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LA POESIA DI CARMELO ALIBERTI Di Giorgio Barberi Squarotti

C’è una sicura costanza nella vicenda poetica di Aliberti nel lungo arco di circa 50 anni, ed è fortemente riservato e distintivo della sua ricerca: la passione morale e politica sempre espressa con un linguaggio aspramente espressionistico nella varietà ricchissima e singolare e originale delle metafore, tese fino all’estremo del grido e della visione.

Giorgio Bàrberi Squarotti (Torino, 1929) è un critico letterario e poeta italiano.   Raccolte di poesie La voce roca, La declamazione onesta, Finzione e dolore, Notizie dalla vita, Il marinaio del Mar Nero e altre poesie, Dalla bocca della balena, In un altro regno, La scena del mondo, Dal fondo del tempio, Le vane nevi, Le Langhe e i sogniIl gioco e il verbo, La storia vera, I doni e la speranza, Gli affanni, gli agi e la speranza, Le foglie di Sibilla, Lo scriba delle stagioni, Il giullare di Nôtre-Dame des Neiges. Saggi Astrazione e realtà, Poesia e narrativa del secondo Novecento, Metodo, stile, storia, La poesia italiana contemporanea dal Carducci ai giorni nostri, La narrativa italiana del dopoguerra, Pagine di teatro, Teoria e prove dello stile del Manzoni, La cultura e la poesia italiana del dopo guerraLa forma tragica del Principe e altri saggi sul Machiavelli, Simboli e strutture della poesia del Pascoli, Camillo Sbarbaro, Il gesto improbabile. Tre saggi su Gabriele D'Annunzio, L'artificio dell'eternità. Studi dantechi, Il codice di Babele, Manzoni. Testimonianze di critica e di polemica), Gli inferi e il labirinto. Da Pascoli a Montale, Poesia e ideologia borghese, Fine dell'idillio. Da Dante a Marino, Le sorti del tragico. Il novecento italiano: romanzo e teatro, Il romanzo contro la storia. Studi sui Promessi sposi, Dall'anima al sottosuolo. Problemi della letteratura dell'Ottocento da Leopardi a LuciniGiovanni Verga. Le finzioni dietro il verismo, Invito alla lettura di Gabriele d'Annunzio, Il potere della parola. Studi sul Decameron, La poesia del Novecento. Morte e trasfigurazione del soggetto, L'ombra di Argo. Studi sulla Commedia, L'onore in corte. Dal Castiglione al Tasso, La forma e la vita. Il romanzo del Novecento, Machiavelli, o La scelta della letteratura, Manzoni. Le delusioni della letteratura, Il sogno della letteratura, In nome di Beatrice e altre voci, Le maschere dell'eroe. Dall'Alfieri a Pasolini, Le colline, i maestri, gli dei, La scrittura verso il nulla: D'Annunzio, Il sogno e l'epica, Il viaggio di liberazione attraverso l'Inferno, Parodia e pensiero: Giordano Bruno, Le capricciose ambagi della letteratura, L'orologio d'Italia. Carlo Levi e altri racconti, Addio alla poesia del cuore, I miti e il sacro. Poesia del Novecento, Il tragico cristiano da Dante ai moderni, Ottocento ribelle, La teoria e le interpretazioni, Le cortesie e le audaci imprese. Moda, maghe e magie nei poemi cavallereschi, La letteratura instabile. Il teatro e la novella fra Cinquecento ed età barocca, Il pipistrello a teatro. Pirandello, narrativa e tragedia, La farfalla, l'anima. Saggi su Gabriele d'Annunzio narratore, Il sistema della narrativa. Gli autori del Novecento: saggi critici, La poesia, il sacro e il patinoire. Saggi su Gozzano e Pavese, Sestri La cicala, la forbice e l'ubriaco. Montale, Sbarbaro e l'altra Liguria, Sestri Le donne al potere e altre interpretazioni. Boccaccio e Ariosto, Entello, Ulisse, la matrona e la fanciulla. Saggi su Saba e Campana, Tutto l'Inferno. Lettura integrale della prima cantica del poema dantesco, L'ultimo cuore del novecento. Paesaggi per la poesia

