns a camping and outdoor
clothing shop in the Lake District and is a recreational user
of cannabis. Customers who bought books about me also
bought Do Whales Have Belly Buttons? by Melvin Berger
and street maps of Cardiff. In many ways I have seen it all.
I keep no pets. Lying motionless on the surface I am said
to be ‘logging’, and ‘lobtailing’ when I turn and offer my
great slow fluke to the horizon. Don’t be taken in by the
dolphins and their winning smiles, they are the pickpockets
of the ocean, the gypsy children of the open waters and
they are laughing all the way to Atlantis. On the basis of
‘finders keepers’ I believe the Elgin Marbles should
remain the property of the British Crown. I am my own
God – why shouldn’t I be? The first people to open me up
thought my head was full of sperm, but they were men, and
had lived without women for many weeks, and were far
from home. Stuff comes blurting out.

 

 


In cerca di vite già perse. Testo inglese a fronte Armitage Simon € 22,10 (Prezzo di copertina € 26,00) Dati 2015, 275 p., brossura Curatore Bocchiola M. Editore Guanda (collana Poeti della Fenice) Disponibile in eBook a € 12,99

Il Battesimo
Io sono un capodoglio. Mi porto fino a 2 tonnellate e mezzo di
balsamo oleoso nella testa enorme a forma di bara. Il mio cervello è grosso
come un pallone da basket, e anche solo per questo ho diritto alle
mie opinioni. Io sono un capodoglio. Quando ispiro, il fluido
nella mia testa si rapprende in una cera densa e mi tuffo a capofitto
negli abissi. Il mio canto, disponibile su cassette
e cd, è un cuore di divorziati, di astrologi e
quelli che hanno piantato la tremula tenda dei loro pensieri
sull’orlo del cratere scuro. L’olio nella mia testa
ha un enorme valore commerciale ed è stato usato dalla NASA,
perché non gela neppure nel vuoto galattico dello spazio.
Sulla carta mi piacciono le idee dei verdi ma in segreto della cabina
la mia mano è guidata da una forza invisibile. A volte
vomito ambra grigia a pezzettoni. Mio fratello, Jeff, ha un campeggio
e un negozio di abbigliamento outdoor nel Lake District e fuma cannabis
per ritemprarsi. Alcuni clienti che hanno acquistato i libri su di me
hanno acquistato anche Ma è di balena quel ombelico? Da Melvin Berger
e carte stradali di Cardiff. Per molti aspetti ho visto tutto.
Non tengo piccoli animali. Stese immobili a galla si dice che
navigo o scodo quando mi volto e porgo all’orizzonte la mi
grande barra lenta. Non fatevi incantare dai
delfini coi loro sorrisi simpa, sono i borseggiatori
dell’oceano, i zingari del mare aperte e
vanno avanti a ridere fino ad Atlantide. Per il principio
“chi lo trova è suo” credo che i marmi di Elgin debbano
restare proprietà della Corona britannica. Sono il Dio di me stesso,
– e perché non dovrei? I primi che mi hanno aperto
hanno pensato che la mia testa fosse piena di sperma,
erano uomini, e vivevano senza donne da molte settimane,
e lontano da casa. Lo schizzetto ti scappa.

 

monica azzurra   Monica Bauletti

Informazioni su Monica Bauletti

Monica Bauletti, libri@monicabauletti.it Romanzi: -ATTACCO AGLI ILLUMINATI – EDITORE: LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2014 -L’AMICA PIU’ PREZIOSA - EDITORE: LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2014 -BERTA, LA LEGGENDA (PUBME.ME) 2017 -Racconto: VITE RIFLESE antologia UNA BELLA GIORNATA DI SOLE LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2015 -Racconto “RESPIRO” secondo classificato al premio letterario edizione 2014 “MILLE E… UNA STORIA” e pubblicato nell’antologia del premio. -Racconto “TU NON MI AMI” numero dicembre 2014 rivista internazionale di letteratura e cultura varia “3°m TERZO MILLENNIO” fondata dal poeta-scrittore-saggista professore Carmelo Aliberti. -Racconto "MARTINA VEDE LE COSE" antologia: SOFFIA UN VENTO CONTRARIO - L'IGUANA EDIUTRICE www.monicabauletti.it

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