Lascia un commento

POESIE D’AMORE – a mia moglie


POESIE D’AMORE

I ( a mia moglie )

Nel deserto dei Tartari
il ghibli innalza vertici di luce
sul prato fiorito del tuo viso
biondeggiante d’amore
tu Calliope celestina
sorgi dalle acque del Nilo
nella schiuma dorata del mattino
io ferito a morte nel fortino
dove vivo sepolto in agonia
ti cerco dentro i seni dell’aurora
mentre rotoli nel cerchio dei miei occhi
e costringi l’anima in rovina
a rifugiarsi nei cortili delle dune
dove disperso ogni mattina
io muoio di inedia nell’attesa

II

Da anni sono tuo prigioniero
mentre vago mentre amo mentre scrivo
mi avvolgi ogni svampo di pensiero
con il lampo degli occhi col respiro
tu sei il vortice del giorno sei l’azzurro
sei l’aiuola del sole
in cui si svena
l’ultimo palpito del cuore

III

Stanotte
notte d’amore in via del cuore
le ragazze tra fantasmi di sorrisi
strappano nel delirio del sangue
brandelli di allegria

la bionda e la rossa sogghignano cremate

ma l’anima svuotata di giudizio
insegue l’agonia del giorno
nel grido della sera
tra le acacie di Capo Sereno
nel flagello delle onde
che urlano il tuo nome
nel silenzio delle ombre
dove tu accendi pianeti di sogno
e di passione
le dita stridono nel paesaggio delle vene
disegnano arabeschi iridescenti
il cuore scalpita nell’autunno della notte
e la gioia di esistere ritorna

IV

I tuoi occhi che mi avvolgono al mattino
nella fredda penombra della stanza
in un lago di pianto e di speranza,
i tuoi occhi onde che innalzano
all’apice del cuore devastato
le note di altri canti di altre voci,
i tuoi occhi galassie accese
nella notte dell’anima deserta
sulle quiete praterie del cielo,
i tuoi occhi deliri di miele
congiunti alla mia carne al mio respiro
nella stanza della tortura
dove modulo l’ultima poesia,
per cantare di te,
per potere non dirti una bugia

V

E parliamo di Foscolo se vuoi
dell’Ortis delle Grazie dei Sepolcri

tu esponi con lucida dizione
la personalità del poeta
l’impegno politico l’amore
il mito dell’isola perduta
parli delle Isabelle del dolore
del nulla dell’utopia di Ugo;
io sul nastro delle nozioni
dipano un gomitolo segreto
e nel guscio delle tue parole
ritrovo i fantasmi del mio credo
in cui è dato a ciascuno il suo;
tu non sai quale male mi sfiora
in questo esilio di sentirmi vivo
ad un passo da te dal tuo respiro
mentre urlo con gli occhi tra le righe
– la vita è pena di vivere, è vuoto,
sola gioia delirio di sogni
l’essere vivo

VI

Il vento che scompagina il Tirreno
e smorza nella conchiglia della maga
il pianto di Eros desolato
il vento che violenta sul vetro
la mezzaluna del tuo fiato
il vento che fruga i miei fondali
e vorrebbe dall’anima strapparti
mentre torno da te sull’autostrada
il vento non sa che io sopravvivo
ai gorghi infernali di febbraio
nell’inviolata luce dei tuoi occhi
nella cara nebbia del tuo respiro

VII

Il rasoio dell’ora
il tempo vuoto
il brusio dell’attesa
l’invenzione
la conversazione sospesa
dall’assenza
il clandestino furore
senza senso
il vuoto della stanza
la vertigine del giorno
e della luce
i tuoi occhi il tuo oro
nell’oceano del cielo
la tua assenza che incendia
le ansie del futuro
il vociare e il tacere
con labbra irrazionali
e tra le voci attese
il silenzio in cui annega
il sogno delle ore
per un sortilegio del cuore

VIII

Tu non sai il sorriso che ritrovi
nel tempo dei brevi itinerari
che percorriamo insieme
tra le buie pareti
i sereni motivi che mi invento
per starti accanto
senza annoiarti

Vorrei darti
le rose del futuro che tu cerchi
l’emozione di avere
la vita che vorresti
ma il girasole che ti sorride
nel cortile della mia clausura
è clessidra spietata che risuona
quando ti volti quando ti allontani