Giorgio Bàrberi Squarotti (Torino, 1929) è un critico letterario e poeta italiano.
Raccolte di poesie
La voce roca, La declamazione onesta, Finzione e dolore, Notizie dalla vita, Il marinaio del Mar Nero e altre poesie, Dalla bocca della balena, In un altro regno, La scena del mondo, Dal fondo del tempio, Le vane nevi, Le Langhe e i sogniIl gioco e il verbo, La storia vera, I doni e la speranza, Gli affanni, gli agi e la speranza, Le foglie di Sibilla, Lo scriba delle stagioni, Il giullare di Nôtre-Dame des Neiges.
Saggi
Astrazione e realtà, Poesia e narrativa del secondo Novecento, Metodo, stile, storia, La poesia italiana contemporanea dal Carducci ai giorni nostri, La narrativa italiana del dopoguerra, Pagine di teatro, Teoria e prove dello stile del Manzoni, La cultura e la poesia italiana del dopo guerraLa forma tragica del Principe e altri saggi sul Machiavelli, Simboli e strutture della poesia del Pascoli, Camillo Sbarbaro, Il gesto improbabile. Tre saggi su Gabriele D’Annunzio, L’artificio dell’eternità. Studi dantechi, Il codice di Babele, Manzoni. Testimonianze di critica e di polemica), Gli inferi e il labirinto. Da Pascoli a Montale, Poesia e ideologia borghese, Fine dell’idillio. Da Dante a Marino, Le sorti del tragico. Il novecento italiano: romanzo e teatro, Il romanzo contro la storia. Studi sui Promessi sposi, Dall’anima al sottosuolo. Problemi della letteratura dell’Ottocento da Leopardi a LuciniGiovanni Verga. Le finzioni dietro il verismo, Invito alla lettura di Gabriele d’Annunzio, Il potere della parola. Studi sul Decameron, La poesia del Novecento. Morte e trasfigurazione del soggetto, L’ombra di Argo. Studi sulla Commedia, L’onore in corte. Dal Castiglione al Tasso, La forma e la vita. Il romanzo del Novecento, Machiavelli, o La scelta della letteratura, Manzoni. Le delusioni della letteratura, Il sogno della letteratura, In nome di Beatrice e altre voci, Le maschere dell’eroe. Dall’Alfieri a Pasolini, Le colline, i maestri, gli dei, La scrittura verso il nulla: D’Annunzio, Il sogno e l’epica, Il viaggio di liberazione attraverso l’Inferno, Parodia e pensiero: Giordano Bruno, Le capricciose ambagi della letteratura, L’orologio d’Italia. Carlo Levi e altri racconti, Addio alla poesia del cuore, I miti e il sacro. Poesia del Novecento, Il tragico cristiano da Dante ai moderni, Ottocento ribelle, La teoria e le interpretazioni, Le cortesie e le audaci imprese. Moda, maghe e magie nei poemi cavallereschi, La letteratura instabile. Il teatro e la novella fra Cinquecento ed età barocca, Il pipistrello a teatro. Pirandello, narrativa e tragedia, La farfalla, l’anima. Saggi su Gabriele d’Annunzio narratore, Il sistema della narrativa. Gli autori del Novecento: saggi critici, La poesia, il sacro e il patinoire. Saggi su Gozzano e Pavese, Sestri La cicala, la forbice e l’ubriaco. Montale, Sbarbaro e l’altra Liguria, Sestri Le donne al potere e altre interpretazioni. Boccaccio e Ariosto, Entello, Ulisse, la matrona e la fanciulla. Saggi su Saba e Campana, Tutto l’Inferno. Lettura integrale della prima cantica del poema dantesco, L’ultimo cuore del novecento. Paesaggi per la poesia

La letteratura ha avuto sempre (o, almeno, fino a questi ultimi tempi) come solida stanza che resiste nel trascorrere della storia vincendone gli orrori e gli errori e le vanità e le illusioni, figure esemplari, perché sapienti della parola, esperti, ben consapevoli della scrittura dalle origini classiche ed ebraiche fino alla contemporaneità e, al tempo stesso, curiosi e attentissimi della novità del discorso, delle esigenze dell‘età e dei mutamenti, pronti a reagire con lo strumento della poesia, alle distorsioni e ai tradimenti delle mode e delle oppressioni, nell’armonia ben misurata tra liricità e morale. Certamente Carmelo è uno dei modelli più preziosi che ci accompagnano e ci sostengono: poeta lirico e narrativo, concettuale e polemico, e critico attento per l’interpretazione più specifica degli autori della sua regione letteraria che è, poi, grande non soltanto per dimensioni, quanto per lo spazio fondamentale che occupa nella nostra letteratura lungo i secoli, dai rimatori siciliani, a Verga, Pirandello, Consolo, Bufalino, Tomasi di Lampedusa, Ripellino e tanti altri ancora a me tanto cari e da me riveriti ed applauditi.
Una delle caratteristiche della poesia di Aliberti è la compresenza della rievocazione e del rapporto con le voci dei poeti antichi (i classici in particolare) e contemporanei della vita, della storia, delle trasformazioni della società, dello scontro tra le aspirazioni e le emozioni della vita e le oppressioni del lavoro, degli sradicamenti dalle origini, dal rigore arido e meccanico della tecnologia. Aliberti guarda alla grande contraddizione della esistenza, nella necessità del lavoro per vivere e della vita che, di conseguenza si dissecca, si cancella, e tutto quello che rimane è il retaggio della tecnologia, altre macchine nelle case a cui servire per tentare (ahimè non per la gioia vera, ma per la luce dell’anima), di non vedere e non sentire l’angoscia e l’oppressione.
C’è una sicura costanza nella vicenda poetica di Aliberti nel lungo arco di circa 50 anni, ed è fortemente riservato e distintivo della sua ricerca: la passione morale e politica sempre espressa con un linguaggio aspramente espressionistico nella varietà ricchissima e singolare e originale delle metafore, tese fino all’estremo del grido e della visione. Proprio per tale scelta Aliberti si avvale di una lunghissima serie dei nomi della sua geografia siciliana, e in questo caso è il suono a diventare l’eco efficacissima di messaggi. Al linguaggio raffinato e calcolatissimo si unisce il possente risonare della topografia dove il poeta scrive o a cui guarda o che ricorda come spazi percorsi o amati o immaginati o conosciuti sull’atlante del segno o dalla curiosità del mondo. Pochi sono i componimenti di Aliberti che rimangono raccolti dentro la liricità contemplativa, descrittiva, amorosa: sono quelli dei primi tempi della sua esperienza e delle sperimentazioni poetiche e appena qualche segno si ritrova in tempi successivi, degli anni successivi, degli anni novanta e intorno, quando si volse alle memorie d’affetti e di incontri, con le manifestazioni di momenti di vita che pure l’hanno nutrito, aiutandolo a non cedere o all’elegia o a parlare sempre delle verità della storia per il tramite della bellezza della parola. Penso ad un componimento splendido per ampiezza e sapienza, di respiro e di immagini come “Aiamotomea”, dove i luoghi attraversati dalla poesia diventano mito e i miti antichi a loro volta si concretano mirabilmente nel percorso della vita e del pensiero.
Un altro aspetto della poesia di Aliberti è la costruzione frequentissima del poemetto, anche molto ampio. E’ sì, il caso di Itaka, che l’autore chiama dramma lirico, ma tanto lirico non è, quanto piuttosto visione e avventura di immagini e di riflessioni, con la tensione estrema sempre delle metafore e delle congiunzioni di attualità e di tradizione, di nomi terragni e petrosi della Sicilia e di dichiarazioni di poetica ed echi d’altri poeti con i quali raffronta la sua creazione. Itaka è il futuro, in quanto è la durata della poesia. Il dramma lirico si sostanzia soprattutto di pensiero e di fervidissimi accordi di metafore, nervosi e solari (sulla lama del lido, frangiflutti delle nuvole, ghirlande insanguinate delle città sgomente. “ Il tuo risveglio”, tanto raffinato e prezioso, il poemetto è in undici lasse, nell’aspirazione ottimamente raggiunta , di raccogliere la totalità delle esperienze del passato (la Scuola per esempio) e dei passaggi ricuperati e riesposti nella rievocazione della poesia, dalle lotte morali e del sogno vivo dei sentimenti (la lassa X, altissima, sublime), dalla conversazione con altri poeti e altra poesia, dall’ascensione alla cosmicità, delle metamorfosi continue dei punti di vista, concreti o ideali, attuali e utopiche e sempre tuttavia le rappresentazioni sono sommosse dalla metafora impreveduta, fulminante e rivelativa. La misura tipica della poesia di Aliberti è, appunto il poemetto scandito in lasse di diversa ampiezza. Forse proprio per questo il poeta mescola le date di composizione dei testi, che pure sarebbe stata canonica: importa la costanza del metodo e della struttura, perché la varietà del discorso e dell’annodamento delle metafore è sostenuta dallo spazio grandioso della predicazione e della rappresentazione poetica. Guardo con partecipazione appassionata alle quattordici lasse; ”Il mattino scalpita”, alle dieci di “Sul Pino”, alle sei di “Una scimitarra” ( più breve, ma è uno dei testi più concentrati e intensi, sia per alacrità di pensiero e ricchezza di metafore, nella reinvenzione dei passaggi e delle stazioni),alle dodici di “Tra ombre balzo”, dove il paesaggio amato e contemplato viene dolorosamente scoperto nelle ferite della violenza delle speculazioni e delle offese della bellezza è l’unica capace, non di riscattarla, ma almeno di rivelarla come l’effetto del male dell’economia, delle oppressioni, dalla servitù, alla schiavitù del potere e del guadagno.
La dodicesima lassa di questo poemetto è una sigla efficacissima per questo strenuo confronto tra la visione e la realtà:
”Sul filo spinato dei miei versi
il Vento dell’Etna trascina
il tuo lamento sassoso
mentre consumo il mio dissenso
sulla storia incestuosa”.
Tocca al poeta esprimere il suo rifiuto della storia che va verso un futuro di sconfitta e di delusione, di tetra accettazione del poco ben benessere e di impoverimento dell’anima nel disfarsi del bene di un tempo, della natura che adesso soltanto la parola poetica può rievocare, con tanta più efficace varietà di immagini, quanto più se ne avverte la precarietà. Il poemetto “C’è una terra tra l’Etna e il mare” nelle sei ampie lasse aggiunge a alla invocazione e alla reinvenzione del paesaggio amato, con tutti i nomi favolosi ed enigmatici i personaggi della doppia identità della nostra storia, la memoria delle lotte e delle nostre aspirazioni al futuro e alla liberazione e dalle oppressioni economiche e morali. E gli aspetti dell’attualità, della moda e della finta ricchezza che si concreta nelle macchine della tecnologia, pagato con il lavoro coatto e senza soddisfazione. Certamente la poesia di Aliberti è poesia civile, ma l’originalità è nella sollecitazione del discorso contro la brutta copia della realtà, come fu in passato, e ogni tanto compare anche in questi tempi) che è lezione ed exemplum capace di giungere a tanto, con l’incisiva creatività delle metafore. I miti antichi che Aliberti evoca, spesso diventano i nuovi della nostra storia malata e della passione di riscatto e di protesta. E’ davvero tanto, tantissimo.

Giorgio Bàrberi Squarotti (Torino, 1929) è un critico letterario e poeta italiano.

GIORGIO BARBERI SQUAROTTI

Carmelo-Aliberti-700x357  Carmelo aliberti

monica azzurra  Monica bauletti

Informazioni su Monica Bauletti

Monica Bauletti, libri@monicabauletti.it Romanzi: -ATTACCO AGLI ILLUMINATI – EDITORE: LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2014 -L’AMICA PIU’ PREZIOSA - EDITORE: LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2014 -BERTA, LA LEGGENDA (PUBME.ME) 2017 -Racconto: VITE RIFLESE antologia UNA BELLA GIORNATA DI SOLE LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2015 -Racconto “RESPIRO” secondo classificato al premio letterario edizione 2014 “MILLE E… UNA STORIA” e pubblicato nell’antologia del premio. -Racconto “TU NON MI AMI” numero dicembre 2014 rivista internazionale di letteratura e cultura varia “3°m TERZO MILLENNIO” fondata dal poeta-scrittore-saggista professore Carmelo Aliberti. -Racconto "MARTINA VEDE LE COSE" antologia: SOFFIA UN VENTO CONTRARIO - L'IGUANA EDIUTRICE www.monicabauletti.it

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