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VITTORIANO ESPOSITO (Università dell’Aquila) Da: Gazzetta del Sud, 18/10/2003 – IL PIANTO DEL POETA di Carmelo Aliberti

IL PIANTO DEL POETA

Il richiamo dei grandi sentimenti tra nostalgia di classicità e gusto del nostro tempo

In un volume antologico uscito fuori collana presso la Bastogi,

Vittoriano Esposito è stato un critico letterario italiano. Si è laureato all’Università di Roma con Natalino Sapegno e Alfredo Schiaffini con una tesi su Cesare Pavese, iniziando successivamente l'attività di insegnamento nelle scuole superiori

Vittoriano Esposito è stato un critico letterario italiano. Si è laureato all’Università di Roma con Natalino Sapegno e Alfredo Schiaffini con una tesi su Cesare Pavese, iniziando successivamente l’attività di insegnamento nelle scuole superiori

Carmelo Aliberti ha ripubblicato alcuni suoi poemetti ed esattamente:

Il pianto del poeta,

Caro dolce poeta,

Aiamatomea,

Il limbo,

la vertigine,

Le tue soavi sillabe,

Helena suavis filia,

con la traduzione a fronte in inglese di Antonio Famà, dell’Università di Waterloo in Canada, ed Ennio Rao, della North Carolina (U.S.A.). Seguono, in appendice, alcune testimonianze critiche di Carlo Sgorlon, Giuseppe Amoroso, Emerico Giachery e Walter Mauro. Basterebbe la presenza di questi nomi a garantire la validità dell’opera, che di per sé già si presenta come un bilancio, senza dubbio parziale e provvisorio, ma abbastanza lusinghiero e significativo, del poeta di Castroreale (Messina), vincitore di numerosi premi, tra cui il Rhegium Julii e il Mediterraneo (alla carriera), e presente in repertori e antologie ben qualificati sul Novecento. Carmelo Aliberti, che anche un ottimo saggista (ha pubblicato studi monografici su Silone, Prisco, Mastronardi, Cattafi, Tomizza e ultimamente Sgorlon), merita un posto particolare nel Parnaso italiano soprattutto come riscopritore del poemetto. In un secolo in cui appare do minante il frammento lirico, a partire dalla prima alta esperienza di alcuni esponenti del gruppo dei vociani, Aliberti ha avuto il coraggio, con pochi altri poeti del nostro tempo, di restaurare il gusto del canto disteso, ampio, dal respiro lungo, su temi d’interesse prevalentemente etico-civile. E la ragione sé può rinvenire in una riflessione di Michele Prisco, che dice testualmente: Perché la poesia, prima di essere un genere letterario,  nozione e rivelazione di vita (e come tale appartiene a tutti); ed un discorso sul destino umano che il poeta ha il privilegio di saper esprimere in modo universale attraverso un colloquio da uomo a uomo. Per entrare brevemente nel merito delle singole opere che comprende l’antologia, diremo che tutte denunciano la situazione del poeta come quel la di un esule solitario, che dalla trincea del paese natio guarda il mondo afflitto da insidie apocalittiche; ma in particolare, passando da un poemetto all’altro, si sente coinvolto in denunce più o meno sofferte del malessere generale che rischia di perderci. Nel poemetto introduttivo, ad esempio, Aliberti contrappone al quotidiano mercato della vita che si con su ma nel conflitto odio-amore, le perle colorate dell’infanzia, nella speranza che dentro la nuda anima / risorga l’alba, l’azzurra alba di Dio. Nel poemetto successivo, che risale agli anni 1978-1980, Aliberti rifà un po’ la storia dei giorni dell’odio e del dolore che segnarono il passaggio dalla dittatura alla democrazia, per soffermarsi poi su quelli che si dissero gli anni di piombo, i quali furono effettivamente anni degli assassini e delle iene, ma anche sulle tante speranze tradite che rendono abbaglio la luce del pensiero e urlo ammanettato la parola, poiché si assiste alla morte di Cristo come un dio ignoto, che finisce lacerato sui tralicci del sogno e dell’assurdo. Con Aiamatomea (1986) e Nei luoghi del tempo (1987), Aliberti dapprima piange e si dispera a causa della tragedia spirituale dell’uomo contempo¬raneo e quella fisica dell’ambiente violentato; poi, sull’esempio di Ora zio, come ha osservato Ennio Rao, temperata la sua ira e la sua lira, celebra i valori che si conservano ancora puri nella vita e nelle opere degli umili. La disperazione tocca l’apice nelle poesie raccolte col titolo Il limbo, la vertigine, con al centro l’invocazione a Dio visto nella sua impotenza di fronte alle nequizie degli uomini: Dio del nulla e del dolore / Dio dei poveri mio Dio / assistimi ti prego nel salire / i gradini del buio / con l’involucro del male / con la pena del prossimo nel cuore. L’antologia si chiude nel segno della esaltazione dell’amicizia e della paternità: Le tue soavi sillabe contengono l’urgenza di un messaggio umano che parte dall’amicizia e si innesta in una riconoscenza e gratitudine spirituale e umana (G. Pandini); il poemetto dedicato alla figlia Elena non vuol essere né un sermone né un elogio, come ben osserva Maria Grazia Lenisa, ma un momento di estatica contemplazione della primavera nell’empito di trattenerla per sempre nel foglio, onde il mito di Artemisia continui a vivere e sia l’amore paterno forte di ogni altro amore. Ci piace concludere con una osservazione di Carlo Sgorlon: Aliberti, costretto a muoversi tra nostalgie di classicità e il gusto del suo tempo, in effetti possiede un arco munito di molte frecce e le metafore si aggiungono alle metafore, in un tessuto vibrante, svariante di sentimenti ed apici, collegati con Ia Terra madre siciliana, formata da tanti strati culturali. Sgorlon, dicendo questo, si riferiva ad Helena suavis filia, ma noi riteniamo che le sue parole si possano assumere per una valutazione complessiva della poesia di Carmelo Aliberti. Ovviamente, con il pregio e il limite delle definizioni riassuntive.

  vittoriano espositoVITTORIANO ESPOSITO

(Università dell’Aquila)

Da: Gazzetta del Sud, 18/10/2003

per la rubrica SFOGLI L’AUTORE 

 monica azzurra Monica Bauletti

Informazioni su Monica Bauletti

Monica Bauletti, libri@monicabauletti.it Romanzi: -ATTACCO AGLI ILLUMINATI – EDITORE: LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2014 -L’AMICA PIU’ PREZIOSA - EDITORE: LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2014 -BERTA, LA LEGGENDA (PUBME.ME) 2017 -Racconto: VITE RIFLESE antologia UNA BELLA GIORNATA DI SOLE LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2015 -Racconto “RESPIRO” secondo classificato al premio letterario edizione 2014 “MILLE E… UNA STORIA” e pubblicato nell’antologia del premio. -Racconto “TU NON MI AMI” numero dicembre 2014 rivista internazionale di letteratura e cultura varia “3°m TERZO MILLENNIO” fondata dal poeta-scrittore-saggista professore Carmelo Aliberti. -Racconto "MARTINA VEDE LE COSE" antologia: SOFFIA UN VENTO CONTRARIO - L'IGUANA EDIUTRICE www.monicabauletti.it

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