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LA STORIA DI CARMELO di Michele Prisco

Riprendiamo a sfogliare il Poeta Carmelo Aliberti così come l’ha descritto Michele Prisco, Insigne letterato, romanziere di successo che ha voluto lasciare un omaggio e ricordo di sè all’amico e collega poeta-scrittore.

“nel nostro Mezzogiorno esistono ed operano uomini come Aliberti, sappiamo che per noi non tutto è perduto, e che il Sud ha ancora forze e risorse non dico per risorgere ma per poter inalberare, con orgoglio e umiltà insieme, la bandiera della propria presenza, della propria civiltà”.

 Michele Prisco. Premio Strega con

Michele Prisco. Premio Strega con “Una spirale di nebbia”, Prisco è stato un protagonista della grande stagione letteraria del secondo novecento.

Al momento di scrivere questa paginetta di saluto più che di presentazione all’esemplare ritratto dell’amico poeta Carmelo Aliberti sono assalito da un sottile senso di disagio. Intendiamoci: è stato compiuto, con maieutica intelligenza, un lavoro di particolare interesse e non occorre molta fatica per spendere su di esso – come cercherò di spendere – le opportune parole di elogio che il suo scritto merita. Ma, durante la lettura del testo, e quasi alle prime pagine, ci si sofferma a lungo sul peso o meglio sull’importanza che la mia opera ha avuto nella formazione umana di Aliberti, e il sorprendermi coinvolto – a non dire corresponsabile – in questo viaggio interiore intorno alla figura di un artista, mi ha come bloccato, in ogni caso imbarazzato: sottolineando la purezza coscienziale di Carmelo Aliberti, io non rischio di lodare indirettamente me stesso, o per lo meno di attribuirmi una implicita benemerenza nei confronti della serietà e severità (e dei risultati cui proviene) con le quali lo stesso Aliberti si applica al suo lavoro di poeta e pedagogo e organizzatore di cultura? E allora aggirerò l’ostacolo – vera e propria trappola – regolandomi come se il mio nome non comparisse affatto, e insomma parlando solo del testo-intervista con cui è stata strutturata l’analisi sull’uomo e sul poeta Aliberti: che poi, per mia e sua fortuna, la parte principale e sostanziale di tutto lo scritto. Ho accennato prima al metodo maieutico col quale è impostato e svolto il ritratto: senza dubbio, facilitato dalla frequentazione e dall’amicizia con Aliberti di chi ne la tracciato i contorni, ma diciamo anche che ha saputo sfruttare queste fortunate circostanze accostandosi al soggetto-oggetto della sua indagine con felice accortezza e un’abile operazione di montaggio così da sollecitare un temperamento schivo e tutto sommato incline alla solitudine e alla riservatezza come Carmelo Aliberti a confessarsi quasi naturalmente. Nasce in tal modo per diretta testimonianza dello ste¬so poeta e per accostamenti e analogie o contrasti di temi la storia di Carmelo, a cominciare dal racconto dei traumi patiti da studente attraverso l’impatto con professori sordi ottusi e grezzamente razzistici (d’un razzismo che non si limitava solo a ripartire gli alunni in cittadini e contadini o montanari ma, peggio, si estendeva a tenere in conto soprattutto la loro origine sociale). E tuttavia proprio questi traumi gli servirono, in appresso, diventato a sua volta docente, a combattere l’emarginazione di cui soffrivano o potevano soffrire i suoi ragazzi, e ad accostarsi a loro con amore educandoli alla comprensione e alla solidarietà, ritenendo che la scuola sia innanzi tutto un luogo primario per la nascita di una società diversa e migliore. Ne derivarono, quasi parallelamente, l’esperienza politica e l’esperienza poetica: e se la prima, col giuoco basso e volgare degli interessi personali da cui era assente ogni istanza ideologica, ben presto lo deluse, lui uomo di assoluta limpidezza e coerenza e moralità, sino ad allontanarsene, per lo meno sul piano dell’attività pratica, alla seconda dedicò e dedica tuttora tutte le proprie forze. È una poesia, la sua, che ha radici negli anni dell’immediato dopoguerra e trova le sue motivazioni, prima che in una necessità interiore, in una necessità di protesta e denunzia insieme nei confronti delle miserevoli condizioni del Sud: ma poi, con la maturità, essa si trasforma o in ogni caso si allarga a una più vasta concezione, umanitaria e al tempo stesso, vorrei dire, religiosa. Ma non sono questi i soli argomenti sui quali sollecita l’amico a palesarsi e rivelarsi: c’è la presenza della madre, e del suo profondissimo rapporto con la madre; c’è il dramma di una crisi esistenziale che rischia di annientarlo; c’è la breve esperienza, in nome della cultura, della partecipazione all’amministrazione comunale; c’è il suo rigore etico nel giudicare le vicende di Tangentopoli e la classe politica del Sud; c’è la sua incrollabile, assoluta fede nei valori della famiglia: insomma c’è un uomo (con la U maiuscola, come precisa e sottolinea il professore Stefano Maiuri nel suo scritto d’apertura) visto e investigato e indagato in tutti gli aspetti della sua complessa personalità. E se dobbiamo essere grati a Carmelo Aliberti d’esistere, e d’essere e continuare ad essere come, dobbiamo anche essere grati all’autore dell’indagine sul poeta che con questo suo appassionato appassionante lavoro è riuscito a farcelo conoscere: dopo la lettura di questo ritratto-intervista, e aver preso atto che nel nostro Mezzogiorno esistono ed operano uomini come Aliberti, sappiamo che per noi non tutto è perduto, e che il Sud ha ancora forze e risorse non dico per risorgere ma per poter inalberare, con orgoglio e umiltà insieme, la bandiera della propria presenza, della propria civiltà.

1920-2003

Michele Prisco

per la rubrica SFOGLI L’AUTORE 

0c932d5777f56a089aadb5621d892759 Monica Bauletti 

Informazioni su Monica Bauletti

Monica Bauletti, libri@monicabauletti.it Romanzi: -ATTACCO AGLI ILLUMINATI – EDITORE: LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2014 -L’AMICA PIU’ PREZIOSA - EDITORE: LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2014 -BERTA, LA LEGGENDA (PUBME.ME) 2017 -Racconto: VITE RIFLESE antologia UNA BELLA GIORNATA DI SOLE LIBROMANIA (DeAgostini-Newton) 2015 -Racconto “RESPIRO” secondo classificato al premio letterario edizione 2014 “MILLE E… UNA STORIA” e pubblicato nell’antologia del premio. -Racconto “TU NON MI AMI” numero dicembre 2014 rivista internazionale di letteratura e cultura varia “3°m TERZO MILLENNIO” fondata dal poeta-scrittore-saggista professore Carmelo Aliberti. -Racconto "MARTINA VEDE LE COSE" antologia: SOFFIA UN VENTO CONTRARIO - L'IGUANA EDIUTRICE www.monicabauletti.it

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