IX

Ora mi chiedi con le lacrime in gola
se i versi con cui ho urlato
rivoluzioni mancate
resistono ancora nella sera
se dopo il diluvio irrazionale
di questi anni ignavi senza storia
intreccio ancora
matasse di gioie e di utopia

io avvampo nella mia trincea
scoperto nella guerra vana
del sogno e dell’errore
ma i tuoi occhi mi sussurrano la favola
di te farfalla nel cielo dei fiori
profanata da empi occhi empie mani
– no non voltarti farfalla d’amore
pietà per la mia sconfitta
pietà per il tuo dolore –

balbetto inezie insano mi trincero
nell’amore di Cristo tradito
del “Caro dolce poeta” violentato
dall’angoscia insensata del futuro
sono vuoto banale arrugginito
contesto il mio supplizio il tuo candore
che le mie mani tardano a sfiorare
ti vedo costernata ripiegare
nel limbo delle mie negazioni
ti vedo titubante lacerata
nelle griglie della mia prigione
e non credere più di appartenere
ai sogni d’argilla della terra
al mio aquilone di gioie di cristallo
alla rabbia del sangue di fanghiglia

– ti vedo soffrire ma tacere
ti vedo morire nel sorriso-
mentre il giorno travolge ansie e ore
ed io mi ostino ad inseguire
la rossa conchiglia delle tue labbra
la trasparenza viola del tuo seno

X

Ogni giorno con te
occhi di miele
con te vivo visioni nuove
– nel vortice delle ore
inventario di proteste e di martiri
stracci di speranze spalancate
sullo sgomento di strade offuscate
bocche soffocate nel giorno
dal clamore di voci deserte
– mani slogate a impastare
matasse di albe e di tramonti
– mani spalancate ad aspettare
la spugna di Cristo e della storia
– le tue mani dipinte di incertezze
sull’orizzonte del domani
e dentro, dentro un mondo vuoto
a stento in quel momento trattenuto
dal bianco fluorescente del tuo seno
– fuori il tempo corrode la mente
su lamiere di acque peregrine
e nelle vetrine l’abbaglio dei consumi
apre prospettive disperate
al tuo destino

ogni giorno con te
la tua voce soave
percuote questa stanza
dove confeziono rochi manichini
sepolto nel tunnel quotidiano
– ti chiedo notizie dell’amore
mi parli di un universo senza fine
ti chiedo se il cuore può sperare
che l’alba di domani
vedrà sorgere un giorno senza tempo

tu immersa
nel viola del silenzio
sorridi e sembri attenta
ad uncinarmi dentro fatui enigmi
ogni giorno con te
viola d’amore
io dipingo prati di ninfee
mentre nel sangue s’aggira l’ago del dolore
la mente affonda nel tuo sogno segreto
si confonde trafitta dalla luce
nel mio labirinto di rovine
e devasta l’acropoli del cuore

ogni giorno con te
con te ricerco
nello stridore dei tramonti
il profumo dei fiori
il senso reale dei colori
il mio essere perduto
nel risucchio dei giorni e del futuro
mentre tu allodola gentile
ti nascondi nel velo dei sogni
e non rispondi
ogni giorno con te
sei dolcissima
con me che riaffondo nella palude del male
e mi consumo sul molo ad approdare
nel precipizio dei giorni alle tue mani
che scintillano nella muta stanza
tra il brusio furtivo dei minuti
sempre più belle sempre più lontane

XI

Oggi
giornata fatale in Via del Cuore
mi hanno detto che spesso te ne vai
con i ragazzi di strada
s’è fatta più vasta la ferita
il sole si è spento stamattina
in Via del Cuore

mi vieni incontro in sogno
per dirmi del tuo pianto
ti chiamo accanto
ti grido di resistere
all’onda che avanza ad ingoiarti
se vuoi realizzarti
se vuoi essere la stella del tuo niente

Mezzogiorno ventisette del duemila
tu vai ancora con i ragazzi di strada
io appeso alla scrivania
impasto carte e lagrime e non so
non so come strapparti
al vento che ti trascina
nei crateri del tempo
e avvinghiarti contenta
alla mia storia d’amore
non so come spiegarti
non so come invocarti
non so come amarti
per poterti trattenere ed essere mia
cara dolce poesia.

 

 Carmelo-Aliberti-700x357  Carmelo Aliberti

 

per la rubrica SFOGLI L’AUTORE 

 monica azzurra Monica Bauletti

 

Informazioni su Monica Bauletti

Monica Bauletti, libri@monicabauletti.it Romanzi: -ATTACCO AGLI ILLUMINATI – EDITORE: LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2014 -L’AMICA PIU’ PREZIOSA - EDITORE: LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2014 -BERTA, LA LEGGENDA (PUBME.ME) 2017 -Racconto: VITE RIFLESE antologia UNA BELLA GIORNATA DI SOLE LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2015 -Racconto “RESPIRO” secondo classificato al premio letterario edizione 2014 “MILLE E… UNA STORIA” e pubblicato nell’antologia del premio. -Racconto “TU NON MI AMI” numero dicembre 2014 rivista internazionale di letteratura e cultura varia “3°m TERZO MILLENNIO” fondata dal poeta-scrittore-saggista professore Carmelo Aliberti. -Racconto "MARTINA VEDE LE COSE" antologia: SOFFIA UN VENTO CONTRARIO - L'IGUANA EDIUTRICE www.monicabauletti.it

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: